Riflessioni recenti

Anonymous pubblica i dati del pedofilo: giustizia o vendetta?

Il dibattito è acceso, scuote le coscienze, divide le opinioni tra favorevoli e contrari.

La notizia in pochi minuti ha fatto il giro del mondo, il comunicato è sintetico: “Amanda Todd’s Punisher Extorted amanda todd for pictures. This is the pedophile that social engineered Amanda Todd into supplying him nude pictures. Identity: Kody Maxson Online Username: kody1206 Location: Sapper St, New westminster, BC Birthdate 1980, age 32”

La firma è spettrale nel mondo dell’underground digitale: “Siamo Anonymous. Noi siamo una Legione, Non perdoniamo, Non dimentichiamo. Kody Maxson Siamo arrivati”

Parte la caccia all’uomo: da una parte le forze di Polizia dall’altra coloro che desiderano linciare il colpevole, scaricando tutta la loro rabbia.

Anonymous ha rintracciato, forte della straordinaria competenza tecnica, un uomo che per la legge è il presunto responsabile della violazione dell’immagine di Amanda Todds, ragazza quindicenne coinvolta in una vicenda che l’ha portata a decidere di togliersi la vita.

Non ho motivo di dubitare che Kody Maxson sia il vero colpevole, senza alcun ragionevole dubbio, viste le modalità operative degli attivisti di Anonymous.

Si accende il dibattito tra favorevoli e contrari segnalo l’articolo di Rudy Bandiera in cui raccoglie numerose opinioni dal mondo dei social media.

Chi sono gli appartenenti ad Anonymous

Gli hacktivisti appartenenti ad Anonymous sono persone preparate, meticolose, pignole, hanno accolto l’etica hacker come unico credo, condividono idee comuni di libertà e di espressione su Internet.

Spesso hanno compiuto attacchi informatici su Visa, MasterCard, PayPal e Amazon, hanno minacciato di abbattere i server Facebook e Twitter; ed oggi pubblicare il nome di un molestatore pedofilo costituisce un territorio nuovo per il gruppo che esula dalla politica.

Anonymous viene accusato di causare caos in Rete, di attaccare i server, di compromettere i sistemi di sicurezza causando miliardi di dollari di danni a imprese, banche e agenzie governative.

La recente azione di Anonymous crea un effetto di ammirazione in Rete, la tragica vicenda di Amanda Todd ha ferito l’opinione pubblica, si vuole giustizia.

La criminalità siberiana e la ricerca del consenso

La vicenda mi ha fatto tornare in mente un episodio narrato da Nicolai Lilin nel romanzo: “Educazione siberiana”, in cui racconta la vita degli Urka siberiani, criminali dalle rigidissime regole criminose basate su un codice d’onore tramandato da secoli.

L’episodio racconta di un fatto accaduto in un carcere russo: “Una volta fu arrestato un pedofilo, uno di quelli a cui piacevano molto le bambine piccole e anche i bambini. Gli Urka (criminali siberiani) quando fu arrestato lo trattarono con rispetto. Andarono da lui, gli diedero una corda fatta con le lenzuola e gli dissero: ‘Hai cinque ore per impiccarti, se non lo fai ognuno di noi prenderà un pezzo di te e lo strapperà”. Il pedofilo fu ritrovato poche ore dopo impiccato nella sua cella.

Per le mafie di una volta, regole come non uccidere bambini, non trattare e vendere droga, non assumerne, nascevano dalla necessità di cercare complicità nella popolazione che permetteva di allargare il concetto di Stato nello Stato, di assicurare il consenso diffuso tra la base.

Conclusioni da giurista

Nelle moderne democrazie, la potestà legislativa è esercitata dallo Stato, mentre il potere giurisdizionale è esercitato attraverso la magistratura nel rispetto della legge e dell’eguaglianza dei cittadini davanti ad essa.

In questo caso Anonymous, attraverso la sua azione si è sostituito alla sovranità di uno Stato (Canada) ed ha esercitato un potere investigativo emettendo una sentenza attraverso una condanna mediatica.
Possiamo essere d’accordo sull’effettivo risultato raggiunto ma possiamo attribuire a “soggetti anonimi e privati” un potere così forte?

Chi controlla i controllori affinchè non abusino del loro stesso potere?

Conclusioni da uomo della Rete

Anonymous dimostra di scrutare il web meglio di chiunque altro, forse meglio anche delle Agenzie investigative e governative più o meno dichiarate; a questo punto con competenza e coraggio apra le fonti informative, sveli i misteri degli ultimi cinquant’anni e ci dica: chi ha ucciso Kennedy; se l’aereo di Ustica è stato abbattuto da un missile o si è trattato di un incidente; trovi tutti – ma proprio tutti – i colpevoli dei reati di sfruttamento sessuale dei minori e magari ci indichi tutti i responsabili del declino economico di questa Società.

Resto combattuto nel non voler scegliere tra vendetta e giustizia, tra processo mediatico e processo di civiltà, quindi concludo con una frase di Blake Bruttocarattere che ha sintetizzato in un commento molto bene l’azione di Anonymous, che indossa i panni di un moderno Guy Fawkes: “Vendetta è fatta, giustizia arriverà!”

Viviamo nella società digitale e il futuro ci resta ignoto.

Commenti

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2 Comments

  • alessandra

    18 ottobre 2012 at 16:21

    A me è successo lo stesso. per svariate volte, nell’arco di 2 o 3 anni, la stessa persona ha diffuso online a mia insaputa e senza il mio consenso delle mie immagini a sfondo sessuale online.
    dalla mia prima denuncia non fu predisposta nell’immediato NESSUNA indagine 8e in mancanza di prove venne archiviata), della seconda denuncia sto aspettando notizie.
    non sono una minorenne quindi nessuno si è occupato di me e del mio caso facendo delle indagini.
    tu stesso mi hai confermato che le indagini informatiche devono essere tempestive perchè i dati non vengono conservati nei server più di 6 mesi-un anno.
    quindi: se non ci pensa lo stato ad individuare queste persone è giusto che ci pensi anonymous?
    ASSOLUTAMENTE SI.

  • Wombat

    26 ottobre 2012 at 01:03

    “Non ho motivo di dubitare che Kody Maxson sia il vero colpevole”

    Sì, infatti sul caso Amanda Todd, almeno qualcuno ha avuto la decenza di aggiornare la notizia. Ad esempio: http://tech.fanpage.it/il-persecutore-di-amanda-non-e-l-uomo-indicato-da-anonymous-i-pirati-pubblicano-i-dati-di-un-altro-sospettato/ peccato che manchino le scuse verso i lettori, ma si può sempre migliorare…

    Cosa si può concludere, quindi? Primo, che la rete (intendo i blogger) sono capaci di bersi qualsiasi panzana o qualsiasi evento provvisorio. E’ vero che sono capaci di aggiornare ma sembra che avere la decenza di scusarsi e stare più attenti sia fantascienza. E questo non li rende migliori dei giornalisti tradizionali, sia chiaro. C’è ancora molta strada da fare.
    Punto secondo: lo stato di diritto è ormai una barzelletta. Quel principio in base al quale una persona è innocente fino a prova contraria (come dimostra il link che ho postato) sta scomparendo. Viva la pancia, alla forca! Caccia alle streghe e sp*ttanamento a gogo! Grandi, continuate così.

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