Black Web

L’ennesima tragedia fa riemergere il pericolo della vendita on line di farmaci non idonei

 

I farmaci contraffatti o non autorizzati dal Ministero della Salute per il mercato nazionale sono pericolosi in quanto possono contenere quantitativi differenti di principio attivo rispetto a quelli originali o addirittura sono composti da elementi diversi da quelli dichiarati in etichetta, arrivando perfino a contenere sostanze tossiche.

Il pericoloso fenomeno, grazie ad Internet, è in continua crescita e migliaia sono i farmaci contraffatti – la cui etichettatura è stata deliberatamente preparata con informazioni ingannevoli in relazione al contenuto e alla fonte – che quotidianamente giungono in Italia attraverso farmacie on line illegali e senza alcun controllo.-

In Italia i farmaci richiesti attraverso il web sono per lo più quelli afferenti il trattamento delle disfunzioni sessuali maschili, Continue reading “L’ennesima tragedia fa riemergere il pericolo della vendita on line di farmaci non idonei” »

I 10 modi in cui Facebook ha peggiorato la nostra vita

Questo post vuol essere una risposta ironica all’articolo di Angelo Marra pubblicato su Tech Fanpage, in cui evidenzia “I 10 modi in cui Facebook ha migliorato la nostra vita”.

Per riportare l’altra parte della medaglia di Facebook, userò lo stesso stile dell’articolo dell’ottimo Angelo Marra.

Quando si parla di Facebook molto spesso i toni sono entusiastici affidando al social network, più diffuso nel mondo occidentale, una serie di eventi e miglioramenti in favore dell’essere umano come: strumento di condivisione per le ideologie rivoluzionarie nei Paesi del nord Africa, sviluppo della Politica 2.0 e con maggiore partecipazione del cittadino, promozione della raccolta fondi umanitari per contrastare i danni provocati dalle calamità naturali.

In realtà anche il “santo” bianco e blu ha conquistato qualche demerito ed è giusto che gli venga riconosciuto. Dopotutto tanti lo esortano dalla mattina alla sera, ma proporzionatamente alla popolarità che ha raccolto, circa un miliardo di utenti, qualche lato negativo lo dovrà pure avere.

Ecco quindi una simpatica lista dei “demeriti” di Facebook.

continua su: http://www.fanpage.it/i-10-modi-in-cui-facebook-ha-peggiorato-la-nostra-vita/#ixzz1WJzIVw6k

http://www.fanpage.it

 

Internet, le aziende e le ordinanze dei magistrati

Nel nostro sistema giuridico un’ordinanza in ambito giurisdizionale è un provvedimento con il quale un organo giudicante – in composizione monocratica o collegiale – provvede su una istanza nel corso di un processo, tutto ciò in base alla propria competenza e nel rispetto delle leggi.

L’ordinanza è un provvedimento che, a differenza della sentenza,  non è emesso “In nome del Popolo italiano” quindi la sua pubblicità è limitata sia nel rispetto del contraddittorio tra le parti sia nella tutela volta a garantire la prosecuzione di un iter processuale asettico e non influenzato dai media.

Ritengo che sia utile astenersi dal divulgare atti processuali e notizie che in qualche modo ledono gli interessi dei soggetti coinvolti, questo sino a che il giudizio non sia definitivamente concluso nel suo grado.

Internet non dev’essere il luogo in cui, in nome di una presunta trasparenza, si può limitare o addirittura ledere  il diritto dei soggetti altrimenti assumerà una connotazione di inciviltà non rispondente alla sua reale portata.

“Internet è per tutti ma non tutti sono per Internet”

La democrazia in Internet impone maturità, calma e pazienza

Internet è lo strumento più trasparente, veloce e inarrestabile con il quale è possibile comunicare le proprie idee e le proprie opinioni.

Internet è uno strumento che si deve basare sull’uso responsabile e consapevole da parte di chi lo usa, questo lo abbiamo ripetuto decine di volte, ciò che non abbiamo detto è che occorre mantenere una notevole calma e una gran pazienza democratica quando ci troviamo davanti a messaggi di tipo: razziale, xenofobo o che promuova alla pedofilia.

Internet è anche piena di imbecillità, di comunicazioni anetiche, di messaggi farneticanti e di istigazioni alla violenza eppure, anche davanti a queste ignominie occorre restar saldi e legati alle proprie radici culturali.

L’episodio a cui mi riferisco è costituito dal sito Stormfront – fondato nel 1995 da un ex leader del Ku Klux Klan Continue reading “La democrazia in Internet impone maturità, calma e pazienza” »

False identità su Facebook in California è reato

Con una base motivata da finalità giuridiche in ordine all’istituto della delega e della rappresentanza, in California da ieri è illegale creare un profilo di un’altra persona su un sito Internet o su un social network.

La nuova disposizione normativa prevede che usurpare l’identità di un’altra persona, ad esempio su Facebook, può costare una sanzione pecuniaria sino a 1.000 dollari e qualora con la falsa identità si ottenga un guadagno in danno di qualcun altro si rischia la detenzione in carcere fino ad 1 anno.

Una stretta di vite ai profili non autorizzati, fake e troll che la California ha voluto imprimere con l’atto SB 1411, inoltre la persona cui si è vista usurpare l’identità potrà avviare un’azione legale al fine di chiedere un danno in sede civile al “usurpatore” per violazione dell’immagine.

Attenzione perché l’iniziativa californiana potrebbe in futuro estendersi ad altri Paesi, per ora è certamente un solido precedente.

In italia abbiamo già norme che tutelano l’identità dell’individuo tuttavia non strutturate per le nuove tecnologie della comunicazione ma in relazione ad atti in cui la legge prevede effetti giuridici, l’art. 494 Codice penale intitolato “Sostituzione di persona” recita testualmente:

“Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica con la reclusione fino a un anno”

Anche l’art. 167 del Codice in materia di protezione dei dati personali prevede la reclusione – da sei a diciotto mesi o, se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi – per chiunque al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento illecito di dati personali.

In conclusione, nulla di nuovo, ma facciano attenzione i falsi Eros Ramazzotti, Ligabue o Roberto Saviano …Internet non nasce per commettere atti illeciti.

La firma elettronica di Facebook in un diritto tutto suo

Una “firma elettronica” è definita come “l’insieme dei dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di autenticazione informatica”. La firma elettronica è la forma più debole di firma in ambito informatico, in quanto non prevede meccanismi di autenticazione del firmatario o di integrità del dato firmato.

Una “firma elettronica qualificata” è definita se “ottenuta attraverso una procedura informatica che garantisce la connessione univoca al firmatario, creata con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo; essa è collegata univocamente ai dati ai quali si riferisce in modo da consentire di rilevare se i dati stessi siano stati successivamente modificati”

Poi esiste la “firma elettronica” di Facebook, che è tutta un’invenzione, fa inorridire i giuristi, non ha alcun valore legale ma funziona per l’azienda del social network  una meraviglia.

Nel convalidare una pagina, al fine di richiedere i diritti di amministratore,  ho accettato e sottoscritto con “firma elettronica Facebook” il form on line nel quale – da traduzione – mi avverte delle conseguenze penali per il reato di “falsa testimonianza”.
Tutto ha funzionato, salvo qualche razionale e giuridica perplessità.

screenshot da Facebook