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Pinotti la vecchia comare e la “bandiera nazifascista”

La classe politica, come una vecchia comare, vuole dire la sua opinione su tutte le notizie di cronaca.

Un commentino, un’illazione, un velo di buonismo e a posto, coscienza sciacquata e si può tornare a stendere i panni. Peccato che la vecchia comare gioisca per le fake news, e non ci pensa un attimo a condividerle con le comari del balcone accanto.

Così voleva fare la Pinotti con il suo tweet sulla caserma dei carabinieri di Firenze con all’interno la bandiera “nazifascista”. Così almeno dice la ministra. Ma come, diranno alcuni, ma la bandiera nazista non era la svastica?

La Repubblica e il Corriere confermano, non è la bandiera nazista. Quando la bandiera era in uso, il nazismo non era ancora stato inventato. Infatti è la bandiera della Marina del secondo Reich, quello del Kaiser Guglielmo, finito nel 1918.

Perché il secondo Reich? Se vogliamo essere precisi, il terzo Reich si ispira al secondo, in una sorta di continuità politica che la debole Repubblica di Weimar aveva interrotto.

Anche se il ripassino di storia avrebbe fatto bene al ministro Pinotti, ha preferito accodarsi allo sdegno generale e far vedere che anche lei si sa scandalizzare. “Guardate, anche io che sono Ministro della Difesa mi scandalizzo per il filo-militarismo, anche io sono antifascista”. E’ evidente che si stia rivolgendo a un certo tipo di elettorato con questa dichiarazione.

Sia chiaro, non sto dicendo che bisogna lasciare spazio agli esaltati e ai militaristi.

Ma come possiamo dirlo, solo vedendo la fotografia di una bandiera? Il giovane carabiniere che l’ha appesa renderà conto ai suoi superiori. Ma una bandiera di valore storico non lo etichetta come nazista! Allora se uno ascolta musica celtica, è fascista? Siamo seri.

Penso che combattere il militarismo e l’antifascismo sia sacrosanto. Ma non con la disinformazione, con il retweet idiota e la fake news.

Se anche i ministri fanno le comari, siamo alla frutta.

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