Riflessioni recenti

Digital Champions il nuovo tormentone digitale

Upgrade in basso con il contributo di Riccardo Luna

Il grande problema per lo sviluppo del digitale in Italia è stato l’approccio, mi spiego: invece di spiegare e far comprendere le opportunità dell’innovazione digitale per il Paese, si è cercato di costruirci sopra dei teatrini mediatici.

Riccardo Luna, neo digital champion e genio della comunicazione, è stato sempre  in grado di creare una storia che ruoti intorno al digitale, coniando: termini, sogni e opportunità fantascientifiche. Peccato che nell’annuale rincorsa creativa non si sia dato il tempo di realizzare i progetti o di attendere che le iniziative maturassero in modo positivo e costruttivo.

Le iniziative di Ricardo Luna sono numerose, tanto numerose che la mia memoria è in grado di citarne solo alcune, senza ricorrere al motore di ricerca:

-nel 2010 la candidatura di Internet al premio Nobel per la pace, campagna commissionata ad un’agenzia di comunicazione partecipante al premio “International Advertising Festival” Cannes;

-sempre nello stesso anno, dopo il ragionevole insuccesso – dal mio punto di vista – del Nobel per la pace ad Internet, si parte con la proposta Rodotà per l’art.21 bis della Costituzione, in cui si desidera elevare l’accesso ad Internet quale diritto costituzionale dimenticando che ad ogni diritto si contrappone un dovere e quindi una regolamentazione;

-nel 2011 è la volta della campagna delTour dei Mille innovatoricon cui si è alla ricerca di chi, con la propria passione, vuole “rifare l’Italia” e guarda le start-up innovative come il volano del cambiamento. Tre anni dopo non è cambiato nulla – dal mio punto di vista – ma sono circolati molti progetti, denari, leggi e promesse;

-nel 2012 fonda e presiede Wikitalia, l’associazione a numero chiuso che vede come soci: Alessandra Poggiani oggi Direttore dell’Agenzia digitale italiana; Stefano Quintarelli deputato eletto con la lista di Scelta Civica, per un breve periodo nel gruppo parlamentare “Per l’Italia”, ed oggi Presidente del Comitato di Indirizzo dell’Agenzia per l’Italia digitale dal Consiglio dei Ministri. Gli altri soci di Wikitalia sono qui, tra questi gli ottimi giuristi Ernesto Belisario e Guido Scorza.

-nel 2012 Riccardo Luna, con immutata passione, elogia uno startupper che violando i “termini e condizioni” di Youtube si appresta a vincere un prestigioso premio in denaro offerto da Samsung. Copertina di Ballarò, squilli di blogger ma dopo poche ore Samsung revoca il premio grazie alle numerose opinioni contrarie esposte in rete;

-nel 2013 è l’anno del libro #Cambiamotutto, delComitato Rivoluzione digitale. Adesso!per Matteo Renzi alle primarie del PD, del sogno o incubo delle Start Up.
Anche qui resto con i piedi per terra. Mi permetto di segnalare che la Silicon Valley si trova negli Stati Uniti in una confederazione di 50 Stati in cui è facile fallire nel Texas e aprire un’azienda in California, che le regole economiche sono diverse, diverso è il mercato e prima di “lasciar sognare” i giovani italiani è bene spiegare che il Bel Paese ha leggi, cultura, persone totalmente diverse e quindi il modello statunitense non è possibile importarlo sic et simpliciter.

– nel 2014 la grande impresa:I Digital Champions. L’Europa prevede un solo referente – in ogni stato appartenente – come Digital Champion, il Governo nomina Riccardo Luna, il neo nominato lancia una campagna con lo scopo di reclutare prima 100 digital champions e poi altri  8.000, uno per ogni Comune d’Italia. Non crediate che sia un’iniziativa politica o di supporto a Matteo Renzi, sono solo coincidenze, chi lo crede è in malafede.

Non si può accusare Riccardo Luna di essere pigro, a volte penso che sia in grado di rivedere ogni narrazione del passato in chiave innovativa-digitale.

Per esempio: la canzone di Gianni Morandi “Fatti mandare dalla mamma” diventerebbe nell’ottica di Riccardo Luna: “Fatti comunicare dalla mamma, mediante social network, la geolocalizzazione del negozio per andare a prendere il latte, nel tragitto assicurati della disponibilità del prodotto attraverso un ticket con il negoziante, paga attraverso BitCoins e invia un selfie al moroso che ti aspetta in chat crittografata”.

Non c’è dubbio: Riccardo Luna è il miglior Digital Champion che il Governo potesse individuare a costo zero, senza budget e senza staff.

Sui DC ho alcune perplessità. Perchè l’ottimo Riccardo Luna, anziché ringraziare per la nomina governativa che svolgerà a titolo gratuito decide di registrare il dominio “digitalchampions.it”, di costituire l’omonima associazione creando un helpdesk – rappresentato da un DC in ogni Comune italiano. Perchè tutto questo?

Chi sceglie i Digital Champions? Riccardo Luna o un suo incaricato? Quali sono i requisiti e chi controlla la sussistenza degli stessi per ogni candidato?

Oggi è possibile proporre la propria candidatura  attraverso il sito inviando il proprio CV, tuttavia “altri” non hanno seguito questa procedura invitati direttamente da Luna,  questo è ciò che si legge in alcuni post sui social network.

A chi deve rivolgersi il Sindaco o chi per lui per i problemi legati alla P.A. digitale? Al locale digital champion, individuato da Riccardo Luna o ad una persona competente, sempre individuata dallo stesso Digital Champion con competenza nazionale?

Che fine faranno gli oltre 8.000 digital champions al termine dell’incarico affidato a Riccardo Luna, una volta individuati e fidelizzati?  Resteranno con Luna o passeranno con il subentrante DC nazionale? Quanti saranno i digital champions sui territori capaci di mantenere la propria indipendenza intellettuale senza scagliarsi con un click nelle discussioni in rete in difesa del Campione assoluto?

Non c’è una risposta a queste domande pertanto sorgono numerosi dubbi sull’iniziativa.

Comunque i partners di Riccardo Luna (aziende, professionisti, blogger) supporteranno il bravo innovatore anche in questa impresa diretta al più grande mercato esistente in Italia: quello della Pubblica Amministrazione.

Sul neo mercato occorre spendere una riga, infatti sebbene sia vero che tutti gli incarichi dei DC saranno svolti a titolo gratuito è anche vero che l’opportunità di farsi conoscere sul mercato è allettante per chiunque e non ha prezzo. Non staremo fondando la repubblica dei raccomandati o il “popolo dei digital champions”?

Concludendo sono tutti digital champions e  chi non lo è appartiene alla categoria dei rosiconi (concetto lanciato dai digital champions in rete, nei giorni scorsi, verso le critiche mosse) ma, se queste sono le regole del gioco, è meglio astenersi dal giocare.
La presentazione è stata frizzante, tantissime le foto di giovanissimi, di meno giovani, di brizzolati e brizzolate tutti a braccetto per l’ennesima rivoluzione digitale.

Ad oggi il numero dei DC – sul sito dedicato – pare non cresca velocemente, le ragioni possono esser tante: sfiducia, diffidenza, stanchezza o semplice razionalità.

Buon lavoro!

UPGRADE 10 dicembre 2014 ore 13.08

Premessa: Ricevo e inserisco con piacere la lettera di Riccardo Luna che riporta il suo punto di vista, grazie alla lettera di Riccardo ho accolto alcune precisazioni come eliminare la parola “elettorale” in quanto il Comitato Rivoluzione Digitale Adesso! ha supportato Matteo Renzi nella competizione delle primarie ma non era inserito nel Comitato elettorale. Ritengo che la differenza sia minima, tuttavia le parole hanno un peso ed è giusto inserire la correzione.

A tal proposito Riccardo mi assicura di non aver fatto parte di questo Comitato Rivoluzione Digitale Adesso! nonostante erroneamente alcuni fonti di stampa on line riportino il suo nome come componente del citato organo. Non ho motivo di dubitare delle sue parole, probabilmente essendo “persona nota” nel settore, alcuni giornalisti hanno inserito il suo nome senza ragione. L’importante è aver chiarito.

Per Internet for peace la preposizione “ad” era già nella versione originaria della mia riflessione, l’ho riportata in grassetto come rafforzativo, perchè mi sembra giusto sottolinearla al lettore.

Ho inserito l’inciso “dal mio punto di vista” perchè è una mia personale percezione, è vero tuttavia che la parola “nulla” è molto forte e troppo generalizzata ma resto dell’avviso che il risultano ottenuto non sia accettabile per le forze scese in campo. Sul tema start up conoscete la mia posizione: “non vanno aiutate le aziende ma sburocratizzato il sistema” Qui la mia riflessione.

Sull’Associazione Wikitalia non ho mai discusso i risultati conseguiti, mi sono solo limitato ad annoverarla come iniziativa formativa e di lancio per alcuni suoi soci.

Ecco il messaggio di Riccardo Luna che ringrazio sia per le parole che mi dedica sia per il dialogo che accoglie nello spirito della rete.

Caro Massimo

pur nelle differenti visioni che spesso abbiamo avuto, ti riconosco capacità di analisi e onestà intellettuale. Per questo so che non farai fatica a correggere alcune inesattezze.

Internet for Peace non è stata commissionata da una agenzia pubblicitaria, ma al contrario ad una agenzia pubblicitaria. Ti prego di lasciarmi tutta la responsabilità di quella campagna. Quanto al notevole insuccesso, la valuto con parametri diversi ma sono pronto a parlarne con te quando vuoi

La proposta dell’articolo 21 la ritrovi para para in alcune costituzioni e in dichiarazioni delle nazioni unite e della eu. Può non piacere ma credo avesse un senso.

Dire che non è cambiato nulla sulle startup mi pare ingeneroso verso i tanti, cito Paolo Barberis, Luca De Biase e gli altri membri di una task force di cui io non facevo parte, hanno dedicato molti giorni della loro vita a preparare una legislazione imperfetta ma comunque molto migliorativa rispetto al passato.

Wikitalia non è a numero chiuso anzi è aperta. E credo che vada ricordata per le cose concrete che ha fatto a costo zero per la PA: l’opendata di firenze, matera e lecce; openricostruzione sul terremoto in Emilia; openexpo; e i progetti Go On FVG e Go On BAS.

Non ho mai fatto parte di alcun comitato elettorale. Mai nella mia vita. Finora.

L’Unione Europea in vari modi, ha elogiato la scelta di nominare 8000 digital champion in Italia. Del resto non è una novità assoluta: la Gran Bretagna ha appena premiato 10 mila digital champions.

Sto personalmente valutando tutte le candidature ricevute. Questo non mi impedirà di fare errori, ma lo faccio con il massimo scrupolo. Il 19 dicembre, meno di un mese dopo il lancio, saremo quasi mille.

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