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Siamo tutti Presidenti del Consiglio o esperti politologi in Rete

I 21 ministri della squadra di Enrico Letta. Dall'alto a sinistra: Angelino Alfano (vicepremier e ministro degli Interni), Fabrizio Saccomanni (ministro dell'Economia), Anna Maria Cancellieri (ministro della Giustizia), Emma Bonino (ministro degli Esteri), Mario Mauro (ministro della Difesa), Maurizio Lupi (ministro Infrastrutture e Trasporti), Gaetano Quagliariello (ministro delle Riforme istituzionali), Flavio Zanonato (ministro dello Sviluppo Economico), Nunzia De Girolamo (ministro alle Politiche Agricole), Enrico Giovannini (ministro del Lavoro e Politiche sociali), Beatrice Lorenzin (ministro della Salute), Andrea Orlando (ministro dell'Ambiente), Maria Chiara Carrozza (ministro dell'Istruzione, Universita' e Ricerca), Massimo Bray (ministro dei Beni culturali e Turismo), Carlo Trigilia (ministro alla Coesione territoriale), Enzo Moavero Milanesi (ministro degli Affari europei), Graziano Delrio (ministro agli Affari Regionali), Josefa Idem (ministro delle Pari Opportunita', sport, politiche giovanili), Dario Franceschini (ministro dei Rapporti con il Parlamento), Cecile Kyenge (ministro dell'Integrazione), Giampiero D'Alia (ministro della Pubblica Amministrazione). ANSA

Oggi giurerà il 62° Governo della Repubblica italiana, presieduto dal Presidente del Consiglio Enrico Letta, uno dei più giovani premier che l’Italia ricordi.

E’ il primo Governo politico dell’era social network, in cui dotti tifosi lanciano le più torbide teorie complottiste, analizzano i profili scolastici dei Ministri, gridano allo scandalo per accordi politici tra partiti.

In effetti, sarebbe tutto corretto se non fosse che la “politica ossia l’arte del governare”, necessita di una negoziazione e mediazione tra i partiti politici diametralmente contrapposti.

In caso contrario non avremmo uno Stato democratico ma una dittatura in cui, la mancanza di dialogo e negoziazione di interessi, imporrebbe un solo partito politico alla leadership del Paese, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Come saprete, non giudico mai a priori, anzi nella tutela del “diritto di sognare”, accolgo sempre di buon grado ogni novità, salvo poi giudicarne l’azione anche attraverso durissime critiche.

Da ieri, appena divulgati i nomi, i “tifosi” hanno mosso le critiche ai nuovi componenti del Governo, c’è chi si è accorto improvvisamente della mancanza di titoli universitari per l’inadeguatezza del ruolo, c’è chi ha sentenziato una durata semestrale, chi invece ha visto la fine della democrazia.

Una palese nota storica è la presenza di due Ministri naturalizzati in Italia, di cui uno è di colore. Un passo importante verso l’integrazione culturale e sociale tra Popoli diversi.

Concludendo, vedo 21 Ministri che, sotto il tiro incrociato, dovranno superare il difficile compito di riportare la Nazione alla normalità.

Auguro loro un sereno e produttivo lavoro, in attesa di esaltare o giudicare in modo critico  il loro operato.

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