Riflessioni recenti

Stare insieme per cambiare

La politica dissennata e la crisi economica hanno messo in ginocchio questo Paese. Ognuno ha la soluzione per risollevare l’Italia, una soluzione unica, diversa dagli altri, ciononostante tutti hanno in comune il modo di esporla: “urlando”.

Questa è la sintesi dello stato in cui versa la società italiana in questo momento, da Beppe Grillo a Luigi Alfano passando per Pierferdinando Casini sino ad arrivare a Pierluigi Bersani e Matteo Renzi, tutti mostrano toni duri nell’affermare la propria tesi.

Se ai parlamentari ormai di fama uniamo i nuovi movimenti politici con i loro leader vedremo che le modalità di veicolare le proprie teorie sono uguali: si grida, si offende, si denigra, si promette.

Allora se ritieni che questa sia l’unica strada politicamente da percorrere per accattivarsi i favori degli elettori, ferma qui la tua lettura, non andare avanti, risparmia il tuo tempo.

Prosegui? Bene.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di programmi, di esempi virtuosi, di best practice, di mettere a frutto le migliaia di ore che i giovani hanno passato a scuola, all’università, durante i master post laurea.

Per la prima volta in Italia abbiamo una classe giovanile particolarmente preparata, formata attraverso esperienze internazionali, dotata di grinta e voglia di far bene.

Questa potenzialità non deve essere distrutta da “cattivi maestri”, da coloro i quali hanno dimostrato di appartenere alla #generazioneincollata alla poltrona, da chi ha ramificato le proprie gambe e le proprie natiche sui banchi di Montecitorio, di Palazzo Madama, delle società controllate dallo Stato, dalle imprese che preferiscono la strada  della corruzione a quella del merito.

Settori come la Giustizia e la Sanità ormai sono rovine fatiscenti, riflettiamo sulle centinaia di persone morte per malasanità e le altre migliaia che moriranno nei prossimi mesi per un sistema sanitario: senza mezzi e senza risorse.

Con questo scenario non possiamo permetterci un paziente immobilismo, occorre agire con toni costruttivi e aperti al dialogo, con responsabilità condivisa, costruendo una democrazia informata che sia azione di partecipazione e di crescita.

Diffidate degli urlatori in TV, di chi giustifica se stesso attraverso complotti immaginari, di chi desidera sostituire una classe politica con altra senza programmi e senza idee. Leggete, informatevi ma soprattutto non delegate; scegliete una politica in cui Voi possiate riscostruire, insieme ad altri, la qualità della vita di questa Nazione.

Oggi è giunto il momento di essere protagonisti.

Commenti

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4 Comments

  • Attilio A. Romita

    10 Settembre 2012 at 12:36

    Concordo, perchè sono decisamente convinto, che l’urlo non serve ed anzi è spesso segno di debolezza.
    Purtroppo accade che “gli urlatori” spesso innalzano tanto il rumore di fondo e risulta difficile far emergere i discorsi sensati pronunciati con toni normali.
    In politica non è sempre detto che l’idea più sensata sia sempre condivisa.
    Sicuramente un tono fermo ed una ripetizione continua (gutta cavat lapidem) possono avere successo.

  • Severo64

    10 Settembre 2012 at 12:59

    Come non condividere l’articolo ritengo che la #generazioneincollata si sia #scollata dalla base, permettimi il gioco di parole, con la conseguenza che i votanti.
    In un epoca in cui con la rete potrebbero ricucire questo strappo in realtà non ne sono capaci probabilmente perché non sanno come funziona.
    E pensare che in una democrazia indiretta l’unico strumento del cittadino è il voto che con le varie leggi sul tema hanno messo al solo servizio di chi schiaccia i bottoni togliendo potere a chi vota limitando la scelta al simbolo e non alla persona per paura di perdere la seggiola.
    Comunque se negli anni ’70 esistevano le ideologie ora non + ed il cittadino si è talmente stancato di votare che non partecipa neppure all’unica forma di democrazia diretta quale è la riunione condominiale tanto è abituato a delegare.

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