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Titanic – Italia: dopo il tramonto il buio della notte

La storia del Titanic il transatlantico più grande, lussoso e maestoso del novecento la conoscono tutti. Il Titanic si inabissò il 15 Aprile 1912 , quando si spezzo in due tronconi e affondò di prua, mentre all’estremo sulla poppa, fra centinaia di persone terrorizzate, l’orchestrina suonava “Nearer my God to Thee”.

Il Ministro Tremonti, non a caso, durante la presentazione della manovra economica al Senato ha riportato queste testuali parole: “Chi fa una manovra come questa, vuole il bene del Paese ma non ci può essere una politica italiana diversa da quella europea. La soluzione è politica o non è, è comune in Europa o non è. E la politica non può più sbagliare. Anche perché è come sul Titanic: non si salvano neanche i passeggeri in prima classe”.

Proviamo ad analizzare il contesto comunicativo afferente l’affermazione resa dal Ministro dell’economia: Continue reading “Titanic – Italia: dopo il tramonto il buio della notte” »

Nella comunicazione politica il web diventa trainante ma non decisivo

Opera di Patrizia Valeria Zara

Le elezioni amministrative appena concluse sono state caratterizzate da una massiccia presenza sul web sia da parte dei candidati quanto dei sostenitori che hanno diffuso, in molti casi reso virale, un messaggio a sostegno del proprio candidato o deriso, beffeggiato o semplicemente criticato la comunicazione della parte avversa.

Il marketing 2.0 della politica si è pienamente concretizzato nei Social network, luoghi in cui gli elettori hanno avuto modo di dialogare tra loro, di interagire con i candidati collaborando alla campagna elettorale, amplificandone i contenuti.

Credo di poter affermare che il web sia stato lo strumento vincente di queste elezioni amministrative, tuttavia è rischioso dire che sia stato decisivo. Continue reading “Nella comunicazione politica il web diventa trainante ma non decisivo” »

In mille giovani per rifare l’Italia

Che bel video, che bei visi sorridenti, che occhi motivati nel migliorare il futuro di questo Paese.

Questi “giovani”, la cui età media è al di sotto dei 26 anni, sono linfa vitale per la ripresa dell’economia.
Non credo di responsabilizzarli oltremodo in quanto sono consapevoli delle difficoltà che affronteranno a cominciare dall’italico territorio spesso restio all’innovazione e alla digital economy.

E’ inutile chiedersi se ce la faranno, la risposta è ovviamente affermativa.

Buon lavoro, ragazzi.