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AgCom e la protesta del rubamazzetto

“Il rubamazzetto o rubamazzo è un gioco di carte molto diffuso in Italia attraverso un mazzo da 40 carte, divise in 4 semi di 10 carte ciascuno viene giocato per lo più da 2 persone. Le regole del gioco sono molto semplici tanto da essere preferito dai bambini che iniziano ad apprendere l’uso delle carte da gioco.

Le carte conquistate sono scoperte e questo favorisce “il rubamazzetto”, secondo le più elementari norme di gioco.”

In questi giorni, il web italiano è inondato da petizioni online, notti bianche, adunate virtuali, gruppi su Facebook, tutti terrorizzati per l’imminente morte del web a causa della censura proposta dall’AgCom.

Un conflitto ideologico ormai è aperto, mentre il diritto d’autore è la vera vittima complice la difficoltà che i legislatori incontrano con la materia in relazione ad una Società sempre più tecnologica, sempre più anetica nella condotta.

L’AgCom più o meno in buona fede, solo alla pubblicazione della delibera potremo affermarlo, cerca di porre rimedio attraverso un procedimento amministrativo con il quale il soggetto che ritiene leso il proprio diritto d’autore può ricorrere all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni chiedendo un provvedimento che tuteli il proprio interesse. Lo farà bene, lo farà male, tocca giudicarlo “solo” al momento dell’assunzione della Delibera. Continue reading “AgCom e la protesta del rubamazzetto” »

Prosegue la protesta verso l’Agcom

Le linee guida della delibera Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) concernete l’esercizio delle competenze dell’Autorità nell’attività di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica, ha trovato in Rete una vibrante opposizione.

Leggo molte critiche, molte tesi che vanno a delegittimare l’operato dell’Autorità; condivido le finalità di quella protesta che è finalizzata al dialogo democratico e partecipativo condannando quella minima parte che lede le infrastrutture tecnologiche e questo vale per le posizioni rappresentate da entrambi i fronti.
La delibera dell’Agcom dovrà essere giudicata, all’atto della sua approvazione, sia con attenzione che con severità nella parte in cui andrà a sbilanciare gli interessi a tutela del diritto d’autore (diritto patrimoniale) con le tutele delle persone (libertà personali come quella rappresentata dalla libera manifestazione del proprio pensiero).

Dobbiamo ricordare che, sebbene stia evolvendo grazie alle reti telematiche, il diritto d’autore (inteso anche come diritto del produttore, del distributore e del mediatore di contenuti) resta un diritto che pertanto prevede delle tutele.

Io, da sempre, credo nel libero pensiero in Internet e affido, per un ulteriore approfondimento, le parole riportate in questo vecchio filmato del 2007 – Internet Global Forum di Roma – pronunciato all’indomani della rivolta in Birmania.
Plug-Us …capirete il perchè al termine del video

Internet, diritto d’autore e la delibera Agcom

 

Presentazione Libro bianco

Sarà un luglio molto caldo e non solo per le temperature ambientali, pare a detta di molti che l’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) stia per emettere un provvedimento concernete l’esercizio delle competenze dell’Autorità nell’attività di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica.

E’ parere di alcuni validi studiosi del diritto e di alcune associazioni impegnate per la tutela delle libertà di espressioni su Internet che il provvedimento dell’Agcom, atteso per il 6 luglio 2011, porterà pesanti limitazioni e controlli alla Rete tanto da ledere sia gli imprenditori operanti nel settore ICT sia gli utenti di Internet. Continue reading “Internet, diritto d’autore e la delibera Agcom” »

Intervista per Radio19 sulla Memoria della Rete

Oggi sono stato intervistato sul tema: “Il web non dimentica e il passato diventa scomodo” per Radio 19 l’emittente del quotidiano genovese “Il Secolo XIX”, qui potete leggere l’articolo dedicato a firma di Beppe Risso mentre ascoltate il podcast dell’intervista a cura di Diana Letizia.

Nel mio intervento ho sottolineato come: “la memoria in Rete la scrivono sempre più gli altri. Dobbiamo abituarci che su internet l’identità digitale viene scritta sia da noi stessi sia dagli altri che pubblicano foto e commenti sul nostro agire sociale. Questo deve sensibilizzare tutti, soprattutto i giovani, che devono fare della rete un uso consapevole e responsabile”

 

Scarica il podcast

Intervista per Radio19 la radio del quotidiano Il Secolo XIX
Massimo Melica ospite di Diana Letizia e Beppe Risso
Radio19 (16 giugno 2011)

Wired da Riccardo Luna a Carlo Antonelli

Solleticata ieri sera, questa mattina è giunta la comunicazione sull’account di Facebook, da parte dello stesso interessato: “Il 15 giugno lascio Wired. Mi mancherà, mi mancherete. Da matti.”

E’ lo stesso Riccardo Luna a darne notizia su Facebook, poi arriverà il comunicato ufficiale da parte dell’editore Condè Nast S.p.A.: “La decisione del cambio di direzione è legata ai crescenti impegni esterni (convegni, incontri) di Luna come portabandiera nella battaglia di ‘Wired’ per l’innovazione e alla volontà dell’editore di modificare l’approccio informativo del mensile rendendolo fruibile per un pubblico più ampio.”

Come molti ricordano, ho promosso alcune perplessità sulla rivista  Wired:
- la prima quando Continue reading “Wired da Riccardo Luna a Carlo Antonelli” »

Il senso della vita e la regressione dell’Uomo

La foto che riporto è stata giudicata tra le migliori del “2010”, oggi la rivedo dopo qualche mese, il “volo” di quel corpicino mi ferisce ancora.

Il corpo ha un valore relativo, forse per questo che gli antichi iniziarono a parlare di Anima.

Platone stabilisce un legame essenziale tra l’Anima e le Idee: la prima è immortale, le seconde sono eterne.

Quell’anonimo corpicino ha lasciato attraverso l’immortalità della sua anima, l’eternità di un messaggio “no alla violenza, no alla guerra” e se non riuscite a fermare tutto questo: “vergognatevi”.

Da una parte del Pianeta sempre più ferito, sempre più inquinato, violato e distrutto ci interroghiamo su liberta di accesso alla Rete – magari con tecnologie sempre più veloci – dall’altra parte non si chiede nulla, perché nulla si conosce.

In tutto questo l’unico fattor comune è l’Uomo, nella sua massima astrazione che lo rende incapace di innovare il suo pensiero per raggiungere e attuare un “Pianeta di Pace e vivibilità per tutti”.

Allo sviluppo delle tecnologie della comunicazione non corrisponde uno sviluppo positivo per l’intero Pianeta, questo rende fallimentare ogni progresso.

Il mio “mito giovanile” è stata la Rete che, mettendo in relazione gli Uomini, avrebbe potuto migliorare il Pianeta, oggi anche quel mito “vola” verso una fossa comune”.