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Brevi riflessioni sul caso Moratti vs. Pisapia in ordine alla comunicazione televisiva

Da pochi minuti il mondo del social network è invaso dalle terrificanti immagini del confronto televisivo tra la Dott.ssa Letizia Moratti e l’Avv. Giuliano Pisapia, entrambi candidati per la carica di Sindaco al Comune di Milano.

Per gli esperti di comunicazione gli ultimi secondi del dibattito sono fondamentali, in quanto il telespettatore tenderà a ricordare il messaggio-appello che il candidato pronuncerà all’ultimo secondo.

Nella strategia elettorale della candidata Letizia Moratti questi ultimi e fondamentali secondi sono stati usati per sferrare un violento attacco alla condotta morale dell’avversario, reo a suo dire, di esser stato condannato dalla Corte di Assise di Milano per un reato di furto e che la stessa condanna sia stata amnistiata.

Le informazioni fornite alla candidata Letizia Moratti sono state incomplete e certamente non produrranno l’effetto desiderato in quanto:

a)     nonostante l’amnistia, Giuliano Pisapia ha impugnato la decisione, che fu accolta dalla III Corte d’Assise d’Appello di Milano, nel procedimento n.76 del 1985, che assolse Giuliano Pisapia per non aver commesso il fatto;

b)     la sentenza, poi passata in giudicato, recita che: “non vi è prova, né vi sono apprezzabili indizi di una partecipazione del Pisapia, sia pure solo sotto il profilo di un concorso morale al fatto, per il quale è stata elevata a suo carico l’imputazione di furto, dalla quale l’appellante va pertanto assolto per non aver commesso il fatto”

L’incontro, come potete osservare nel filmato, si è concluso senza la rituale stretta di mano segno di una “drastica rottura istituzionale” tra i due candidati.

E’ la prima volta che assistiamo ad un fatto del genere, per una competizione elettorale, che investe un Comune rilevante su cui l’attenzione mediatica nazionale è più sensibile.

Ora analizziamo alcuni fattori afferenti la comunicazione:

1)     La candidata Letizia Moratti nel momento in cui pronuncia la sua accusa ha un momento di esitazione, guarda in basso a sinistra, si concentra ricordando informazioni che non provengono da una sua analisi; quindi è costretta a ricordarle richiamandole a memoria. Questo denota che le informazioni non state elaborate, quindi fornite all’ultimo momento;

2)     La candidata Letizia Moratti afferma che “amnistia non vuol dire assoluzione” questa frase diventa controproducente appartenendo ad una coalizione politica condotta da un soggetto che ha beneficiato dell’istituto dell’amnistia.

Concludendo la comunicazione politica non può essere improvvisata e deve tener conto di un procedimento di analisi e valutazione molto complesso, in quanto ottenere l’effetto contrario – con la perdita di un significato numero di voti – è molto facile.

 

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