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La verità dei Deputati renziani per fermare il Monopoly

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Fonti giornalistiche riferiscono che un gruppo di sette parlamentari del PD, vicini alla corrente di Matteo Renzi, abbiano manifestato attraverso una lettera, all’Ambasciatore statunitense in Italia Mr. John R. Phillips, il proprio dissenso per l’entrata sul mercato dello storico gioco del Monopoly aggiornato ai tempi nostri.

Di cosa si tratta.

Prima di tutto occorre specificare, contrariamente a quanto riportato dai giornali che i Deputati si sono lamentati della nuova versione del Monopoly e non quella tradizionale che tutti conosciamo.

Il gioco del Monopoly nella nuova versione permette a ciascun giocatore di trasformarsi in un vero magnate, un po’ sulla scorta del Flavio Briatore imitato da Maurizio Crozza.

Tra macchine di lusso, aerei privati e yacht si potrà vivere per qualche momento l’ebbrezza di essere ricco, tremendamente ricco, avendo come unico scopo quello di sfruttare ogni risorsa finanziaria non solo aumentando le proprietà quanto guadagnare un milione.

Con Monopoly Millionaire i giocatori hanno un tabellone con uno sfondo “total black” in cui al posto dei classici Parco della Vittoria o Monte Bianco, le proprietà da accaparrarsi saranno isole tropicali o interi quartieri in cui edificare alberghi lussuosi in stile Hilton.

Le pedine non saranno più le tradizionali: candela, funghetto, fisco di vino ma le più accattivanti pedine rappresentate da: aerei, barche, moto e macchinine che, ogni volta che si passa dal via, possono “evolversi” fino a diventare panfili, jet o limousine. Il lusso è sempre il motivo predominante del gioco.

Anche gli imprevisti e le probabilità cambiano e diventano Fortune Card e Life-style Card, che offrono la possibilità ai giocatori di partecipare a party esclusivi o ricevere ville gratis. Sostituiti i soldi in carta moneta da carte di credito in cui si annotano, con una semplice “strisciata” i debiti, i crediti e le risorse per acquisire ricchezza.

Il gioco, distribuito su scala mondiale, rispecchia i tempi in cui viviamo, non c’è che dire.

La domanda è questa: “i nostri Onorevoli Deputati si devono preoccupare con tanta tempestività di questo gioco o della disoccupazione, della sanità, della giustizia di questo Paese?”

Avrei auspicato una lettera in cui i nostri politici si fossero attivati per chiedere ai Primari degli Ospedali pubblici di affrettare i tempi di risposta ai pazienti, di ridurre i tempi di attesa per le visite specialistiche, di sviluppare il dialogo elettronico tra medici ed ammalati e non discutere sulle pedine del Monopoly.

L’educazione dei bambini non sarà in pericolo per un gioco del genere, in televisione o attraverso un videogioco vedono già lo specchio della realtà tra “gangsta rappers”, violenza, sesso disinibito e sessismo.

I bambini avranno una serena crescita se custoditi e curati da genitori attenti e docenti sensibili, mentre le lettere o le campagne politiche dedichiamole per questioni serie.

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