Quando si uniscono delle qualità come: essere nativi digitali, avere passione per il giornalismo, essere indipendenti, aver coraggio e tanta voglia di fare il risultato non può che essere eccezionale.
Parte dalla Sicilia un telegiornale sul web condotto e gestito da ragazzi, Roberta Badaloni, giornalista del TG1 gli dedica un servizio dove negli ultimi 15 secondi ci sono anch’io.
Nel novembre del 2006 durante una pausa pomeridiana mi reco al bar insieme al mio socio di studio, prendiamo un cappuccino e veniamo incuriositi da un negozio di animali.
In vetrina i soliti gadget: il collare con i brillantini, il cibo più appetitoso, una voliera super accessoriata e poco più in la una gabbietta con due cuccioli…un micetto e un cagnolino.
Lo ammetto, non ho resistito, mi sono avvicinato.
Il cucciolo di cane, per la cronaca un Pinscher, di certo sapeva come vendersi e subito tra un’espressione buffa e un mordicchio al dito è entrato a far parte dello Studio Melica Scandelin & Partners.
Il primo problema dal veterinario, qualche minuto dopo l’acquisto, è stato rispondere alla domanda: “Come si chiama?” non ci avevo ancora pensato ma con naturalezza è stato rispondere: “WEB, il suo nome è WEB”
Da quel giorno WEB è il Socio aggiunto, è vero non concorre nel sostenere le spese o incrementare il reddito di Studio, però è parte fondamentale della struttura: segue i nostri ritmi che sono dettati da scadenze processuali, redazione contratti e policy aziendali, per non parlare di aerei, treni e lunghi tragitti in auto.
Web ha un suo blog, partecipa ai convegni e quando esce una sua foto o un suo video raccoglie subito tantissimi: “Mi Piace”, un po’ mi sento in competizione perchè al sottoscritto sono affidate le relazioni pubbliche per il gruppo.
A Web, quando sono incerto su qualcosa, segretamente affido le mie decisioni: lo metto davanti alle scelte e osservo le sue reazioni…l’ultima è stata quella scegliere il nuovo template dello Studio, quello con la musica non lo attirava più.
Carlo Infante, libero docente di Performing Media, mi ha intervistato durante una puntata di Salva con Nome trasmessa da RAINews24 sul tema del Reputation Capital.
Le domande inerenti il controllo sui dati personali in Internet, sugli strumenti di salvaguardia della propria reputazione della propria identità in Rete e nel web 2.0 che esprime un doppio senso, sia positivo nell’atto di produrre attenzione e credibilità nella blogsfera e nel social networking , sia negativo nel momento in cui si produce disinformazione e diffamazione hanno reso viva l’intervista che potete seguire anche da qui
"Sotto un cielo di bit" nasce da una riflessione: l'Uomo nella sua storia si è orientato prima grazie agli elementi naturali e poi dall’uso delle tecnologie. Ho rispolverato un pò di cultura generale, quella che a scuola pesa ma poi ritrovi, come valore aggiunto, ed ho pensato agli antichi che si orientavano nella navigazione attraverso le stelle. Gli stessi personaggi usavano le stelle non solo per tracciare una rotta, in terra o in mare, ma per interrogarsi sul futuro della loro vita orientando piramidi e templi secondo la posizione delle costellazioni. Vivevano sotto un cielo di stelle, punti luminosi, visibili, infinitamente piccoli e lontani dalla mano dell’Uomo. Oggi 4000 anni dopo, nella Società dell'informazione, quali sono i punti che possono indicare una nuova strada della conoscenza? Quali sono i punti che tracciano nuove rotte di informazione? Quali sono i punti che usiamo ogni giorno per essere sociali, per comunicare, per affermare il diritto in Internet, la libertà digitale? Per me sono i "bit" in cui i simboli del sistema numerico binario, sono chiamati zero e uno. In conclusione il blog si chiama "Sotto un Cielo di Bit" proprio per questo motivo. In questo spazio parlerò di ICT Law, di diritto della comunicazione, di fenomeni sociali connessi alla Rete, di politiche dell’innovazione. Il mio nome è Massimo Melica e mi baserò sull' esperienza di avvocato specializzato nel diritto applicato alle nuove tecnologie della comunicazione. Buon Internet a tutti.