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Gianfranco Fini. La partita di Calcio Mirabello 2011

Riportare a 24 ore di distanza alcune ragionate riflessioni su Mirabello è un’impresa ardua, forse proprio per questo che decido di affrontarla in modo metaforico, scegliendo il gioco del Calcio.

La Festa Tricolore di quest’anno è paragonabile ad una partita di calcio terminata 0-0 in cui ogni squadra: ha raccolto un palo o una traversa; è conscia che poteva meglio interpretare il gioco, ha modo di recriminare per la mancata vittoria.

Cerchiamo di conoscere le due squadre scese in campo: Continue reading “Gianfranco Fini. La partita di Calcio Mirabello 2011” »

Fini, la fine del PDL?

On.le Gianfranco Fini

Premetto che non amo parlare di politica, tuttavia non si può essere insensibili agli odierni eventi che hanno caratterizzato la vita politica del Paese, anche se sopra di ogni altra cosa ho apprezzato un momento nel quale è stata fatta un’affermazione “non politica”, che sento di condividere, esaltandola nel mio diario.

Veniamo ai fatti che ho percepito: giornali e tv hanno preannunciato il discorso dell’On.le Gianfranco Fini, Presidente della Camera dei Deputati, che oggi avrebbe tenuto a Mirabello in occasione della Festa Tricolore. Discorso tanto atteso per i noti “litigi” all’interno del partito del Popolo della Libertà.

Il tanto atteso discorso ho avuto modo di seguirlo con il mio iPad, in quanto  SkyTg24 ha trasmesso la diretta dalla quale ho estrapolato la foto che accompagna queste mie parole.

Sotto il profilo politico ho percepito che il Presidente della Camera continuerà a sostenere questo Governo, attraverso una maggioranza composta dal PDL che definisce, sebbene sia il partito più grande d’Italia, ormai ” finito”, con una composizione del Governo che non ha attuato scelte utili (vedi tagli alla scuola, mancanza della nomina del Ministro all’economia, atteggiamento assertivo nei confronti del leader libico). Insomma per far la breve, mi è parso un pò contraddittorio. Ma non sta a me giudicare.

L’affermazione che mi è piaciuta, non c’entra nulla con la politica, riguarda un passaggio del discorso (che passerà sicuramente inosservato dai più) nel quale l’On.Fini ha affermato che: “Viviamo in una fase in cui i giacimenti culturali valgono più – nella globalizzazione – dei giacimenti petroliferi” In altre parole la nuova ricchezza non è più costituita dal petrolio ma dalle informazioni e dall’uso delle tecnologie”.

Non nascondo che questo pensiero lo condivido, per il resto penso che a breve si andrà a nuove elezioni perchè con queste premesse non credo che si possa procedere verso un futuro costruttivo per il Paese. Questo è il mio pensiero che non desidera influenzare nessuno.

Che Iddio protegga l’Italia

Desidero pubblicare sul mio diario, a futura memoria, le tre lettere che il Sen. Francesco Cossiga residente emerito della Repubblica italiana ha lasciato rispettivamente al Presidente dello Stato, al Presidente della Camera, al Presidente del Senato.

Non esprimo giudizi sul suo operato, come potrei e come potrebbe qualunque persona che non abbia vissuto quei momenti difficili che hanno caratterizzato un periodo storico del nostro Paese o, come spesso lo indica il Sen. Cossiga, la nostra Nazione.

Quello che mi ha colpito e forse un pò spaventato è la frase con cui il Sen. Cossiga chiude due delle tre lettere: “Che Iddio protegga l’Italia”, una frase che usò anche in un momento difficile allorquando il 31 dicembre del 1991, diede il “saluto di fine anno agli italiani” più breve della storia repubblicana. (lo trovate sotto).

Il 1992, anticipato dalla frase “Che Dio protegga e benedica l’Italia”, fu l’anno delle stragi di Capaci e di via d’Amelio dell’avvio di “mani pulite”, di una stagione difficilissima del Paese che portò la fine della “prima repubblica” e con lo smantellamento di gran parte del potere politico-parlamentare.

Oggi, nell’attuale incertezza politica, cosa può accadere, forse nulla o forse tutto.

Ecco il video del 31 dicembre 1991


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