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Berlusconi, l’immunità, la decadenza e le azioni investigative

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Una premessa fondamentale: questa riflessione non ha finalità politiche quindi non cercate di strumentalizzarla; essa nasce dall’esigenza di spiegare al “garagista Nando” perché si discute da mesi sulla decadenza del Senatore Silvio Berlusconi.

Chi segue questo blog ricorderà le domande che il “garagista Nando”, mi pone al mattino sui principali fatti di cronaca. Lui percepisce la punta dell’iceberg e pretende che in pochi secondi gli sveli tutto il ghiaccio che c’è sotto il livello del mare. Perché lo devo fare? Perché ho la giacca e la cravatta, sono laureato e perché alla fine mi fa trovare il parabrezza pulito della macchina.

“Dottò a perchè Berlusconi ch’è stà fà un casino pe stà in parlamento? Non ci va mai, ma c’ha i sordi e comanna sempre lui. Me sta a fà na pizza!”
Questo mi chiede il buon Nando, con la sua pezza di daino sempre umida tra le mani, esasperato dal tam tam mediatico sulla recente sentenza che ha investito il Sen. Silvio Berlusconi.

Lo spunto è interessante, la cultura popolare ha individuato il problema e la soluzione, tuttavia senza ricorrere alla Storia del recente passato abbiamo leader politici che operano fuori dal Parlamento come il Sig. Beppe Grillo per il suo Movimento Cinque Stelle o Ministri e addirittura Presidenti del Consiglio, come Carlo Azeglio Ciampi, chiamati in passato a ricoprire l’incarico pur non essendo stati eletti in una delle due Camere.

Allora perché restare alla Camera del Senato?

In fin dei conti i benefit economici non sono così importanti: mangiare alla bouvet non credo che ne valga la pena da quando hanno aumentato i prezzi, il barbiere è stato tolto, gli amici colleghi si possono incontrare anche fuori, insomma ci deve essere un valore aggiunto che venga ancor prima di quello politico.

Mi pongo il problema dal lato professionale, la mia attenzione cade sulle immunità parlamentari e il tema diventa tecnico, intricato e processuale.

Cerco di riassumerlo:

L’immunità per i parlamentari è stabilita dall’art. 68 della Costituzione, che recita: “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza. Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.

Quindi mantenere l’incarico di senatore e di conseguenza l’immunità parlamentare è importante al fine di non subire una perquisizione personale o domiciliare, una intercettazione telefonica diretta o il sequestro della corrispondenza, ovvio che questi siano ottimi motivi per lottare al fine di mantenere una maggiore indipendenza rispetto alle azioni investigative.

Al contrario quando un parlamentare decade dalla carica, pur restando ferma l’immunità e l’insindacabilità relativa al periodo in cui era nell’esercizio delle funzioni (come le opinioni espresse o i voti manifestati in seduta) cessa la cosiddetta inviolabilità ed il soggetto può tornare a subire i provvedimenti in precedenza soggetti ad autorizzazione a procedere.

In sintesi le Procure della Repubblica potrebbero attuare le azioni investigative, volte alla ricerca dei mezzi di prova, presenti nel diritto processuale penale come la perquisizione prevista quando ricorre il fondato motivo che l’indagato occulti il corpo del reato o cose pertinenti al reato; la perquisizione può avvenire sia sulla persona sia nei locali che normalmente frequenta. (abitazione, ufficio, domicili estivi etc.)

Epilogo frequente della perquisizione è il sequestro probatorio del corpo del reato e delle cose ad esso pertinenti.

Questi credo, in sintesi, siano i veri motivi per cui si lotti mediaticamente affinchè il Senatore Silvio Berlusconi non decada dall’incarico parlamentare, motivi legittimi ma non riferiti dagli organi di stampa che in realtà pongono l’accento su fattori strettamente politici e democratici.
Se dovesse cadere il Governo ovviamente sarà tutto tempo guadagnato.
Una bellissima partita a scacchi, in cui Noi siamo i pedoni inconsapevoli

Adesso nasce la sfida più importante: come spiegare tutto al “garagista Nando”?
Il problema è veramente serio.

Commenti

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One Comment

  • Enrico Giammarco

    5 Settembre 2013 at 16:52

    Non credo che la vera motivazione di S.B. a rimanere in Parlamento, da te correttamente presentata nel post, sia mai stata ipotizzata in Televisione, oppure è stata citata ma “sottovoce”…per quanto riguarda i giornali, ovviamente Il Fatto la sbandiera, ma i “garagisti Nando” di tutta Italia raramente leggono i quotidiani…

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