Riflessioni recenti

  • Home
  • Politica
  • Il bicchiere di plastica schiacciato sul bagnasciuga

Il bicchiere di plastica schiacciato sul bagnasciuga


Concedersi un giorno di vacanza in una delle più belle spiagge italiane, lontano dal lavoro e da qualunque strumento tecnologico, non impedisce di staccare del tutto il cervello.

Inizio a fissare quell’anomalia sulla sabbia a qualche metro da me, aguzzo la vista e distinguo chiaramente un bicchiere di plastica schiacciato, mi alzo per andarlo a raccogliere e fatti pochi metri una donna davanti a me lo pesta, si ferma, lo guarda, controlla che il piede non abbia subito ferite e prosegue.

Perché questa reazione? Non poteva raccoglierlo?

Mi incuriosisce questa risposta, rallento, incrocio due ragazzi, uno dei due schiaccia il bicchiere, si ferma, io tiro un sospiro di sollievo pensando che lo raccoglierà, ma il giovane accenna con insuccesso un palleggio da football con il pezzo di plastica e poi prosegue.

Uffa hanno tutti il mal di schiena?

Ormai tengo d’occhio il bicchiere di plastica, deciso a raccoglierlo dopo aver visto qualche altra reazione, passa un uomo lo calpesta e non ci fa caso…insomma: ragazzi, donne e uomini con accenti regionali diversi ci passano vicino – alcuno sopra – ma nessuno lo raccoglie.

Ottimo, toccherà a me farlo, l’ho visto da lontano, sarà il destino.

Parto, allungo il passo, ma un signore straniero lo vede, lo raccoglie e lo mette in tasca.

Mi sento sconfitto, se non avessi passato il tempo a farmi tante “menate sociali” sarebbe stato mio quel bicchiere e trionfalmente lo avrei portato al cestino dei rifiuti; invece no guardo il menefreghismo degli altri ed esco sconfitto da un turista straniero che senza pensarci due volte lo ha raccolto.

Penso ad uno scherzo, magari una trollata, in qualche modo voglio dare la possibilità ai miei connazionali di rifarsi, prendo una banconota da dieci euro e con la scusa di bagnarmi le mani la lascio a qualche metro dalla riva. Pochi istanti e arriva sul bagnasciuga, millesimi di secondo e viene raccolta dal primo “connazionale felice” per aver trovato la colazione di domani.

La Pubblica Amministrazione in Italia è lasciata da noi cittadini allo stesso modo di quel bicchiere di plastica, ci passiamo sopra, la ignoriamo, non la sentiamo nostra e alla fine: abbandonata a se stessa resta un rifiuto inoperoso.

Se diversamente dobbiamo raccogliere un piccolo egoistico vantaggio, allora siamo: vigili, attenti, efficaci.

Mi direte che generalizzo troppo?
Fate Voi una prova…è estate!

Commenti

commenti su Facebook

3 Comments

  • Paolo Di Pietro

    3 agosto 2012 at 19:33

    Massimo,

    Il tuo post è alquanto ambiguo ….

    Mi stai per caso lasciando intendere che dobbiamo raccogliere la pubblica amministrazione e buttarla in un cassonetto, perchè lasciata lì, in bella vista, non è bella da vedere come il bicchiere schiacciato?

  • Diego Alice

    3 agosto 2012 at 20:50

    Eh, uh…ah, oh, e potrei continuare con altre esclamazioni intercalate da sconforto e riflessioni variegate.

    Porrò invece la mia considerazione su tre singoli punti.

    1) Ottimo spunto Massimo, mi piace sempre leggerti e sproni alla riflessione.
    2) Siamo in mano degli stranieri, per genuflessione e demerito, o “merito”, dipende dall’angolazione, in sostanza meritiamo di essere in panchina da tempo.
    3) Nei supermercati capita spesso, lungo le corsie di trovare prodotti freschi da frigo, abbandonati fuoriposto e quindi in probabile deperimento dovuto al caldo, spesso li segnalo, oppure noto che mai nessuno si sofferma a raccogliere un prodotto caduto dallo scaffale, e spesso per le corsie dei market circolano bambini distratti… o lungo le strade non conto più quante sono le pietre spostate, gli avvisi dati su ostacoli ( fermandomi, quando tutti lo evitano) e via così.

    E’ estate scrivi tu, io invece chioso con un ” E’ L’ITALIA CHE VA, CON LE SUE MACCHININE BRUM BRUM…”

    Buone vacanze Massimo, quanto meno un Italiano vero…scrive e riflette.

  • Massimo

    4 agosto 2012 at 15:31

    Paolo forse mi sono espresso male, il mio messaggio è di aver maggior cura della Pubblica Amministrazione.

    Diego concordo che c’è una mala gestione imperante che colpisce ogni settore, quello della PA è solo l’apice.

Lascia un commento