Non prendiamoci in giro il Collegio è stato di fatto sfiduciato dal personale dell’Autorità garante
Ho da poco terminato di seguire, non lo nascondo con molta attenzione, la puntata di Report in onda su Rai3 in cui si è parlato anche del ruolo del Collegio dei garanti presso l’ Autorità Garante per la protezione dei dati personali
La prima considerazione è sulla delegittimazione che di fatto gli Uffici dell’Autorità, composta da impiegati, funzionari e dirigenti, hanno posto nei confronti del Collegio che li rappresenta. Di fatto la base amministrativa ha sfiduciato i quattro componenti.
L’indagine di Sigfrido Ranucci non sarebbe esistita senza le numerose comunicazioni interne, (mail, documenti, indiscrezioni) arrivate dall’interno della struttura amministrativa. Quando questo accade vuol dire che all’interno dell’Istituzione sono venuti meno quegli elementi come: il rispetto, la fiducia, la colleganza.
La seconda considerazione è che non ci si può trincerare dietro affermazioni come: “la norma non lo prevede”, “mi sono astenuto”, “sono spese autorizzate”, “non sapevo”.
Nelle Istituzioni dove non arriva la norma deve arrivare l’etica, la morale, il buonsenso di chi le rappresenta.
Premessa la buona fede di tutti i soggetti coinvolti, (mi auguro che i costi del macellaio e del parrucchiere possano essere chiariti e/o rimborsati), sarà difficile – salvo eclatanti colpi di scena – che questo Collegio riesca a ricostruire quel senso di fiducia tra gli operatori e i cittadini.
Dispiace, molto.











