Riflessioni recenti

Digital marketing Champions per la fattura elettronica

La modalità di fatturazione in forma elettronica nei confronti delle Amministrazioni dello Stato è stato introdotto dalla Finanziaria 2008, dopo sette anni di predisposizioni tecniche e regolamentari, il 31 marzo 2015 finalmente scatterà l’obbligo per gli operatori economici di presentare la fattura elettronica alle Amministrazioni pubbliche.

Si tratta di un adempimento fiscale normativo che da una parte migliora l’efficienza e l’organizzazione della P.A., dall’altra porterà un risparmio per lo Stato di oltre un miliardo di euro l’anno.

L’adempimento è importante ma, sebbene introduca nuove modalità di dialogo tra l’operatore economico e la P.A. competente, non è più rivoluzionario di quanto in passato sia stato l’obbligo del versamento per via telematica – attraverso il modello F24 – delle imposte e tributi. Obbligo scattato lo scorso ottobre sia per i titolari di Partita IVA sia per tutti i contribuenti chiamati al pagamento di importi superiori a mille euro.

Il sistema della fattura elettronica è complesso sotto il profilo tecnico, in quanto deve garantire l’inviolabilità delle informazioni racchiuse nel documento informatico attestante il titolo fiscale, ma estremamente semplice nell’utilizzo e nella successiva conservazione.

I soggetti economici: aziende, professionisti, artigiani chiamati ad operare a titolo oneroso con la P.A. hanno certamente le capacità e soprattutto l’interesse (di farsi pagare) per superare questa “banale” innovazione che, come affermato in apertura, ha visto una gestazione di ben sette anni. I soggetti, come sempre in questa materia, maggiormente interessati nel disbrigo delle pratiche sono soprattutto i commercialisti, già preparati da mesi per questa nuova modalità di redazione e trasmissione della fattura.

Eppure si è mossa l’armata dei Digital Champions (8mila associati come da progetto, forse un po’ meno) che, quasi con fare missionario, catechizza negli ultimi giorni, con il patrocinio dell’Agenzia per l’Italia digitale, gli operatori sull’uso della fatturazione elettronica, in pratica divulga tra i soggetti interessati: leggi, aspetti tecnici, problematiche alla base del nuovo strumento fiscale. Operazione lodevole se non fosse intempestiva, visti i sette anni di attesa.

I Digital Champions, associati della omonima associazione, si sono messi a disposizione per divulgare al mondo economico questo avvenimento: mostrando prodotti e soluzioni sempre dello stesso fornitore.

In realtà, come dai loro trionfali annunci iniziali, sembrava che la prestigiosa associazione dovesse occuparsi dei problemi dei cittadini quali: assenza sul territorio della banda larga, del wi-fi, problemi del Comune distratto verso il digitale e infine, catechesi non da poco, avvicinare 22 milioni di connazionali ad Internet – pressappoco il numero dei vecchi e dei neonati – che non usano Internet …e vivono felici.

In realtà queste erano le premesse, poi l’armata digitale ha iniziato ad occuparsi di fatturazione elettronica divulgando i prodotti di poche aziende e suscitando le critiche di diversi operatori.

L’Associazione culturale Digital Champions catalizza finanziamenti nonostante abbia uno Statuto con palesi incongruenze; un Codice etico adottato prima che venisse nominato il Collegio dei Probiviri e incentrato sulla totale dedizione verso il “padre fondatore”; una strategia di divulgazione della fatturazione elettronica che – a pochi giorni dall’avvio – sembra più un’attività di marketing multi level che una reale e concreta attività di ausilio agli operatori economici.

In sintesi l’annunciare che domani sorgerà un nuovo giorno appare banale e strumentale, con il dubbio che si tratti di una semplice bolla di sapone, comunicata ad arte.

Insomma tutto il mondo si è mosso per questo avvenimento, anche Mamma Rai con un bel video a supporto della Fatturazione Elettronica e della giornata dei Digital Champions del 9 marzo, vi esorto a vederlo perché è fatto molto bene ma è stato premiato solo con 40 visualizzazioni, di cui cinque sono le mie. Peccato.

 

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