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Combattere la violenza sulle donne non si fa in silenzio

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Il post che ti stai apprestando a leggere ha tre elementi interessanti: il contrasto alla violenza sulle donne, la partecipazione attiva dei più giovani, il ruolo di internet nella società moderna.

Combattere la violenza sulle donne è un’azione: prima ancora che culturale, di civiltà e di progresso per la società.

Chi minaccia, umilia, perseguita o colpisce una donna lo fa innanzitutto perché supportato dal silenzio da parte della stessa vittima che purtroppo viene riscontrato a tutti i livelli: età, condizione sociale, livello di istruzione, nazionalità, religione.

La violenza non è solo l’aggressione fisica di un uomo contro una donna, ma include anche vessazioni psicologiche, ricatti economici, minacce, violenze sessuali, persecuzioni e volte sfocia nella sua forma più estrema, il femminicidio.

Le donne che subiscono violenza si chiudono nel silenzio, nello stesso silenzio della società che non le protegge, diventando la stessa comunità complice dei carnefici.

Come avrete letto, mi sono occupato più volte della violenza sulle donne in Internet, una violenza vile, psicologica, vergognosa e che talvolta induce la vittima a decisioni estreme pur di liberarsi dal becero giudizio della comunità.

Dalla stessa Rete arrivano messaggi importanti, segnalo per l’appunto BlackOut un film di Manuel Zarpellon e Giorgia Lorenzato sul drammatico tema della violenza di gruppo vista con gli occhi dei ragazzi e realizzato da e con un drappello di giovanissimi autori ed interpreti fra i 16 e i 17 anni affiancati dall’esperienza di un professionista come Neri Marcorè.

La trama, ispirata ad una storia vera, narra un episodio di violenza sessuale ai danni di una ragazza di sedici anni, dei silenzi e del disagio che ne nascono e della ribellione coraggiosa di un gruppo di amici della vittima che rompendo il silenzio pongono una luce su una possibile via d’uscita. Il film è stato girato in Veneto nell’inverno 2011 e più precisamente nel comune di Mussolente (VI), ai piedi del Monte Grappa.

Ora, il film è nella fase di post-produzione per prepararlo, per andare nelle sale cinematografiche, per rompere quell’assordante silenzio sociale fatto da cine panettoni e qui entriamo in campo Noi, perché attraverso il crowdfunding possiamo finanziare la distribuzione nelle sale in modo partecipativo.

Se ancora la Rete ha un ruolo propositivo e responsabile in Italia, si deve agire e lo si deve fare rompendo quel silenzio che spesso è complice della violenza.

Qui è la prenotazione di una quota, la mia, mentre tu sai ora cosa fare…
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