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Guardate questi occhi sono di una ragazza morta per cyberbullismo

Amanda Michelle Todd una ragazzina canadese, una nativa digitale, si è tolta la vita a soli 15 anni, per aver subito un’azione di cyberbullismo, un fenomeno non nuovo ma estremamente pericoloso.

La storia

Amanda frequenta una video chat come milioni di suoi coetanei che, spinti da curiosità e voglia di confronto e amicizia, si incontrano sul web.

La ragazza viene avvicinata da un uomo, quest’ultimo la lusinga, la ammalia, la invita a mostrarsi senza maglietta in webcam. La ragazza cede, in fin dei conti è un gioco intrigante, la fa sentire adulta, più grande delle sue coetanee.

Trascorso un anno l’uomo minaccia la ragazza di pubblicare gli screenshot (fermo immagine) di quell’incontri virtuali in cui la ragazza si era mostrata in topless.
Amanda cade in depressione, la vergogna sarebbe immensa se venisse diffusa quella foto, le ripercussioni: familiari, scolastiche e amicali inimmaginabili.

Lo sconosciuto molestatore pubblica le foto in un profilo social con tutti i dati personali di Amanda, recuperati attraverso il web, scoppia il dramma.

Amanda trova un errato rifugio nell’alcool, nella droga, poi l’intervento dei medici e del personale di sostegno scolastico, degli psicologi sembra ridare serenità e fiducia alla ragazza che arriva a girare, il mese scorso il 7 settembre 2012, un video in cui racconta/scrive la sua storia. (vedi sotto)

Amanda cerca di superare il suo dramma invitando i suoi coetanei a porre la massima attenzione quando usano le nuove tecnologie della comunicazione, la consapevolezza dello strumento non può farti del male.

Il dramma

Sono trascorsi pochi giorni, Amanda non riesce a superare quel senso di vergogna, quel senso di colpa che ogni giorno la condanna attraverso lo sguardo giudicante del vacuo perbenismo delle persone che incontra.

Sulla sua bacheca arrivano messaggi del tipo: “bevi la candeggina”, “devi morire”, sei una puttana”; senza pietà viene offesa, viene umiliata, subisce ancora una volta il cyberbullismo.

Alla fine il peso diventa insostenibile, Amanda Michelle Todd si toglie la vita il 10 ottobre 2012 all’età di soli 16 anni.

Considerazioni

Casi del genere maledettamente non sono pochi, ci sono tantissime ragazze: Stefania, Manuela, Francesca, Luciana, Paola, Valentina, Chiara, Valeria che ogni giorno vivono lo stesso disagio, nel mio lavoro ho vissuto il dramma di due ragazze vittime di cyberbullismo: la prima non ha retto e si è tolta la vita, la seconda i medici sono stati in grado di salvarla. Entrambe sono state vittime la prima volta del cyberbullismo e la seconda del giudizio ingiusto e stupido della gente.

Le ragazze che cadono nella trappola del cyberbullismo non devono essere stuprate due volte: la prima attraverso i bit cattivi e la seconda dallo sguardo della gente; al contrario la Comunità deve essere in grado di aiutare, supportare, comprendere le vittime altrimenti si rischia di diventare complici del cyber criminale.

Questo articolo è il mio contributo affinchè aumenti l’uso responsabile e consapevole della tecnologia digitale e questo è il video di Amanda in cui un mese fa raccontava la sua storia che spero fortemente non vada perduta.

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