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	<title>Sotto Un Cielo di Bit</title>
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	<description>il blog di Massimo Melica, nato in Internet</description>
	<lastBuildDate>Sat, 21 Jan 2012 20:31:22 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La Politica della rissa, scene di ordinaria follia</title>
		<link>http://www.massimomelica.net/politica/1936/la-politica-della-rissa-scene-di-ordinaria-follia/</link>
		<comments>http://www.massimomelica.net/politica/1936/la-politica-della-rissa-scene-di-ordinaria-follia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 15:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[delibera]]></category>
		<category><![CDATA[giunta]]></category>
		<category><![CDATA[ostia]]></category>
		<category><![CDATA[OstiaTVNews]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[rissa]]></category>

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		<description><![CDATA[Assemblea convocata nell'aula consiliare del XIII Municipio di Ostia si è trasformata in un siparietto tragicomico con annesso scontro "fisico", ma non preoccupatevi a farsi del male sono stati solo i cittadini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La politica delle urla non è solo quella che vediamo a Montecitorio, spesso quella territoriale assume toni e condotte ben più gravi.</p>
<p>Il video appena pubblicato su YouTube nel canale di OstiaTVNews mostra 270 secondi di teatrino tra minacce di querela, calcetti da terzino, urla di dolore da attaccante atterrato in area di rigore,il tutto in un’aula istituzionale in cui i presenti rappresentano i cittadini.</p>
<p>Vi confesso che la scena suscita innocenti risate, purtroppo il dramma è che alla fine è tutto vero e i numerosi commenti alla pagina di YouTube attestano la scarsa considerazione e stima che oggi godono i rappresentanti politici.-</p>
<p>Tra le tante cose nessuno dei presenti ha prestato serio soccorso alla vittima del gesto violento, prova lampante di come la società sia diventata arida ed egoista.</p>
<p><strong>Si è molto discusso sull’uso delle videoregistrazioni nelle aule istituzionali, personalmente ritengo che le tecnologie in politica non suonino come “grande fratello” ma come garanzia di trasparenza.</strong></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/0jeB-ngNM9k" frameborder="0" width="540" height="315"></iframe></p>
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Il video appena pubblicato su YouTube nel canale di OstiaTVNews mostra 270 secondi di teatrino tra minacce di querela, calcetti da terzino, urla di dolore da attaccante atterrato in area di rigore,il tutto in un’aula istituzionale in cui i presenti rappresentano i cittadini.
Vi confesso che la scena suscita innocenti risate, purtroppo il dramma è che alla fine è tutto vero e i numerosi commenti alla pagina di YouTube attestano la scarsa considerazione e stima che oggi godono i rappresentanti politici.-
Tra le tante cose nessuno dei presenti ha prestato serio soccorso alla vittima del gesto violento, prova lampante di come la società sia diventata arida ed egoista.
Si è molto discusso sull’uso delle videoregistrazioni nelle aule istituzionali, personalmente ritengo che le tecnologie in politica non suonino come “grande fratello” ma come garanzia di trasparenza.

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		<title>Internet non è un diritto dell’Uomo</title>
		<link>http://www.massimomelica.net/riflessioni/1916/internet-e-diritto-delluomo/</link>
		<comments>http://www.massimomelica.net/riflessioni/1916/internet-e-diritto-delluomo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 13:16:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[FanPage.it]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[cerf]]></category>
		<category><![CDATA[cultura digitale]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[hacker]]></category>
		<category><![CDATA[pekka]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.massimomelica.net/?p=1916</guid>
		<description><![CDATA[Ho sempre affermato che la Rete è un abilitatore di diritti e non un diritto in sé, restando spesso emarginato nei contesti culturali di sinistra che spesso animano il dibattito in Rete. Oggi Vint Cerf – padre di Internet – sul New York Times conferma la mia tesi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2012/01/Vint_Cerf.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1917" title="Vint_Cerf" src="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2012/01/Vint_Cerf.jpg" alt="" width="638" height="425" /></a></p>
<p><strong>Da anni difendo la libertà di Internet, da anni affermo che “internet è per tutti, ma non tutti sono per Internet” riferendomi a coloro che non avendo una cultura digitale si basano sull’utilizzo del mezzo per professarsi: esperti, attivisti o addirittura guru del web.</strong></p>
<p>Spesso è capitato che dietro accreditati blogger si nascondano operazioni editoriali, in cui a populiste e deboli teorie si affianca il libro che illustra come diventare ricchi con Facebook, Twitter o addirittura Second Life.</p>
<p>Molti hanno affermato che l’accesso ad Internet sia un diritto fondamentale dell’Uomo, arrivando in taluni casi a definire un’esigenza costituzionale accreditare Internet a rango costituzionale o peggio candidarlo a premio Nobel.</p>
<p>Mi sono sempre opposto a queste <a href="http://www.massimomelica.net/tecnologie-societa/794/internet-costituzione-italiana-fanatici-della-rete/" rel="nofollow" target="_blank">ideologie</a>, non per disamore verso il mezzo ma per tutelarne la libertà e l’indipendenza <a href="http://www.massimomelica.net/tecnologie-societa/884/wikileaks-etica-hacker-ignoranza-deviante/" rel="nofollow" target="_blank">sposando</a> altresì l’Etica Haker, descritta da Pekka Himanen nel suo celebre libro.</p>
<p>Molto spesso sono stato attaccato, escluso dai “salotti culturali” di quella sinistra che si arrovella su se stessa, che si illude con favole sofiste, che afferma che basta avere un computer collegato alla rete per garantirsi qualunque libertà in spregio a secoli di diritto.</p>
<p>Oggi, leggo con soddisfazione, l’<a href="http://www.nytimes.com/2012/01/05/opinion/internet-access-is-not-a-human-right.html?_r=3&amp;pagewanted=all" rel="nofollow" target="_blank">editoriale</a> del New York Times in cui Vinton Gray Cerf padre di Internet, “Chief Internet Evangelist” per Google, fondatore di ISOC “Internet Society” scrive testualmente: <strong><em>technology is an enabler of rights, not a right itself.-</em></strong></p>
<p>Un’affermazione che spiazza coloro che credono che Internet debba essere un diritto fondamentale, un editoriale che tuona come un avvertimento per i legislatori che non valutano un aspetto più fondamentale, ovvero: <em>la responsabilità dei creatori di tecnologia per sostenere o regolare i diritti umani e civili.</em></p>
<p>Il tema si arricchisce di nuovi spunti di riflessione e il confronto culturale aumenta tra gli ispiratori dei modelli giuridici alla base della futura “Società dell’informazione”.</p>
<form id="vozme_form_c937d024ba407286d0a7cfab1cb41d05" method="post" name="vozme_form_c937d024ba407286d0a7cfab1cb41d05" target="c937d024ba407286d0a7cfab1cb41d05" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Internet non è un diritto dell’Uomo. 
Da anni difendo la libertà di Internet, da anni affermo che “internet è per tutti, ma non tutti sono per Internet” riferendomi a coloro che non avendo una cultura digitale si basano sull’utilizzo del mezzo per professarsi: esperti, attivisti o addirittura guru del web.
Spesso è capitato che dietro accreditati blogger si nascondano operazioni editoriali, in cui a populiste e deboli teorie si affianca il libro che illustra come diventare ricchi con Facebook, Twitter o addirittura Second Life.
Molti hanno affermato che l’accesso ad Internet sia un diritto fondamentale dell’Uomo, arrivando in taluni casi a definire un’esigenza costituzionale accreditare Internet a rango costituzionale o peggio candidarlo a premio Nobel.
Mi sono sempre opposto a queste ideologie, non per disamore verso il mezzo ma per tutelarne la libertà e l’indipendenza sposando altresì l’Etica Haker, descritta da Pekka Himanen nel suo celebre libro.
Molto spesso sono stato attaccato, escluso dai “salotti culturali” di quella sinistra che si arrovella su se stessa, che si illude con favole sofiste, che afferma che basta avere un computer collegato alla rete per garantirsi qualunque libertà in spregio a secoli di diritto.
Oggi, leggo con soddisfazione, l’editoriale del New York Times in cui Vinton Gray Cerf padre di Internet, “Chief Internet Evangelist” per Google, fondatore di ISOC “Internet Society” scrive testualmente: technology is an enabler of rights, not a right itself.-
Un’affermazione che spiazza coloro che credono che Internet debba essere un diritto fondamentale, un editoriale che tuona come un avvertimento per i legislatori che non valutano un aspetto più fondamentale, ovvero: la responsabilità dei creatori di tecnologia per sostenere o regolare i diritti umani e civili.
Il tema si arricchisce di nuovi spunti di riflessione e il confronto culturale aumenta tra gli ispiratori dei modelli giuridici alla base della futura “Società dell’informazione”.
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		<title>Scegliere la morte per la dignità della vita</title>
		<link>http://www.massimomelica.net/politica/1919/scegliere-la-morte-la-dignita-della-vita/</link>
		<comments>http://www.massimomelica.net/politica/1919/scegliere-la-morte-la-dignita-della-vita/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 13:18:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[FanPage.it]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[equitalia]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditore]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi economica spinge le persone oneste: imprenditori, giovani disoccupati e pensionati al suicidio perché la situazione sociale nega le opportunità di vita, uccide le loro speranze]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2012/01/fiore_luce.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1920" title="fiore_luce" src="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2012/01/fiore_luce.jpg" alt="" width="638" height="425" /></a></p>
<p><strong>Affrontare il tema del suicidio non è facile, si rischia di rappresentarlo erroneamente come qualcosa di positivo, al contrario si rischia di non comprendere le motivazioni che spingono una persona ad uccidere se stessa.</strong></p>
<p>Gli ultimi mesi le cronache riportano decine di casi in cui una persona, a causa della crisi economica, ha deciso togliersi la vita.</p>
<p>Casi che negli ultimi trenta giorni, scuotono le nostre coscienze:</p>
<p><strong>Giovanni Schiavon</strong>, 59 anni, titolare di un’azienda edile veneta, ha lasciato un biglietto per la moglie e i suoi due figli: «Perdonatemi, non ce la faccio più». La sua azienda era creditrice verso clienti morosi, tra cui anche qualche ente pubblico, per circa 200 mila euro tuttavia le banche gli hanno negato l’apertura di una ulteriore linea di credito.</p>
<p>L’imprenditore non ha retto l’idea di dover mettere in cassa integrazione o licenziare i suoi dipendenti, compagni di una vita lavorativa.-</p>
<p>Stessa sorte per <strong>Giancarlo Perin</strong>, 52 anni, impiccandoti alla gru della propria ditta edile perché non era più in grado di pagare i dipendenti e perché le banche non erano più disposte a sostenerlo.</p>
<p>Nel 2012, quindi poche ore fa a Catania, <strong>Roberto Manganaro</strong> di 47 anni, si è tolto la vita per la crisi economica che aveva colpito la sua azienda costringendolo a licenziare alcuni dipendenti.</p>
<p>Ieri un<strong> pensionato</strong> di Bari di 74 anni si è tolto la vita, nei giorni scorsi aveva ricevuto una comunicazione dall&#8217;Inps nella quale l&#8217;ente riferiva di avergli corrisposto indebitamente, per un errore di calcolo, cinquemila euro negli ultimi anni, denaro da restituire con rate di 50 euro al mese. Il pensionato ha cominciato a temere di non farcela e di rischiare di perdere la casa, quindi la decisione di farla finita.</p>
<p>Da nord a sud l’Italia si stringe in una sola tragedia, che vede tutti coinvolti, tutti responsabilizzati affinchè questo Paese riprenda un percorso serio, onesto, civile per la crescita comune.</p>
<p><strong>Oggi non basta manifestare il proprio sdegno, occorre porre in essere soluzioni politiche, sociali ed economiche che garantiscano umane condizioni di vita. Scelte che portano all’aumento delle tariffe e dei prezzi dall&#8217;energia ai beni di prima necessità: metano, benzina, elettricità, trasporti, generi alimentari rendono ancora più deboli le difese per contrastare la crisi economica.</strong></p>
<p>Non ho mai letto di un boss della camorra che si toglie la vita nel lusso della sua anetica vita, non ho mai letto di un ladro, di un corrotto, di un criminale che rinuncia a vivere vita – preso dalla disperazione o dai sensi di colpa – e non vorrei che il suicidio colpisca come sempre solo le persone oneste con un grande cuore.</p>
<p><strong>Impegniamoci tutti insieme per uscire da questa crisi morale ed economica che attanaglia l’Italia, possiamo ancora farlo e dobbiamo riuscirci  per il futuro delle prossime generazioni.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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Affrontare il tema del suicidio non è facile, si rischia di rappresentarlo erroneamente come qualcosa di positivo, al contrario si rischia di non comprendere le motivazioni che spingono una persona ad uccidere se stessa.
Gli ultimi mesi le cronache riportano decine di casi in cui una persona, a causa della crisi economica, ha deciso togliersi la vita.
Casi che negli ultimi trenta giorni, scuotono le nostre coscienze:
Giovanni Schiavon, 59 anni, titolare di un’azienda edile veneta, ha lasciato un biglietto per la moglie e i suoi due figli: «Perdonatemi, non ce la faccio più». La sua azienda era creditrice verso clienti morosi, tra cui anche qualche ente pubblico, per circa 200 mila euro tuttavia le banche gli hanno negato l’apertura di una ulteriore linea di credito.
L’imprenditore non ha retto l’idea di dover mettere in cassa integrazione o licenziare i suoi dipendenti, compagni di una vita lavorativa.-
Stessa sorte per Giancarlo Perin, 52 anni, impiccandoti alla gru della propria ditta edile perché non era più in grado di pagare i dipendenti e perché le banche non erano più disposte a sostenerlo.
Nel 2012, quindi poche ore fa a Catania, Roberto Manganaro di 47 anni, si è tolto la vita per la crisi economica che aveva colpito la sua azienda costringendolo a licenziare alcuni dipendenti.
Ieri un pensionato di Bari di 74 anni si è tolto la vita, nei giorni scorsi aveva ricevuto una comunicazione dall&#8217;Inps nella quale l&#8217;ente riferiva di avergli corrisposto indebitamente, per un errore di calcolo, cinquemila euro negli ultimi anni, denaro da restituire con rate di 50 euro al mese. Il pensionato ha cominciato a temere di non farcela e di rischiare di perdere la casa, quindi la decisione di farla finita.
Da nord a sud l’Italia si stringe in una sola tragedia, che vede tutti coinvolti, tutti responsabilizzati affinchè questo Paese riprenda un percorso serio, onesto, civile per la crescita comune.
Oggi non basta manifestare il proprio sdegno, occorre porre in essere soluzioni politiche, sociali ed economiche che garantiscano umane condizioni di vita. Scelte che portano all’aumento delle tariffe e dei prezzi dall&#8217;energia ai beni di prima necessità: metano, benzina, elettricità, trasporti, generi alimentari rendono ancora più deboli le difese per contrastare la crisi economica.
Non ho mai letto di un boss della camorra che si toglie la vita nel lusso della sua anetica vita, non ho mai letto di un ladro, di un corrotto, di un criminale che rinuncia a vivere vita – preso dalla disperazione o dai sensi di colpa – e non vorrei che il suicidio colpisca come sempre solo le persone oneste con un grande cuore.
Impegniamoci tutti insieme per uscire da questa crisi morale ed economica che attanaglia l’Italia, possiamo ancora farlo e dobbiamo riuscirci  per il futuro delle prossime generazioni.
&nbsp;
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		<item>
		<title>Le brutalità sugli animali devono rientrare fra i crimini internazionali</title>
		<link>http://www.massimomelica.net/societa-idiota/1923/le-brutalita-sugli-animali-devono-rientrare-fra-crimini-internazionali/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 13:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[FanPage.it]]></category>
		<category><![CDATA[Società Idiota]]></category>
		<category><![CDATA[brutalità]]></category>
		<category><![CDATA[cucciolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il video che riporto (ne sconsiglio la visione) mostra un cucciolo di cane arso vivo, tra le disumane risa degli autori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2012/01/martire-300x225.jpg"><img class="size-full wp-image-1924 alignleft" title="martire-300x225" src="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2012/01/martire-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> Nelle ultime ore ho ricevuto accorati appelli da parte di alcuni  lettori  che si sono imbattuti nella pagina di un giornale slovacco: Noviny – in italiano significa giornale – in cui viene riportato a firma di Eva Podhorská un fatto di cronaca in cui si mostra un atto disumano compiuto nei confronti di un piccolo cagnolino, colpevole di essere indifeso e docile davanti ai suoi aguzzini. Il titolo dell’articolo è “Úbohého psíka upálili zaživa” ossia “<strong>Povero cane, bruciato vivo</strong>”.</p>
<p>Chiarisco subito, assumendomi la responsabilità della scelta, che riporto il video con il duplice scopo: da una parte dar prova e chiarire la vicenda, dall’altra scuotere le coscienze di coloro che ritengono superfluo tutelare i diritti degli animali attraverso una Convenzione internazionale.</p>
<p><strong>In ogni caso, invito i lettori ad astenersi dalla visione del breve filmato per la brutalità delle immagini in esso riportate.</strong></p>
<p>Il fatto di cronaca si riassume così: tre giovani criminali cospargono un cagnolino di materiale altamente infiammabile e poi gli danno fuoco. Le immagini riprendono l’inutile fuga  dell’animale sino a che non cade a terra tra le fiamme, arrestando il suo disperato latrato.</p>
<p>La comunità di internet è intervenuta chiedendo come si possa identificare gli autori del reato, assicurandoli senza indugio, ad un giusto e severo processo.</p>
<p>Tuttavia le aspirazioni di giustizia devono fare i conti con le norme a tutela degli animali, diverse per ciascun Stato.</p>
<p>In Italia, ad esempio, l’art. 544 bis del codice penale prevede che: <em>“Chiunque per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi”</em>. Credo di interpretare il comune sdegno nel ritenere che si tratti di una pena lieve.</p>
<p><strong>In Slovacchia non esiste una norma che tuteli gli animali, proprio in questi giorni il  deputato Martin Poliacik di Libertà e Solidarietà ha affermato che: “ La Slovacchia non ha una legge specifica sulla protezione degli animali ed è molto indietro rispetto agli Stati membri dell&#8217;Unione europea”. Oggi in assenza di una norma, gli autori del gesto se pur rintracciati  non potrebbero essere processati perchè la fattispecie non è prevista come reato.</strong></p>
<p>La mia riflessione si conclude nell’invito a sensibilizzare la community nel promuovere iniziative che tendano a redigere una Convenzione europea  contro i crimini sugli animali in quanto oggi risulta inspiegabilmente  inesistente.</p>
<p>Promuoviamo la civiltà, facciamolo insieme.</p>
<p><strong>E&#8217; possibile <a href="http://tvoje.noviny.sk/tvojenoviny-clanky/25-07-2011/tvojenoviny-uboheho-psika-upalili-zaziva.html" rel="nofollow" target="_blank">vedere il video dalla fonte slovacca</a>, ma sottolineamo l&#8217;efferatezza delle immagini in esso contenute e sconsigliamo pertanto la visione a persone impressionabili.</strong></p>
<form id="vozme_form_91a890d1dc68b1a26775c480a4212fad" method="post" name="vozme_form_91a890d1dc68b1a26775c480a4212fad" target="91a890d1dc68b1a26775c480a4212fad" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Le brutalità sugli animali devono rientrare fra i crimini internazionali.  Nelle ultime ore ho ricevuto accorati appelli da parte di alcuni  lettori  che si sono imbattuti nella pagina di un giornale slovacco: Noviny – in italiano significa giornale – in cui viene riportato a firma di Eva Podhorská un fatto di cronaca in cui si mostra un atto disumano compiuto nei confronti di un piccolo cagnolino, colpevole di essere indifeso e docile davanti ai suoi aguzzini. Il titolo dell’articolo è “Úbohého psíka upálili zaživa” ossia “Povero cane, bruciato vivo”.
Chiarisco subito, assumendomi la responsabilità della scelta, che riporto il video con il duplice scopo: da una parte dar prova e chiarire la vicenda, dall’altra scuotere le coscienze di coloro che ritengono superfluo tutelare i diritti degli animali attraverso una Convenzione internazionale.
In ogni caso, invito i lettori ad astenersi dalla visione del breve filmato per la brutalità delle immagini in esso riportate.
Il fatto di cronaca si riassume così: tre giovani criminali cospargono un cagnolino di materiale altamente infiammabile e poi gli danno fuoco. Le immagini riprendono l’inutile fuga  dell’animale sino a che non cade a terra tra le fiamme, arrestando il suo disperato latrato.
La comunità di internet è intervenuta chiedendo come si possa identificare gli autori del reato, assicurandoli senza indugio, ad un giusto e severo processo.
Tuttavia le aspirazioni di giustizia devono fare i conti con le norme a tutela degli animali, diverse per ciascun Stato.
In Italia, ad esempio, l’art. 544 bis del codice penale prevede che: “Chiunque per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi”. Credo di interpretare il comune sdegno nel ritenere che si tratti di una pena lieve.
In Slovacchia non esiste una norma che tuteli gli animali, proprio in questi giorni il  deputato Martin Poliacik di Libertà e Solidarietà ha affermato che: “ La Slovacchia non ha una legge specifica sulla protezione degli animali ed è molto indietro rispetto agli Stati membri dell&#8217;Unione europea”. Oggi in assenza di una norma, gli autori del gesto se pur rintracciati  non potrebbero essere processati perchè la fattispecie non è prevista come reato.
La mia riflessione si conclude nell’invito a sensibilizzare la community nel promuovere iniziative che tendano a redigere una Convenzione europea  contro i crimini sugli animali in quanto oggi risulta inspiegabilmente  inesistente.
Promuoviamo la civiltà, facciamolo insieme.
E&#8217; possibile vedere il video dalla fonte slovacca, ma sottolineamo l&#8217;efferatezza delle immagini in esso contenute e sconsigliamo pertanto la visione a persone impressionabili.
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		<title>E’ morto Shingo Araki, disegnatore di Goldrake</title>
		<link>http://www.massimomelica.net/riflessioni/1926/e-morto-shingo-araki-disegnatore-di-goldrake/</link>
		<comments>http://www.massimomelica.net/riflessioni/1926/e-morto-shingo-araki-disegnatore-di-goldrake/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 13:31:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[FanPage.it]]></category>
		<category><![CDATA[Il cuore del Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[cartone animato]]></category>
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		<category><![CDATA[Shingo Araki]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia il primo episodio di Atlas Ufo Robot costituì una innovativa trasformazione del cartone animato; fu trasmesso alle 18.45 di martedì 4 aprile 1978 ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2012/01/goldrake-638x425.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1927" title="goldrake-638x425" src="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2012/01/goldrake-638x425.jpg" alt="" width="638" height="425" /></a></p>
<p>Nel 1978 avevo 13 anni, i fumetti più diffusi che circolavano a quell’epoca erano il Corriere dei piccoli, Topolino, Zagor, Tex e per i più grandi Monello e Intrepido.</p>
<p>Su questi pochi giornaletti si sviluppava l’adolescenza italiana mentre i cartoni animati televisivi erano incentrati su “Braccio di ferro”, “Tom &amp; Jerry”, “Gatto Silvestro”, “Willy il Coyote” sino a quando il 4 aprile 1978 apparve sugli schermi di uno dei due canali televisivi a disposizione “Atlas Ufo Robot”.-</p>
<p>I bambini-ragazzi dell’epoca furono colti da stupore, da effetti speciali, svilupparono improvvisamente la loro fantasia verso sconfinati confini planetari e, per la particolare storia narrata, la conoscenza di elementi come: coraggio, disciplina e forza che si fondevano nel giovane protagonista “Actarus”.</p>
<p>I cartoni animati di Goldrake dalla famosa sigla televisiva, alle incredibili armi come: “Doppio maglio perforante”, “Alabarda spaziale”, “Tuono spaziale” hanno influenzato le giovani generazioni di quell’epoca termini, battute, scherzi, giochi venivano trasformati in linea con le epiche storie del cartone animato.</p>
<p>Oggi all’età 72 anni è morto Shingo Araki, fumettista e character designer di personaggi come Goldrake a Lady Oscar, dai Cavalieri dello Zodiaco a Kimba il leone bianco.</p>
<p>Se Atlas Ufo Robot (Goldrake) è stato creato da Go Nagai e Lady Oscar da Riyoko Ikeda, una volta che dal fumetto sono passati al cartone animato, Araki è stato colui che ne ha dato un corpo e un’anima ad Oscar, Actarus o i Cavalieri dello Zodiaco, rendendoli indimenticabili.</p>
<p>Sorprenderà questo mio post, in quanto solitamente mi occupo di attualità, di politica, di tecnologie e diritto, tuttavia siamo stati tutti bambini e nella speranza di conservare ancora nel cuore un pizzico di quell’innocenza, mi sembra bello salutare quella genialità che ha influenzato il mondo.</p>
<p><strong>Saiyonara Mr. Araki.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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Nel 1978 avevo 13 anni, i fumetti più diffusi che circolavano a quell’epoca erano il Corriere dei piccoli, Topolino, Zagor, Tex e per i più grandi Monello e Intrepido.
Su questi pochi giornaletti si sviluppava l’adolescenza italiana mentre i cartoni animati televisivi erano incentrati su “Braccio di ferro”, “Tom &amp; Jerry”, “Gatto Silvestro”, “Willy il Coyote” sino a quando il 4 aprile 1978 apparve sugli schermi di uno dei due canali televisivi a disposizione “Atlas Ufo Robot”.-
I bambini-ragazzi dell’epoca furono colti da stupore, da effetti speciali, svilupparono improvvisamente la loro fantasia verso sconfinati confini planetari e, per la particolare storia narrata, la conoscenza di elementi come: coraggio, disciplina e forza che si fondevano nel giovane protagonista “Actarus”.
I cartoni animati di Goldrake dalla famosa sigla televisiva, alle incredibili armi come: “Doppio maglio perforante”, “Alabarda spaziale”, “Tuono spaziale” hanno influenzato le giovani generazioni di quell’epoca termini, battute, scherzi, giochi venivano trasformati in linea con le epiche storie del cartone animato.
Oggi all’età 72 anni è morto Shingo Araki, fumettista e character designer di personaggi come Goldrake a Lady Oscar, dai Cavalieri dello Zodiaco a Kimba il leone bianco.
Se Atlas Ufo Robot (Goldrake) è stato creato da Go Nagai e Lady Oscar da Riyoko Ikeda, una volta che dal fumetto sono passati al cartone animato, Araki è stato colui che ne ha dato un corpo e un’anima ad Oscar, Actarus o i Cavalieri dello Zodiaco, rendendoli indimenticabili.
Sorprenderà questo mio post, in quanto solitamente mi occupo di attualità, di politica, di tecnologie e diritto, tuttavia siamo stati tutti bambini e nella speranza di conservare ancora nel cuore un pizzico di quell’innocenza, mi sembra bello salutare quella genialità che ha influenzato il mondo.
Saiyonara Mr. Araki.
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		<title>Intervista Wind Business Factor: legalità e nuove leggi per le startup</title>
		<link>http://www.massimomelica.net/condivisione/1886/intervista-wind-startup/</link>
		<comments>http://www.massimomelica.net/condivisione/1886/intervista-wind-startup/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 17:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
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		<category><![CDATA[legalità]]></category>
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		<category><![CDATA[wind]]></category>

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		<description><![CDATA[Massimo Melica intervista Wind Business Factor: legalità e nuove leggi per le startup]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le nuove imprese, in particolar modo le startup digitali, per nascere e svilupparsi hanno bisogno di <strong>diversi strumenti che vanno aldilà del credito e dei finanziamenti</strong>. Ad influire in modo determinante sono infatti anche gli interventi nell’ambito della legalità e degli snellimenti burocratici. Nel settore della proprietà intellettuale e industriale, ad esempio, sono evidentemente necessarie norme più agili e accessibili in materia di brevetti, cosi come allo stesso modo c’è sempre più bisogno di leggi certe che garantiscano, ad esempio a chi svolge servizi per il settore pubblico, di non perdere fatturato per pagamenti che possono arrivare fino a 365 giorni.<br />
Articolo completo su: <a title="Intervista Massimo Melica - Wind Business Factor" href="http://www.windbusinessfactor.it/palestra/internet-e-business/intervista-avvocato-massimo-melica-diritto-nuove-tecnologie-startup/4853">Wind Business Factor</a></p>
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Articolo completo su: Wind Business Factor

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		<title>Internet e il futuro della democrazia</title>
		<link>http://www.massimomelica.net/politica/1898/internet-il-futuro-della-democrazia/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 17:47:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Internet e il futuro della democrazia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/11/il-futuro-che-lasceremo.jpg"><img class="size-medium wp-image-1901 alignleft" title="il futuro che lasceremo" src="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/11/il-futuro-che-lasceremo-300x300.jpg" alt="" width="210" height="210" /></a>Il concetto di democrazia partecipata ha trovato nella diffusione di Internet un forte alleato, esso consiste nel creare le condizioni per la partecipazione di tutti nel governo e nella gestione dei sistemi politici.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò nonostante occorre sottolineare che la radice etimologica del termine implica che la democrazia poggi sulla partecipazione dei cittadini, infatti la combinazione delle voci greche “demos” e “kratos” significano esattamente “potere del popolo”, tuttavia oggi le democrazie rappresentative tendono a confinare il potere del popolo nell’ambito delle chiamate elettorali, delegando le decisioni operative agli organismi eletti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto attiene la democrazia diretta, questa ritiene che il popolo sovrano, non sono elegge i suoi rappresentanti quanto esercita un diritto di proporre e votare le leggi ordinarie e la costituzione attraverso diversi istituti di consultazione popolare.</p>
<p style="text-align: justify;">La democrazia diretta, pur costituendo un’alternativa ideologica <span id="more-1898"></span>e pratica alla democrazia rappresentativa, è di fatto alternativa alla democrazia partecipativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo mi sono interrogato se Internet possa essere volano di un nuovo modello di democrazia. La soluzione mi è stata offerta dalla lettura del libro “Democrazia e segreto” in cui Norberto Bobbio uno dei maggiori intellettuali italiani più influenti del ventesimo secolo, afferma senza ombra di dubbio che “il segreto della democrazia è il non avere segreti”.</p>
<p style="text-align: justify;">Parole semplici ma di una forza dirompente, parole che testimoniano e indicano come la trasparenza delle azioni di governo sia la garanzia di ogni forma democratica per l’esercizio del potere.-</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi Internet può garantire quell’abbattimento del segreto, aumentare la trasparenza e l’efficacia delle istituzioni, può realizzare quella “democrazia informata”che realmente può porre sullo stesso piano di interesse: l’elettore e il rappresentante, per un bene comune per il bene della Nazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Internet è un moderno sistema di gestione delle informazioni, è lo strumento su cui costruire un modello nuovo di democrazia in cui le informazioni “giuste e senza filtro” date al popolo elettore sono garanzia di decisioni giuste e produttive.- Tutto ciò lo possiamo ottenere cominciando proprio dai Partiti politici, anello di congiunzione tra “Cittadino e Stato” che si dovranno dotare di una struttura trasparente e senza segreti.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi iniziamo politicamente un cammino in cui, come affermavano i latini: “magis res quam verba intuenda sunt” ovvero “occorre guardare più ai fatti che alle parole”.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona Italia a tutti.</p>
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Ciò nonostante occorre sottolineare che la radice etimologica del termine implica che la democrazia poggi sulla partecipazione dei cittadini, infatti la combinazione delle voci greche “demos” e “kratos” significano esattamente “potere del popolo”, tuttavia oggi le democrazie rappresentative tendono a confinare il potere del popolo nell’ambito delle chiamate elettorali, delegando le decisioni operative agli organismi eletti.
Per quanto attiene la democrazia diretta, questa ritiene che il popolo sovrano, non sono elegge i suoi rappresentanti quanto esercita un diritto di proporre e votare le leggi ordinarie e la costituzione attraverso diversi istituti di consultazione popolare.
La democrazia diretta, pur costituendo un’alternativa ideologica e pratica alla democrazia rappresentativa, è di fatto alternativa alla democrazia partecipativa.
Detto questo mi sono interrogato se Internet possa essere volano di un nuovo modello di democrazia. La soluzione mi è stata offerta dalla lettura del libro “Democrazia e segreto” in cui Norberto Bobbio uno dei maggiori intellettuali italiani più influenti del ventesimo secolo, afferma senza ombra di dubbio che “il segreto della democrazia è il non avere segreti”.
Parole semplici ma di una forza dirompente, parole che testimoniano e indicano come la trasparenza delle azioni di governo sia la garanzia di ogni forma democratica per l’esercizio del potere.-
Oggi Internet può garantire quell’abbattimento del segreto, aumentare la trasparenza e l’efficacia delle istituzioni, può realizzare quella “democrazia informata”che realmente può porre sullo stesso piano di interesse: l’elettore e il rappresentante, per un bene comune per il bene della Nazione.
Internet è un moderno sistema di gestione delle informazioni, è lo strumento su cui costruire un modello nuovo di democrazia in cui le informazioni “giuste e senza filtro” date al popolo elettore sono garanzia di decisioni giuste e produttive.- Tutto ciò lo possiamo ottenere cominciando proprio dai Partiti politici, anello di congiunzione tra “Cittadino e Stato” che si dovranno dotare di una struttura trasparente e senza segreti.
Oggi iniziamo politicamente un cammino in cui, come affermavano i latini: “magis res quam verba intuenda sunt” ovvero “occorre guardare più ai fatti che alle parole”.
Buona Italia a tutti.
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		<title>I Gruppi segreti su Facebook e la loro riservatezza</title>
		<link>http://www.massimomelica.net/tecnologie-societa/1904/gruppi-segreti-su-facebook-la-loro-riservatezza/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 17:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie & Società]]></category>
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		<description><![CDATA[I Gruppi segreti su Facebook e la loro riservatezza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center"><a href="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/11/gruppi_facebook.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1905" title="gruppi_facebook" src="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/11/gruppi_facebook-300x285.jpg" alt="" width="240" height="228" /></a>I “Gruppi su Facebook” costituiscono uno degli strumenti più attuali e maggiormente utilizzati dai cyber navigatori sia per reperire informazioni che per approfondire particolari tematiche; i Gruppi quindi consentono agli iscritti lo scambio di informazioni all’interno di un spazio digitale tra persone interessate al medesimo argomento.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un punto di vista tecnico il Gruppo su Facebook, o “<strong>lista di corrispondenza</strong>”, altro non è che un elenco di “Profili” indicizzati, a loro volta caratterizzati da un indirizzo e-mail, ospitato da un’applicazione che funge da server.</p>
<p style="text-align: justify;">Il funzionamento è invero piuttosto elementare: nel momento in cui un iscritto invia, o come si dice con discutibile neologismo di matrice anglosassone “posta”, un messaggio <span id="more-1904"></span>all’indirizzo del gruppo, esso appare a tutti gli altri iscritti su una <strong>bacheca che può essere resa pubblica o privata</strong>.</p>
<p>Volendo operare una sommaria classificazione, è possibile distinguere tra <strong>Gruppi aperti</strong>, in cui tutti possono leggere i post, vedere i membri e in cui solo gli iscritti possono pubblicare; i <strong>Gruppi chiusi</strong> dove tutti possono vedere il gruppo e le persone che ne fanno parte ma solo i membri possono pubblicare e vedere i post; infine i <strong>Gruppi segreti</strong> dove solo i membri possono vedere il gruppo, le persone che ne fanno parte e i post dei membri.</p>
<p><a href="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/11/gruppi_facebook.jpg"><br />
</a>Da un punto di vista giuridico la qualificazione indiretta dei <strong>Gruppi chiusi o segreti</strong> su Facebook può essere riportata allo scambio della <strong>“corrispondenza privata”</strong> in considerazione del carattere fondamentalmente “predefinito e circoscritto” dei destinatari dei messaggi, con l’implicita disposizione di non rappresentare all’esterno i fatti e le notizie apprese all’interno del Gruppo.</p>
<p>Questa tesi è rafforzata dal fatto che il componente del Gruppo, sapendo di postare in un “ambiente riservato” goda delle garanzie di segretezza previste per la corrispondenza privata dell’art. 15 della Costituzione.</p>
<p>Quindi se un soggetto, iscritto in un Gruppo chiuso o segreto, trasferisse in altro gruppo le opinioni di un iscritto – senza il suo consenso –andrebbe a ledere quel diritto alla segretezza della “corrispondenza privata” ampliato e definito dal Codice in materia di trattamento dei dati personali che ha ripreso le Disposizioni in materia di tutela della vita privata nel settore delle telecomunicazioni, in attuazione della direttiva 97/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, ed in tema di attività giornalistica.</p>
<p>L’analisi appena compiuta ribadisce il valore di riservatezza delle informazioni presenti in un “Gruppo chiuso o segreto di Facebook”, responsabilizzando ogni utente alla custodia affinchè ogni informazione resti circoscritta nell’ambiente digitale in cui, colui che ne rivendica la paternità, ha inteso postarla.</p>
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<form id="vozme_form_b222f50f55f63103f92627e8d9ba8cdb" method="post" name="vozme_form_b222f50f55f63103f92627e8d9ba8cdb" target="b222f50f55f63103f92627e8d9ba8cdb" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="I Gruppi segreti su Facebook e la loro riservatezza. I “Gruppi su Facebook” costituiscono uno degli strumenti più attuali e maggiormente utilizzati dai cyber navigatori sia per reperire informazioni che per approfondire particolari tematiche; i Gruppi quindi consentono agli iscritti lo scambio di informazioni all’interno di un spazio digitale tra persone interessate al medesimo argomento.
Da un punto di vista tecnico il Gruppo su Facebook, o “lista di corrispondenza”, altro non è che un elenco di “Profili” indicizzati, a loro volta caratterizzati da un indirizzo e-mail, ospitato da un’applicazione che funge da server.
Il funzionamento è invero piuttosto elementare: nel momento in cui un iscritto invia, o come si dice con discutibile neologismo di matrice anglosassone “posta”, un messaggio all’indirizzo del gruppo, esso appare a tutti gli altri iscritti su una bacheca che può essere resa pubblica o privata.
Volendo operare una sommaria classificazione, è possibile distinguere tra Gruppi aperti, in cui tutti possono leggere i post, vedere i membri e in cui solo gli iscritti possono pubblicare; i Gruppi chiusi dove tutti possono vedere il gruppo e le persone che ne fanno parte ma solo i membri possono pubblicare e vedere i post; infine i Gruppi segreti dove solo i membri possono vedere il gruppo, le persone che ne fanno parte e i post dei membri.

Da un punto di vista giuridico la qualificazione indiretta dei Gruppi chiusi o segreti su Facebook può essere riportata allo scambio della “corrispondenza privata” in considerazione del carattere fondamentalmente “predefinito e circoscritto” dei destinatari dei messaggi, con l’implicita disposizione di non rappresentare all’esterno i fatti e le notizie apprese all’interno del Gruppo.
Questa tesi è rafforzata dal fatto che il componente del Gruppo, sapendo di postare in un “ambiente riservato” goda delle garanzie di segretezza previste per la corrispondenza privata dell’art. 15 della Costituzione.
Quindi se un soggetto, iscritto in un Gruppo chiuso o segreto, trasferisse in altro gruppo le opinioni di un iscritto – senza il suo consenso –andrebbe a ledere quel diritto alla segretezza della “corrispondenza privata” ampliato e definito dal Codice in materia di trattamento dei dati personali che ha ripreso le Disposizioni in materia di tutela della vita privata nel settore delle telecomunicazioni, in attuazione della direttiva 97/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, ed in tema di attività giornalistica.
L’analisi appena compiuta ribadisce il valore di riservatezza delle informazioni presenti in un “Gruppo chiuso o segreto di Facebook”, responsabilizzando ogni utente alla custodia affinchè ogni informazione resti circoscritta nell’ambiente digitale in cui, colui che ne rivendica la paternità, ha inteso postarla.
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		</item>
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		<title>Questa è la fotografia della nostra classe politica</title>
		<link>http://www.massimomelica.net/politica/1877/questa-e-la-fotografia-della-nostra-classe-politica/</link>
		<comments>http://www.massimomelica.net/politica/1877/questa-e-la-fotografia-della-nostra-classe-politica/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 23:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[FanPage.it]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[partiti]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La Politica del palazzo è impegnata in risse e strategie, non si accorge delle enormi potenzialità dei giovani]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/10/scontri_parlamento.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1880" title="scontri_parlamento" src="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/10/scontri_parlamento.jpg" alt="" width="638" height="425" /></a><br />
Ieri sera sulla pagina Facebook di un parlamentare, ho trovato due foto degli “scontri” avvenuti ieri mattina all’interno del Palazzo Montecitoro, sede della Camera dei Deputati.</p>
<p>Mi sono divertito ad unire le due foto, evidenziando sulla sinistra i tafferugli e sulla destra il cordone di protezione posto dal personale della Camera al fine di evitare che due tifoserie entrassero in contatto.</p>
<p>Uso il termine “tifoseria” perché mi sembra, dalle foto, che emerga la stessa situazione da stadio in cui i teppisti, non avendo la dialettica da porre, generano azioni violente.</p>
<p>La differenza è che nelle foto non si ritraggono dei “teppisti” ma dei Deputati appartenenti alla squadra della Casta, ben pagati per <span id="more-1877"></span>lavorare al fine di proporre le migliori soluzioni per il Paese e per il bene dei cittadini.</p>
<p>La buona Politica è su Internet, è quella che favorisce il confronto, è quella messa in atto da tanti giovani innovatori che con passione, competenza e non pochi sacrifici realizzano progetti costruttivi.</p>
<p>Un esempio concreto è “<a href="http://www.intervistato.com/" rel="nofollow" target="_blank">Intervistato.com</a>” in cui due giovani: Jacopo Paoletti e Maria Petrescu hanno realizzato una piattaforma per interviste in crowdsourcing sul modello del social journalism.</p>
<p>Ogni intervista, realizzata on line, viene arricchita da una dettagliata descrizione in due lingue: italiano e inglese e questo rende più internazionale la portata di ciascun contributo.</p>
<p>Sono stato ospite di <a href="http://www.intervistato.com/" rel="nofollow" target="_blank">Intervistato.com</a>, proprio sul tema della Politica che potrà nascere attraverso il corretto uso delle nuove tecnologie della comunicazione; una nuova arte del governare che garantirà maggiore partecipazione, trasparenza, riuscendo infine a traghettarci fuori da questa crisi economico e sociale.</p>
<p><strong>Noi lo abbiamo compreso…ma loro?</strong></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/lQ1xQ4VPyvk" frameborder="0" width="550" height="340"></iframe></p>
<form id="vozme_form_29587a9ef7902784bdd7dc91762fc3b6" method="post" name="vozme_form_29587a9ef7902784bdd7dc91762fc3b6" target="29587a9ef7902784bdd7dc91762fc3b6" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Questa è la fotografia della nostra classe politica. 
Ieri sera sulla pagina Facebook di un parlamentare, ho trovato due foto degli “scontri” avvenuti ieri mattina all’interno del Palazzo Montecitoro, sede della Camera dei Deputati.
Mi sono divertito ad unire le due foto, evidenziando sulla sinistra i tafferugli e sulla destra il cordone di protezione posto dal personale della Camera al fine di evitare che due tifoserie entrassero in contatto.
Uso il termine “tifoseria” perché mi sembra, dalle foto, che emerga la stessa situazione da stadio in cui i teppisti, non avendo la dialettica da porre, generano azioni violente.
La differenza è che nelle foto non si ritraggono dei “teppisti” ma dei Deputati appartenenti alla squadra della Casta, ben pagati per lavorare al fine di proporre le migliori soluzioni per il Paese e per il bene dei cittadini.
La buona Politica è su Internet, è quella che favorisce il confronto, è quella messa in atto da tanti giovani innovatori che con passione, competenza e non pochi sacrifici realizzano progetti costruttivi.
Un esempio concreto è “Intervistato.com” in cui due giovani: Jacopo Paoletti e Maria Petrescu hanno realizzato una piattaforma per interviste in crowdsourcing sul modello del social journalism.
Ogni intervista, realizzata on line, viene arricchita da una dettagliata descrizione in due lingue: italiano e inglese e questo rende più internazionale la portata di ciascun contributo.
Sono stato ospite di Intervistato.com, proprio sul tema della Politica che potrà nascere attraverso il corretto uso delle nuove tecnologie della comunicazione; una nuova arte del governare che garantirà maggiore partecipazione, trasparenza, riuscendo infine a traghettarci fuori da questa crisi economico e sociale.
Noi lo abbiamo compreso…ma loro?

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		<title>Il Self shot posting tra ingenua esibizione e risvolti sociali</title>
		<link>http://www.massimomelica.net/societa-idiota/1869/il-shot-posting-tra-ingenua-esibizione-risvolti-sociali/</link>
		<comments>http://www.massimomelica.net/societa-idiota/1869/il-shot-posting-tra-ingenua-esibizione-risvolti-sociali/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 22:58:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società Idiota]]></category>
		<category><![CDATA[belen]]></category>
		<category><![CDATA[posting]]></category>
		<category><![CDATA[self shot]]></category>

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		<description><![CDATA[Belen Rodriguez, Scarlett Johansson, la studentessa, la libera professionista, la massaia spesso nei social network hanno in comune il “self shot”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/11/selfshot_posting.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1870" title="selfshot_posting" src="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/11/selfshot_posting.jpg" alt="" width="268" height="179" /></a>Professionalmente sono ormai abituato, da anni mi imbatto in casi di violazione dei dati personali, di fotografie pubblicate senza il consenso della persona ritratta, foto di nudo rubate e pubblicate al termine di una relazione sentimentale, eppure non ricordo un periodo in cui vicende di questo genere hanno inondato le cronache.</p>
<p>L’ultima moda è il “self shot posting” lo si pratica con ingenuità nei social network, consiste nel fotografarsi, spesso non badando alle luci, con inquadrature amatoriali, per poi postare sul proprio profilo la foto in attesa di centinaia di like e commenti compiacenti.</p>
<p>In genere queste foto sono brutte ma hanno qualcosa per taluni di intrigante, forse perché legate ad <span id="more-1869"></span>uno storico voyeurismo, certo è che oggi è difficile non imbattersi in “autoscatti” maschili e femminili nei social network.</p>
<p>Talvolta c’è una ragazzina con un trucco che le permette di sembrare maggiorenne, un vestito alla moda – quando presente – l’immancabile espressione ammiccante per un autoscatto davanti allo specchio del bagno, con il telefonino ben in vista.</p>
<p>Queste foto si archiviano nella illimitata memoria della Rete e possono restare in letargo per molti anni, poi escono con la potenza di un geiser complice l’avvenuta notorietà della persona ritratta.</p>
<p>Veniamo ai recenti fatti di cronaca: Belen Rodriguez oggi appare danneggiata da un filmato che la ritrae consenziente durante un amplesso con il suo ex fidanzato, video girato alcuni anni fa – quando ancora minorenne – e che oggi è ampiamente diffuso su Internet tramite i canali di condivisione.</p>
<p>Il rischio per chi lo scarica o divulga, trattandosi di un filmato con una minorenne di età, è nella fattispecie di reato di cui all’art. 600 ter codice penale: <em>“Chiunque con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, distribuisce, divulga o pubblicizza il materiale pornografico di cui al primo comma, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da lire cinque milioni a lire cento milioni.”</em></p>
<p>Scarlett Johansson, nota attrice americana, ha subito il furto tramite – accesso abusivo al proprio smartphone – dei suoi autoscatti in cui nuda si è più volte fotografata. Immancabilmente le fotografie, senza il suo consenso, sono state pubblicate in Internet generando un danno all’immagine dell’attrice.</p>
<p>Contestualmente per spirito emulativo, <a href="http://scarlettjohanssoning.com/" rel="nofollow" target="_blank">sono nati dei “web social”</a>, in cui i più giovani inviano i propri autoscatti per godere di quei “maledetti 15 minuti di notorietà”.</p>
<p>I rischi dovuti alla una scarsa attenzione della propria “identità digitale” sono enormi, ricordiamoci che la memoria del web conserverà ogni nostro frammento di vita per un periodo certamente più lungo della nostra stessa esistenza.</p>
<p>Una “particolare fotografia” pubblicata on line potrà influire le scelte delle persone con cui ci rapporteremo nel futuro sia per motivi professionali che sentimentali; le conseguenza spesso saranno non proporzionate alla superficialità con cui non abbiamo protetto la nostra “immagine digitale”.</p>
<p>A nulla valga la giustificazione che la foto è anonima, le tecnologie sono inarrestabili e a breve nuovi algoritmi garantiranno il riconoscimento facciale tramite le immagini presenti sul web, questo introduce un danno alla privacy con enormi conseguenze sulla “web reputation” di chi, con troppa superficialità ha ceduto alle lusinghe del “self shot”.</p>
<form id="vozme_form_c1833bc607b6cc4df4f939a2e65fa543" method="post" name="vozme_form_c1833bc607b6cc4df4f939a2e65fa543" target="c1833bc607b6cc4df4f939a2e65fa543" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Il Self shot posting tra ingenua esibizione e risvolti sociali. Professionalmente sono ormai abituato, da anni mi imbatto in casi di violazione dei dati personali, di fotografie pubblicate senza il consenso della persona ritratta, foto di nudo rubate e pubblicate al termine di una relazione sentimentale, eppure non ricordo un periodo in cui vicende di questo genere hanno inondato le cronache.
L’ultima moda è il “self shot posting” lo si pratica con ingenuità nei social network, consiste nel fotografarsi, spesso non badando alle luci, con inquadrature amatoriali, per poi postare sul proprio profilo la foto in attesa di centinaia di like e commenti compiacenti.
In genere queste foto sono brutte ma hanno qualcosa per taluni di intrigante, forse perché legate ad uno storico voyeurismo, certo è che oggi è difficile non imbattersi in “autoscatti” maschili e femminili nei social network.
Talvolta c’è una ragazzina con un trucco che le permette di sembrare maggiorenne, un vestito alla moda – quando presente – l’immancabile espressione ammiccante per un autoscatto davanti allo specchio del bagno, con il telefonino ben in vista.
Queste foto si archiviano nella illimitata memoria della Rete e possono restare in letargo per molti anni, poi escono con la potenza di un geiser complice l’avvenuta notorietà della persona ritratta.
Veniamo ai recenti fatti di cronaca: Belen Rodriguez oggi appare danneggiata da un filmato che la ritrae consenziente durante un amplesso con il suo ex fidanzato, video girato alcuni anni fa – quando ancora minorenne – e che oggi è ampiamente diffuso su Internet tramite i canali di condivisione.
Il rischio per chi lo scarica o divulga, trattandosi di un filmato con una minorenne di età, è nella fattispecie di reato di cui all’art. 600 ter codice penale: “Chiunque con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, distribuisce, divulga o pubblicizza il materiale pornografico di cui al primo comma, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da lire cinque milioni a lire cento milioni.”
Scarlett Johansson, nota attrice americana, ha subito il furto tramite – accesso abusivo al proprio smartphone – dei suoi autoscatti in cui nuda si è più volte fotografata. Immancabilmente le fotografie, senza il suo consenso, sono state pubblicate in Internet generando un danno all’immagine dell’attrice.
Contestualmente per spirito emulativo, sono nati dei “web social”, in cui i più giovani inviano i propri autoscatti per godere di quei “maledetti 15 minuti di notorietà”.
I rischi dovuti alla una scarsa attenzione della propria “identità digitale” sono enormi, ricordiamoci che la memoria del web conserverà ogni nostro frammento di vita per un periodo certamente più lungo della nostra stessa esistenza.
Una “particolare fotografia” pubblicata on line potrà influire le scelte delle persone con cui ci rapporteremo nel futuro sia per motivi professionali che sentimentali; le conseguenza spesso saranno non proporzionate alla superficialità con cui non abbiamo protetto la nostra “immagine digitale”.
A nulla valga la giustificazione che la foto è anonima, le tecnologie sono inarrestabili e a breve nuovi algoritmi garantiranno il riconoscimento facciale tramite le immagini presenti sul web, questo introduce un danno alla privacy con enormi conseguenze sulla “web reputation” di chi, con troppa superficialità ha ceduto alle lusinghe del “self shot”.
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		<title>Open Politics con Massimo Melica</title>
		<link>http://www.massimomelica.net/politica/1860/open-politics-con-massimo-melica/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 16:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[antipolitica]]></category>
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		<category><![CDATA[culturale]]></category>
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		<category><![CDATA[massimo melica]]></category>
		<category><![CDATA[open politics]]></category>
		<category><![CDATA[Paese]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono impazzito, forse ho un po’ di lucida follia nel ritenere di poter cambiare le cose]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/10/openpolitics.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1861" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="openpolitics" src="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/10/openpolitics.jpg" alt="" width="242" height="240" /></a></p>
<p>Non sono impazzito, forse ho un po’ di lucida follia nel ritenere di poter cambiare le cose e con questo presupposto ho aperto <a href="https://www.facebook.com/massimomelica/friends#!/groups/247549425295818/" target="_blank">un gruppo su Facebook</a>, con cui insieme a tanti amici discuterò quotidianamente sull’evoluzione dell’“arte di governare” il Paese.</p>
<p>Per coloro che non sono presenti su Facebook riassumerò, su questo blog,  le discussioni più costruttive. <strong>Nessuno sarà escluso.</strong></p>
<p>Molti affermano che il tempo per i politici sia scaduto, che è in corso una rivoluzione culturale basata sulla presa di coscienza degli italiani che hanno capito che, con questo modo di gestire la cosa pubblica se non nell’immediato domani, comunque si rischia un “default” irreparabile.</p>
<p>Le tecnologie della comunicazione introducono forme di ascolto e dialogo, che ritengo debbano essere la base di un nuovo modo di governare: condiviso e partecipato.</p>
<p>Le migliori competenze spesso restano lontane dai luoghi istituzionali in cui vengono prese le decisioni che riguardano il Paese, questo genera il pericoloso fenomeno dell&#8217;antipolitica e dell&#8217;astensionismo.</p>
<p>Altre volte, chi è chiamato a governare dimentica l&#8217;inestimabile patrimonio culturale offerto dai Cittadini che vanno ascoltati e resi partecipi della vita politica.</p>
<p>Su questi principi, auspicati da tutti, ho aperto il gruppo di discussione con lo scopo di confrontarmi  per proporre un metodo ed una soluzione per una &#8220;exit strategy&#8221; dell&#8217;Italia dalla crisi economico sociale in cui oggi versa.</p>
<p><strong>Vuoi partecipare attivamente, magari costruendo un nuovo strumento di inclusione, o preferisci continuare a lagnarti in modo sterile?</strong></p>
<form id="vozme_form_ea9703d35c6da81b0312af471f4e53a3" method="post" name="vozme_form_ea9703d35c6da81b0312af471f4e53a3" target="ea9703d35c6da81b0312af471f4e53a3" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Open Politics con Massimo Melica. 
Non sono impazzito, forse ho un po’ di lucida follia nel ritenere di poter cambiare le cose e con questo presupposto ho aperto un gruppo su Facebook, con cui insieme a tanti amici discuterò quotidianamente sull’evoluzione dell’“arte di governare” il Paese.
Per coloro che non sono presenti su Facebook riassumerò, su questo blog,  le discussioni più costruttive. Nessuno sarà escluso.
Molti affermano che il tempo per i politici sia scaduto, che è in corso una rivoluzione culturale basata sulla presa di coscienza degli italiani che hanno capito che, con questo modo di gestire la cosa pubblica se non nell’immediato domani, comunque si rischia un “default” irreparabile.
Le tecnologie della comunicazione introducono forme di ascolto e dialogo, che ritengo debbano essere la base di un nuovo modo di governare: condiviso e partecipato.
Le migliori competenze spesso restano lontane dai luoghi istituzionali in cui vengono prese le decisioni che riguardano il Paese, questo genera il pericoloso fenomeno dell&#8217;antipolitica e dell&#8217;astensionismo.
Altre volte, chi è chiamato a governare dimentica l&#8217;inestimabile patrimonio culturale offerto dai Cittadini che vanno ascoltati e resi partecipi della vita politica.
Su questi principi, auspicati da tutti, ho aperto il gruppo di discussione con lo scopo di confrontarmi  per proporre un metodo ed una soluzione per una &#8220;exit strategy&#8221; dell&#8217;Italia dalla crisi economico sociale in cui oggi versa.
Vuoi partecipare attivamente, magari costruendo un nuovo strumento di inclusione, o preferisci continuare a lagnarti in modo sterile?
" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="fm" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
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		<title>06 ottobre 2011</title>
		<link>http://www.massimomelica.net/riflessioni/1856/06-ottobre-2011/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 12:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[06 ottobre 2011]]></category>
		<category><![CDATA[steve jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[steve jobs 06 ottobre 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/10/steve_jobs.jpg"><img class="size-large wp-image-1857 aligncenter" title="steve_jobs" src="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/10/steve_jobs-1024x689.jpg" alt="" width="540" height="363" /></a></p>
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		<title>Io esisto, il mio nome è Massimo Melica e sono Italiano</title>
		<link>http://www.massimomelica.net/risorgitalia-2/1837/io-esisto-nome-massimo-melica-italiano/</link>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 10:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La “prima pagina” di oggi del quotidiano “La Padania” mi permette di affermare con fierezza “Io esisto, il mio nome è Massimo Melica e sono Italiano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/10/la_padania3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1838" title="la_padania3" src="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/10/la_padania3.jpg" alt="" width="735" height="365" /></a><br />
La “prima pagina” di oggi del quotidiano “La Padania” mi permette di affermare chi sono, mi permette con passione e responsabilità di alzare con fierezza la “voce” e di affermare “Io esisto, il mio nome è Massimo Melica e sono Italiano.</p>
<p><strong>Io sono italiano</strong>, sono conscio di vivere in uno Stato in cui la Giustizia non funziona; in cui la Sanità ha raggiunto un livello da terzo mondo; in cui l’economia è a rischio default per gli sprechi e la corruzione fatta da coloro che sono chiamati ad amministrare il bene pubblico.</p>
<p><strong>Io sono italiano</strong>, lo sono quando vado all’estero e mi chiamano<span id="more-1837"></span> “mafia, pizza e mandolino”; sono italiano quando arrivo per lavoro a Toronto e non so spiegare come mai nonostante il turismo e l’arte che richiama genti da tutto il mondo il nostro debito pubblico aumenta; sono italiano quando devo spiegare a chi paga la benzina meno di un euro che in Italia, con ogni litro, noi paghiamo ancora la costruzione del Canale di Suez inaugurato nel 1869.</p>
<p><strong>Io sono italiano</strong>, lo sono quando i giovani talenti della mia terra vivono e invecchiano da precari; sono italiano quando il Sud non cresce perché la criminalità lo soffoca ogni giorno; sono italiano nonostante si faccia di tutto per non farmi sentire.</p>
<div id="google_ads_div_fp300x250text_ad_container"><strong>Io sono italiano</strong> perché un mio antenato giace nel sacrario del Re di Puglia, morto nel filo spinato durante la “prima grande guerra” per difendere i confini nazionali; sono italiano perché ho il sangue di una famiglia di povera gente che ha lavorato tutta la vita per garantirmi: onestà, cultura e amor proprio.</div>
<p><strong>Io sono italiano</strong>, nonostante tutto mi conduca a scegliere la strada più facile e andar via.</p>
<p><strong>Io esisto e sono italiano, e Tu?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<form id="vozme_form_910a07f5960d56162c5fba19c522c456" method="post" name="vozme_form_910a07f5960d56162c5fba19c522c456" target="910a07f5960d56162c5fba19c522c456" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Io esisto, il mio nome è Massimo Melica e sono Italiano. 
La “prima pagina” di oggi del quotidiano “La Padania” mi permette di affermare chi sono, mi permette con passione e responsabilità di alzare con fierezza la “voce” e di affermare “Io esisto, il mio nome è Massimo Melica e sono Italiano.
Io sono italiano, sono conscio di vivere in uno Stato in cui la Giustizia non funziona; in cui la Sanità ha raggiunto un livello da terzo mondo; in cui l’economia è a rischio default per gli sprechi e la corruzione fatta da coloro che sono chiamati ad amministrare il bene pubblico.
Io sono italiano, lo sono quando vado all’estero e mi chiamano “mafia, pizza e mandolino”; sono italiano quando arrivo per lavoro a Toronto e non so spiegare come mai nonostante il turismo e l’arte che richiama genti da tutto il mondo il nostro debito pubblico aumenta; sono italiano quando devo spiegare a chi paga la benzina meno di un euro che in Italia, con ogni litro, noi paghiamo ancora la costruzione del Canale di Suez inaugurato nel 1869.
Io sono italiano, lo sono quando i giovani talenti della mia terra vivono e invecchiano da precari; sono italiano quando il Sud non cresce perché la criminalità lo soffoca ogni giorno; sono italiano nonostante si faccia di tutto per non farmi sentire.
Io sono italiano perché un mio antenato giace nel sacrario del Re di Puglia, morto nel filo spinato durante la “prima grande guerra” per difendere i confini nazionali; sono italiano perché ho il sangue di una famiglia di povera gente che ha lavorato tutta la vita per garantirmi: onestà, cultura e amor proprio.
Io sono italiano, nonostante tutto mi conduca a scegliere la strada più facile e andar via.
Io esisto e sono italiano, e Tu?
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		<title>Una serata imbarazzante in TV tra Lavitola e Misseri</title>
		<link>http://www.massimomelica.net/societa-idiota/1840/una-serata-imbarazzante-tv-tra-lavitola-misseri/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 10:44:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società Idiota]]></category>
		<category><![CDATA[indagato]]></category>
		<category><![CDATA[la7]]></category>
		<category><![CDATA[lavitola]]></category>
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		<category><![CDATA[porta a porta]]></category>
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		<category><![CDATA[reo confesso]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo spettatori nell’arena moderna in cui i gladiatori sono sostituiti da “politici, giornalisti, escort e opinionisti”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/10/tv_lavitola_misseri.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1841" title="tv_lavitola_misseri" src="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/10/tv_lavitola_misseri.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Ieri sera, come purtroppo immagino milioni di italiani, ho acceso la televisione, non lo avessi mai fatto, mi sono imbattuto in uno scenario socialmente apocalittico.</p>
<p>A distanza di pochi minuti, su due prestigiosi canali televisivi il primo privato come La7 ed il secondo pubblico come Rai1, ho visto sfilare rispettivamente un <strong>latitante</strong> – indagato per “istigazione a mentire davanti all’autorità giudiziaria”- ed un <strong>imputato</strong> “reo confesso” per il reato, di occultamento di cadavere</p>
<p><strong>Il primo personaggio</strong> è frutto di una classe economico-politica sfacciata, arrogante, improvvisata; <span id="more-1840"></span>un soggetto che non dimostra imbarazzo per l’attività svolta, che da risposte più o meno plausibili mentre altre volte cede alla pura fantasia; un elemento è certo: sbaglia la coniugazione dei verbi.</p>
<p>Dichiara di aver fiducia nella magistratura e in favorevole esito del processo, tuttavia non rientrerà in Italia, perché nella sua “logica” non merita l’arresto.</p>
<p><strong>Il secondo personaggio</strong>, quello imputato per aver nascosto il corpo di una giovane bambina, ha cambiato il suo aspetto, non è più un rozzo contadino ma un signore distinto, occhiali con montatura dorata sembra aver incosciamente recepito i tempi televisivi, è più sicuro, parla un italiano migliore di quello che mostrato qualche mese fa.</p>
<p>Due testimonianze date in pasto al pubblico televisivo che resta a bocca aperta come il pesce rosso nell’acquario, due espressioni  di come questo Paese sia ormai in disarmo.</p>
<p>Non diamo più spazio televisivo alla cultura, al volontariato, all’associazionismo, all’arte di governare un Paese secondo i dettami dell’etica e della trasparenza.</p>
<p>Siamo spettatori nell’arena moderna in cui i gladiatori sono sostituiti da “politici, giornalisti, escort e opinionisti”.</p>
<p>Penso ai giovani ascoltatori, che risate che si fanno oppure che cattivo esempio che ricevono.</p>
<p><strong>Torno nel mondo del Web, c’è più sana umanità.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<form id="vozme_form_41563bf21fe0dd7bef12165f448c7e98" method="post" name="vozme_form_41563bf21fe0dd7bef12165f448c7e98" target="41563bf21fe0dd7bef12165f448c7e98" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Una serata imbarazzante in TV tra Lavitola e Misseri. Ieri sera, come purtroppo immagino milioni di italiani, ho acceso la televisione, non lo avessi mai fatto, mi sono imbattuto in uno scenario socialmente apocalittico.
A distanza di pochi minuti, su due prestigiosi canali televisivi il primo privato come La7 ed il secondo pubblico come Rai1, ho visto sfilare rispettivamente un latitante – indagato per “istigazione a mentire davanti all’autorità giudiziaria”- ed un imputato “reo confesso” per il reato, di occultamento di cadavere
Il primo personaggio è frutto di una classe economico-politica sfacciata, arrogante, improvvisata; un soggetto che non dimostra imbarazzo per l’attività svolta, che da risposte più o meno plausibili mentre altre volte cede alla pura fantasia; un elemento è certo: sbaglia la coniugazione dei verbi.
Dichiara di aver fiducia nella magistratura e in favorevole esito del processo, tuttavia non rientrerà in Italia, perché nella sua “logica” non merita l’arresto.
Il secondo personaggio, quello imputato per aver nascosto il corpo di una giovane bambina, ha cambiato il suo aspetto, non è più un rozzo contadino ma un signore distinto, occhiali con montatura dorata sembra aver incosciamente recepito i tempi televisivi, è più sicuro, parla un italiano migliore di quello che mostrato qualche mese fa.
Due testimonianze date in pasto al pubblico televisivo che resta a bocca aperta come il pesce rosso nell’acquario, due espressioni  di come questo Paese sia ormai in disarmo.
Non diamo più spazio televisivo alla cultura, al volontariato, all’associazionismo, all’arte di governare un Paese secondo i dettami dell’etica e della trasparenza.
Siamo spettatori nell’arena moderna in cui i gladiatori sono sostituiti da “politici, giornalisti, escort e opinionisti”.
Penso ai giovani ascoltatori, che risate che si fanno oppure che cattivo esempio che ricevono.
Torno nel mondo del Web, c’è più sana umanità.
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		<title>Il videogioco come forma di arte moderna (video)</title>
		<link>http://www.massimomelica.net/tecnologie-societa/1849/il-videogioco-forma-di-arte-moderna/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 11:04:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie & Società]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[gabriella parisi]]></category>
		<category><![CDATA[neoludica]]></category>
		<category><![CDATA[over game]]></category>
		<category><![CDATA[personaggio]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
		<category><![CDATA[videogioco]]></category>

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		<description><![CDATA[Over Game è un documentario sperimentale che cerca di mettere in luce gli intrecci che il videogioco instaura con l'arte e il cinema]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/10/over-game-by-gabriella-parisi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1850" title="over-game-by-gabriella-parisi" src="http://www.massimomelica.net/wp-content/uploads/2011/10/over-game-by-gabriella-parisi.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Alla Biennale d’Arte 2011 di Venezia, nell’evento collaterale “Neoludica. Art is a game 2011-1966″ mi ha incuriosito la proposta artistica “Over Game” di Gabriella Parisi, nella quale l’autrice evidenzia come il videogioco rappresenti la “visione” su una molteplicità di visioni.</p>
<p style="text-align: justify;">L’artista sperimenta un’inversione di prospettiva che permette anche al videogioco di guardare, rivolgersi, addirittura di “parlare” al suo osservatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Over Game è un documentario sperimentale che cerca di mettere in luce gli intrecci che il videogioco, arte nuovissima, instaura con l’arte e il cinema. Il video perciò adotta la dialettica del crossover, ibridando continuamente la narrazione con l’estetica del medium videoludico.<span id="more-1849"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il documentario si apre con un countdown che assume la forma di un taumatropio, uno dei primi “videogiochi” analogici della storia e precursore del cinema d’animazione. In una successive sequenza alcuni scatti fotografici di una modella si ricompongono in un fenachistoscopio, che si virtualizza in rutilanti colori come nella Pop Art di Andy Warhol.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Interessante come lo sguardo, dello spettatore assieme a quello del personaggio virtuale in 3D, diventi lo stesso. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ questa la forza, e la sfida, di Over Game: superare l’antitesi uomo-macchina per percorrere un secondo umanesimo, un “Tecno-Umanesimo” dove l’Uomo vitruviano diventa umano e androide.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma staccandoci dal videogioco, non siamo un po’ tutti social-tecno-persone sempre in Rete tra loro?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Buon Internet a tutti, quello dell’arte e della provocazione”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p><iframe width="550" height="340" src="http://www.youtube.com/embed/zxLo0X8Jv60" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<form id="vozme_form_ff23bc56b359a013020dc428a1a285c9" method="post" name="vozme_form_ff23bc56b359a013020dc428a1a285c9" target="ff23bc56b359a013020dc428a1a285c9" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Il videogioco come forma di arte moderna (video). Alla Biennale d’Arte 2011 di Venezia, nell’evento collaterale “Neoludica. Art is a game 2011-1966″ mi ha incuriosito la proposta artistica “Over Game” di Gabriella Parisi, nella quale l’autrice evidenzia come il videogioco rappresenti la “visione” su una molteplicità di visioni.
L’artista sperimenta un’inversione di prospettiva che permette anche al videogioco di guardare, rivolgersi, addirittura di “parlare” al suo osservatore.
Over Game è un documentario sperimentale che cerca di mettere in luce gli intrecci che il videogioco, arte nuovissima, instaura con l’arte e il cinema. Il video perciò adotta la dialettica del crossover, ibridando continuamente la narrazione con l’estetica del medium videoludico.
Il documentario si apre con un countdown che assume la forma di un taumatropio, uno dei primi “videogiochi” analogici della storia e precursore del cinema d’animazione. In una successive sequenza alcuni scatti fotografici di una modella si ricompongono in un fenachistoscopio, che si virtualizza in rutilanti colori come nella Pop Art di Andy Warhol.
Interessante come lo sguardo, dello spettatore assieme a quello del personaggio virtuale in 3D, diventi lo stesso. 
E’ questa la forza, e la sfida, di Over Game: superare l’antitesi uomo-macchina per percorrere un secondo umanesimo, un “Tecno-Umanesimo” dove l’Uomo vitruviano diventa umano e androide.
Ma staccandoci dal videogioco, non siamo un po’ tutti social-tecno-persone sempre in Rete tra loro?
“Buon Internet a tutti, quello dell’arte e della provocazione”



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