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Minori, diritto di cronaca e scelte giornalistiche

attenzione

UPDATE ore 19.50 : mi ha scritto su Facebook un gentile giornalista della redazione del giornale on line da cui ho ripreso la notizia, ecco il suo contributo:

rende

Da giurista sono contrario a divulgare i nomi dei minori coinvolti in fatti di cronaca, soprattutto quando sono vittime di reato, questo per non lasciare traccia nell’eternità della memoria della Rete.
La legge su questo tema, purtroppo non mostra sensibilità.

Apprezzo molto il contributo del giornalista, a cui ho nascosto il nome, in quanto privo di regolare autorizzazione e resto perplesso per la scelta di aver pubblicato la foto di un amico della vittima – che vedete sotto – senza le opportune accortezze.

Chiaramente posso esprimere una posizione troppo rigida, tuttavia sottopongo a ciascuno dei lettori una seria ed attenta riflessione.

Testo originale dell’articolo:

Una minore viene accoltellata dal suo fidanzatino di 17 anni che provvede a bruciarne il corpo.

L’ennesimo caso di femminicidio, l’ennesimo caso di brutale violenza verso una giovane donna. In tutto questo mi colpisce la pagina del giornale on line in cui: pubblicano il nome e la foto della vittima ma allo stesso tempo le inziali in modo da preservare la “privacy” della ragazza uccisa.

Come dire, se inseriamo tutto non avremo sbagliato.

Tra le foto dedicate alla tragica vicenda anche questa in cui si vede un giovane, sicuramente minorenne, circondato da adulti e con il capo chino.
Sarà il presunto colpevole che pare abbia confessato dopo lungo interrogatorio?

 

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