Riflessioni recenti

Commemorare le stragi con responsabilità

Non desidero avviare una polemica ma le commemorazioni annuali stancano.
La notizia è di ieri sera, proviene da Palermo, dove per la commemorazione della morte del Giudice Paolo Borsellino erano presenti meno di cento persone ed uno/due rappresentanti della politica. Questa scarsa partecipazione ha un significato?
Ricordo l’etimologia della parola “commemorare”, essa viene dal latino “cum” =insieme e da memoràre=ricordare quindi “ricordare insieme”. Ma occorre essere per forza presenti? La mia risposta è no, perchè si corre il rischio di cadere nell’assuefazione al dolore. Prendete la commemorazione per la strage di Bologna, che tra qualche giorno verrà riproposta, da anni è l’occasione per fischiare il rappresentante del governo (di dx o sx che sia) , il rappresentante dei sindacati o qualunque persona abbia il coraggio di salire sul palco. Alla folla non interessa ascoltare i soliti discorsi, desidera constatare i fatti e i progessi svolti nelle indagini giudiziarie.
Il rischio delle periodiche commemorazioni è di svilire il vero senso della storia e delle problematiche sottese, ottenendo l’effetto contrario.
Forse sarebbe utile tornare a “commemorare” le vittime delle stragi avendo alle spalle i responsabili in carcere, in questo caso i fischi verrebbero sostituiti da applausi e riconoscenza.

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