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Le strategie della comunicazione per digerire il debito pubblico

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Le 3 scimmi sagge sono in Giappone un motto illustrato

Il debito pubblico dell’Italia, durante la settimana di ferragosto, ha superato la somma di 2.075,1 miliardi di euro. Il dato viene rilevato dalla Banca d’Italia nel supplemento al Bollettino statistico di questo mese.

Facciamo un piccolo passo indietro e ricordiamo che il “debito pubblico è la somma di tutte le passività finanziarie sostenute dalle Pubbliche Amministrazioni dello Stato nei rapporti monetari intrattenuti con vari creditori (nazionali ed internazionali) e viene rimborsato e remunerato in interessi alle scadenze pattuite tramite il prelievo fiscale, i tagli ai servizi pubblici, le privatizzazioni e il ricorso a nuovo indebitamento.”

Nel caso italiano, le passività finanziarie costituenti il Debito Pubblico sono generalmente titoli obbligazionari di Stato (BOT, CCT, CTZ, BTP, BTPi, Commercial Paper, Global Bond e Medium Term Note) e di Enti Locali (BOR, BOP e BOC), prestiti e mutui speciali erogati da banche e altre società finanziarie, conti correnti presso la Tesoreria dello Stato e buoni fruttiferi e depositi postali a carico del Ministero del Tesoro.

Una cosa è certa, il debito pubblico influisce sulle tasche di ciascuno di Noi e da qui non si scappa. Vengono tagliati i servizi essenziali, diminuiscono gli investimenti, aumenta la disoccupazione, aumenta pericolosamente il costo della vita.

L’aumento del debito pubblico da una parte dimostra l’inefficacia delle misure economiche adottate dallo Stato, tramite il suo Governo, dall’altra deve preoccupare chiunque in quanto tale debito più cresce più tardi permetterà al Paese di uscire dalla crisi.

Come far digerire agli italiani questa drammatica verità?

Semplice. Diffondere contestualmente alla notizia del debito pubblico un dato favorevole, magari legato ad un indice finanziario che gli italiani conoscono. Non importa se questo è un dato fluttuante. Non importa se la proporzione sui tassi non è motivata. Importa solo distrarre, dare un  dato positivo, offrire l’alternativa su cui dormire (falsamente) sonni tranquilli.

Questo è lo spread che il 12 agosto era di 247 punti, mai così basso dal 2011. Verificate oggi, nel momento in cui leggete queste righe, sono certo che sarà più alto.

Come è possibile confrontare debito pubblico e spread senza esser folli?

Un padre di famiglia potrebbe mai porre a confronto la rata del mutuo della casa (debito) con la quota condominiale suscettibile di variazioni tra rate invernali più alte, perché comprensive del riscaldamento, e quote estive più basse?

Gli italiani alla notizia dell’aumento del debito pubblico hanno dormito sonni sereni perché lo spread era il più basso da due anni, se si sveglieranno vedranno in realtà una situazione da incubo.

Tecnicamente si tratta della comunicazione basata sul principio del contrasto che ci fa preferire la soluzione più conveniente tra due prospettate, tuttavia questo non vuol dire che sia la migliore.

Le strategie della comunicazione ci fanno acquistare una merendina, un cellulare, un detersivo oppure ci fanno digerire un dato finanziario: un debito pubblico, uno spread.
Attenzione a tutto questo.

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