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Il video shock sul bimbo palestinese maltrattato, è falso?

Potere di internet e scaltrezza nella comunicazione, ecco a noi il video choc dalla Cisgiordania che indigna il mondo, ma allo stesso modo potrebbe essere una bufala.

I telegiornali riportano le immagini cruente, i social network amplificano le visualizzazioni, milioni sono i commenti che condannano l’episodio ma nessuno evidenzia che il video possa essere il frutto di una sceneggiatura degna di una fiction.

Partiamo da un dato di fatto: “tantissime volte su youtube abbiamo visto truppe israeliane colpire, arrestare, mettere in fuga adolescenti e bambini palestinesi colpevoli di manifestare o semplicemente giocare in una zona militarizzata.”

Questa volta il video che viene portato all’attenzione dalle fonti di stampa ha delle palese incongruità: la sceneggiatura, l’abbigliamento del soldato, la dinamica dell’azione e il montaggio mostrano palesi incongruenze nell’agire dei presunti soldati israeliani, la dinamica con cui il protagonista – in negativo – custodisce l’arma, immobilizza il ragazzino, viene percosso, smascherato dal suo passamontagna e infine soccorso da un altro militare palesa dubbi sulla sua autenticità.

Ma questo non è il mistero principale se consideriamo che sul web circola la foto della famiglia dell’adolescente ripresa, dopo aver girato il video, con un soggetto incredibilmente somigliante al soldato israeliano. Coincidenza o controinformazione?

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I pensatori dell’Associazione “Il dito nell’occhio” questa mattina hanno avviato un “liberale confronto” alla ricerca della verità, individuando una serie di particolari sulla divisa dei soldati, sulle modalità dell’azione, che destano e alimentano non pochi dubbi. Il soldato aggressore non ha l’elmetto, questo avrebbe reso complicato lo smascheramento, non ha la cintura di ordinanza, il giubbino antiproiettile e cosa che solo chi è del posto può confermare parla con un forte accento arabo. Dubbi riportati anche in questo video, diverso da quello diffuso dalle fonti giornalistiche.

 

Insomma i dubbi sono tanti, le verità latitano tra la strumentalizzazione dell’informazione e la manipolazione dell’opinione pubblica che ha raggiunto livelli altamente preoccupanti.

La verità non la conosceremo mai, sappiamo solo che ormai è sempre più personalizzata a vantaggio delle proprie individuali convinzioni.

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