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La Rete, la politica e il Presidente Napolitano

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La democrazia realizzata anche attraverso le nuove tecnologie, costituisce il desiderio di ogni parte politica sebbene, taluni vedono la Rete solo come forma di accrescimento del consenso ed altri come stimolo di partecipazione e ascolto.

Al di là delle utopiche aspirazioni, la rete evidenzia e spesso amplifica: pregi e difetti della società.

Ieri ho ascoltato, come penso molti italiani, il discorso di giuramento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ero incuriosito dai temi che avrebbe trattato e dalle strategie comunicative che avrebbe usato.

Chiaramente ogni cosa che si pone allo sguardo di due o più spettatori, subisce l’interpretazione di ciascuno di essi, quindi eviterò di riferire la mia opinione sull’intero discorso cercando di soffermare, la mia e la tua attenzione, sul tema della Rete.

Il Presidente Napolitano ha testualmente affermato: “Non può, d’altronde, reggere e dare frutti neppure una contrapposizione tra Rete e forme di organizzazione politica quali storicamente sono da ben più di un secolo e ovunque i partiti. La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all’aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c’è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all’imperativo costituzionale del “metodo democratico”

Il Presidente della Repubblica ha portato un po’ di chiarezza sul contributo che la Rete può portare alla politica ma, allo stesso tempo, mi sembra che abbia dato il suo “monito” affinchè non si rischi di enfatizzare il ruolo dello strumento al di sopra delle sue possibilità , disgregando quella che è la forma costituzionale che lega il popolo al suo parlamento, ossia i partiti.

Siamo sinceri, in Rete non si è in grado di convincere alcuno affinchè cambi opinione politica, questo è un dato assodato! La Rete serve per aggregare persone che la pensano allo stesso modo, affinchè si sorreggano nelle idee, nelle proposte, nelle soluzioni.

La Rete oggi non è in grado di convincere chi la vive e la utilizza, questo per la moltitudine delle fonti informative a sua disposizione, ma è capace di fornire all’esterno un’immagine distorta e ridondante della realtà.

Posso avere un’idea, un candidato sorretto da poche migliaia di utenti, per fare nascere un caso nazionale oppure posso usarla per dividere e per bersagliare non solo il nemico di turno, quanto l’avversario.

Mi auguro che questi siano fenomeni passeggeri e che la Rete sia in grado di far emergere personaggi e idee innovative che, con senso etico, contribuiscano alla ripresa del Paese.

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