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Fotografata in spiaggia al pericolo segue la tutela

 

Questo articolo è rivolto alle migliaia di ragazze che vengono fotografate o filmate in spiaggia senza aver dato il proprio consenso e scoprendo, pochi giorni dopo, la propria foto e magari i propri dati sul web.-

Il tema dell’usurpazione di immagine non solo è attuale quanto è sempre più diffuso a causa di tre fattori: la diffusione di apparecchiature digitali; il periodo vacanziero e infine la poca educazione di chi – all’insaputa del soggetto ripreso – scatta fotografie e le diffonde on line.

I pericoli più comuni di una illecita diffusione su Internet della vostra immagine sono il:
a)  vedersi associare l’immagine ad un profilo falso su di un social network;
b)  vedersi associare l’immagine ad un contesto di fatti e dati offensivi o diffamatori;
c) vedersi associare – questo è il caso più grave – l’immagine, il nome, il numero di cellulare ad un profilo presente su un portale di incontri a sfondo sessuale.

Che si tratti di scherzi di cattivo gusto, di dispetti o di rivalse sentimentali, si tratta sempre di condotte che rientrano nell’ambito dei reati e del risarcimento danni, quindi che siate fotografi amatoriali, ex innamorati o pseudo amici pensateci bene prima di porre in atto azioni che comportino pesanti conseguenze.

L’art. 10 del codice civile disciplina che “qualora l’immagine di una persona…sia stata esposta o pubblicata fuori dei casi in cui l’esposizione o la pubblicazione è dalla legge consentita, ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei detti congiunti, l’autorità giudiziaria, su richiesta dell’interessato, può disporre che cessi l’abuso, salvo il risarcimento dei danni.

In relazione al diritto d’autore quest’ultimo, riconosciuto al fotografo, è sempre di rango minore rispetto al diritto all’immagine del soggetto fotografato tanto che nel contesto di norme a tutela dell’immagine, rientrano certamente gli artt. 96-97 della legge sul diritto d’autore, che rispettivamente prevedono che il ritratto di una persona non possa essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa.

Tuttavia, sempre nell’art. art. 97 si ribadisce che non occorre il consenso della persona ritratta quando l’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico.

In ogni caso il ritratto non può essere esposto o messo in commercio quando l’esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione od anche al decoro della persona ritratta.

Possiamo affermare che la divulgazione della fotografia di un soggetto deve essere sempre associata alla finalità di soddisfare un interesse pubblico senza ledere i diritti personali e, qualora non si tratti di una persona nota, occorre sempre richiedere il consenso per la diffusione della fotografia.

Quindi attenzione se siete in spiaggia, per strada, in discoteca o ad una manifestazione pubblica la vostra immagine in primo piano è un elemento della vostra identità digitale e come tale dev’essere sempre protetta e tutelata, chiedete sempre quando vi accorgete di esser stati fotografati: il nome del fotografo e il motivo dello scatto e, qualora foste in grado di ottenerlo, chiedete la cancellazione della vostra immagine dal dispositivo.

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6 Comments

  • una delle tante

    5 Settembre 2012 at 16:47

    a me è successo il terzo caso, a più riprese. vorrei dire che non è così facile come sembra: io ho fatto una prima denuncia, abbastanza particolareggiata, con i link del sito in questione, e chiedendo il sequestro del pc della persona. questa denuncia è stata dopo più di due anni ARCHIVIATA, senza che in tutto quel tempo fossero mai state predisposte e/o richieste alla polizia postale alcun tipo di indagini informatiche. quando il giudice, accogliendo la mia opposizione all’archiviazione, le impose più di due anni piu tardi, la polizia non trovò niente.
    trovai invece io, mesi dopo, autonomamente e con una ricerca casalinga, altre mie foto in rete ed altri account che questa persona aveva aperto in tema “scambi di coppie” usando un indirizzo email che avevamo in comune, a mia insaputa.
    feci allora la mia seconda denuncia, anche questa particolareggiata con tutti gli allegati del caso, ma anche di questa, dopo quasi un anno, non ho piu notizia.
    e non so se delle indagini informatiche che io ho chiesto verrà capita l’importanza ma sorattutto il MECCANISMO e l’INDISPENSABILITA’ e se verrano richieste e/o fatte.
    si perchè in tema informatico e di internet c’è tantissima incompetenza e ignoranza, cominciando dall’ambiente forense, per finire e PM e giudici: molta è la gente che internet non sa neanche che cos’è e non ne conosce le basi per farlo funzionare, non sa che cosìè un sito, non sa cos’è una chat, non sa che cosa siano un server od un provider.
    questa è la verità con cui si trova a dover combattere chi subisce questi reati per cercare di avere giustizia, e non è detto che giustizia sia ottenuta: io ancora sto aspettando dopo quattro (4) anni che questa persona venga perseguita.
    (nel frattempo non essendolo stato ha reiterato lo stesso reato nei confronti di un altra donna)

  • Luca Sartoni

    5 Settembre 2012 at 20:41

    Mi dispiace ma la rimozione dal dispositivo è assolutamente inconcepibile. Secondo quale norma o principio qualcuno può chiedere a me, fotografo, di eliminare una foto dal mio dispositivo?

  • Massimo Melica

    5 Settembre 2012 at 23:28

    Poniamo il caso di una ragazza che non rientri nella tipologia di personaggio pubblico e che si trovi nel giardino della sua villa oppure sul balcone di una stanza d’albergo: in questo caso occorre sempre per poter utilizzare la fotografia il consenso del soggetto ripreso a meno che non sia stata fotografata in determinati contesti a carattere pubblico.
    Il soggetto fotografato se non ha un carattere di personaggio pubblico, quindi ha sempre il diritto di chiedere le generalità di chi ha fatto la fotografia e di sapere per quale uso verrà trattata la sua immagine, che comunque non potrà mai essere usata per fini commerciali senza un accordo in quanto detiene i diritti sulla propria immagine.
    Le norme a tutela sono: diritto d’autore, codice civile, codice per il trattamento dei dati personali.
    Comunque ogni caso merita un’analisi approfondita e dettagliata.

  • Luca Sartoni

    6 Settembre 2012 at 10:32

    I due casi specifici che hai citato prevedono che il soggetto sia in un contesto privato, come la sua villa o una stanza d’albergo. Ma questo vale anche in un contesto pubblico? Se io faccio foto per strada, qualcuno può chiedermi di cancellare la foto dal dispositivo?

  • Massimo Melica

    6 Settembre 2012 at 12:09

    In linea di diritto è possibile chiedere il motivo dello scatto e l’uso che verrà fatto della fotografia, non prestando il consenso è chiaro che la foto non può essere utilizzata quindi cancellata. Per analogia il caso più classico è quando per fotografare un minore chiedi ai genitori il permesso di fotografarlo a prescindere dal luogo in cui il soggetto si trovi. Ora non desidero innescare risse in strada per ogni foto che ci vede ripresi in primo piano – diverso è il caso della foto ad un monumento in cui noi rientriamo in quel momento o quando si esercita un diritto di cronaca.

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