Le due mozioni sui diritti di Internet aprono problematiche per la Rete
Cominciamo a chiarire il primo aspetto: la “Carta dei diritti in Internet” non serve a nulla, ma se proprio deve esserci, che almeno affermi e indichi agli Stati linee generali per la tutela dei diritti.
La Camera dei Deputati ha approvato due mozioni, con la stessa finalità ma con un approccio e modalità di azione diverse: la prima mozione è stata presentata dall’On.le Stefano Quintarelli, esponente di Scelta Civica ed esperto di internet; la seconda mozione è stata presentata dall’On.le Davide Caparini, esponente della Lega Nord e Autonomie ed esperto di comunicazione dei nuovi media.
La mozione Quintarelli 1-01031 recepiva la “Carta dei diritti in Internet” su cui ho mosso delle forti perplessità, sia per la forma adottata sia per le indicazioni in essa raccolte.
In sintesi la “Carta dei diritti in Internet” ha una serie di imprecisioni innanzitutto nella preposizione “in”, come se si “entrasse in internet” non intendendo il mezzo come mero strumento, in secondo luogo per una forte regolamentazione che ha voluto dare ad una infrastruttura con una modalità commerciale globale. Infatti, come si leggerà più avanti pretenderebbe di regolare “piattaforme e servizi”.
La mozione Caparini 1-01052 ha l’indubbio merito di aver proposto: dei valori, delle tutele e dei principi generali a cui il Governo dovrà attenersi.
Primo problema: le due mozioni – entrambe approvate – sono diverse tra loro, quindi a quali principi ci si dovrà attenere in futuro?
Vediamo le due mozioni a confronto:
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Per la cronaca la votazione si è conclusa in questo modo:
Mozione Stefano Quintarelli: voti favorevoli 437 Contrari nessuno – Approvata
Mozione Davide Caparini: voti favorevoli 423 Contrari nessuno – Approvata
Riflessioni
Le due mozioni in sostanza sono opposte, l’approccio e i principi espressi costringeranno l’attento legislatore, lo studioso o l’appassionato di fenomeni e aspetti sociali di Internet ad attivarsi con soluzioni normative e regolamentari molto diverse.
Mi chiedo se i documenti in Aula siano stati letti dai parlamentari, compresi e analizzati prima di essere votati. Opterei per la totale distrazione dei parlamentari, infatti durante le intenzioni di voto ho sentito palrare di: pedopornografia, minacce terroristiche, ciberbullismo, truffe on line che mi hanno fatto pensare la pessima preparazione dei presenti sulla materia.
La mozione Quintarelli conclude chiedendo al Governo italiano di attivarsi a livello internazionale per far recepire i principi contenuti nella “Carta dei diritti in internet”, questo mi fa sorridere in quanto in politica internazionale siamo molto deboli e vedremo cosa il Governo italiano riuscirà a fare, iniziando dalla gita in Brasile per l’IGF.
La seconda richiesta è diretta alla creazione di una comunità italiana per la governance della rete, definendo compiti e obiettivi in una logica multistakeholder. In pratica preparatevi, ci saranno nuove poltrone per pochi!
Diversamente la mozione di Davide Caparini esprime principi e valori sulla libertà e sulle condotte delle persone che utilizzano Internet, aggiungendo un qualcosa che alla Commissione della Presidenza della Camera è inspiegabilmente sfuggita: “i doveri”.
Le due mozioni adesso formeranno in Rete le consuete tifoserie: la prima filo governativa e di opportunità per un posto al sole; la seconda di resistenza culturale nonchè più scomoda perchè meno supportata dai media nazionali che, da subito, stanno dando ampio risalto alla Mozione Quintarelli, senza far alcun cenno alla seconda mozione-Caparini, di pari grado sia nel valore parlamentare sia come indirizzo al Governo.
Mi rendo conto che gli organi si stampa sia molto distratti, dagli attenti politici che li guidano.
A questo punto resta il dilemma che, la seconda mozione, abbia depotenziato il potere di indirizzo della “Carta dei diritti in Internet”, che resta un’esperienza da social network, molto strillata ma confusa nei contenuti.
Internet è per tutti ma non tutti sono per Internet.
Last Updated on 10 Novembre 2015 by Massimo Melica










