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I 10 modi in cui Facebook ha peggiorato la nostra vita

Questo post vuol essere una risposta ironica all’articolo di Angelo Marra pubblicato su Tech Fanpage, in cui evidenzia “I 10 modi in cui Facebook ha migliorato la nostra vita”.

Per riportare l’altra parte della medaglia di Facebook, userò lo stesso stile dell’articolo dell’ottimo Angelo Marra.

Quando si parla di Facebook molto spesso i toni sono entusiastici affidando al social network, più diffuso nel mondo occidentale, una serie di eventi e miglioramenti in favore dell’essere umano come: strumento di condivisione per le ideologie rivoluzionarie nei Paesi del nord Africa, sviluppo della Politica 2.0 e con maggiore partecipazione del cittadino, promozione della raccolta fondi umanitari per contrastare i danni provocati dalle calamità naturali.

In realtà anche il “santo” bianco e blu ha conquistato qualche demerito ed è giusto che gli venga riconosciuto. Dopotutto tanti lo esortano dalla mattina alla sera, ma proporzionatamente alla popolarità che ha raccolto, circa un miliardo di utenti, qualche lato negativo lo dovrà pure avere.

Ecco quindi una simpatica lista dei “demeriti” di Facebook.

1) Facebook ha abbattuto il concetto di privacy e riservatezza, spingendo gli utenti meno accorti ad un indiscriminato e illecito trattamento dei propri dati personali e di quelli altrui;

2) Facebook illude gli utenti garantendo una falsa popolarità, in realtà i migliaia di amici presenti in bacheca si devono ridurre ad una decina di conoscenti digitali tutti coesi alla ricerca di una improduttiva popolarità;

3) Facebook ha creato confusione tra il marketing politico e la politica 2.0, i casi di scuola come “Sucate”, i “like taroccati” e tanto altro ancora non hanno spostato preferenze elettorali ma piuttosto riaffermato quelle già radicate tra gli elettori;

4) Facebook ha aumentato i casi di Internet Addiction Disorder tra coloro che si pongono in maniera di sudditanza davanti alla tecnologia, sostituendo le relazioni sociali a mere relazioni digitali;

5) Facebook offre un’immagine distorta della realtà se consideriamo che il miliardo di utenti registrati in tutto il Pianeta possono ridursi di oltre il 40% se consideriamo i profili falsi, i fake e quelli aperti ma mai utilizzati con regolarità;

6) Facebook, come Twitter, hanno impoverito l’estetica della scrittura attraverso messaggi limitati dal numero di caratteri e con la conseguente diffusione di incomprensibili sigle ed emoticon;

7) Facebook ha diffuso i casi di diffamazione, minacce, stalking e truffe on line limitando così la fiducia nel Web da parte degli utenti e degli investitori;

8) Facebook ha limitato la creatività e la capacità critica degli utenti: da una parte ha posto in pericolo lo sviluppo dei blog sempre più qualitativi e concreti; dall’altra ha appiattito la partecipazione delle persone limitandola ad apporre un mero “like”;

9) Facebook, come altre piattaforme, richiede molta più banda di connessione e quindi rallenta le applicazioni Cloud;

10) Facebook ha riacceso la lotta di classe tra lavoratori e padroni allorquando quest’ultimi, ponendo i filtri al server, non permettono l’utilizzo del social network, durante gli orari di lavoro.

Se siete arrivati sin qui, con il sorriso sulle labbra, aggiungo l’ultimo punto a sfavore: “Facebook sarebbe perfetto se non ci fossero gli utenti che violano il principio per l’uso responsabile e consapevole della risorsa tecnologica”

Quindi siate connessi sempre ma con giudizio.

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