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Letterina a Bimbo Natale affinchè porti un po’ di…vergogna

Caro Bimbo Natale,

lo scorso anno le tue renne avevano problemi di stomaco, anziché lasciare in Italia una striscia di stelle luminose, hanno lasciato una striscia di merda che la metà sarebbe bastata.

E’ stato un anno pessimo non perché il Prof. Mario Monti non abbia cercato di dialogare all’estero in tutte le lingue possibili per salvare le sorti di questo Paese, ma perché ha evitato di parlare l’italiano alla gente di questa nazione che spesso si è trovata a non comprendere sino in fondo le ragioni della crisi economica che senza dubbio non ha creato.

Siamo affondati lentamente come la nave Concordia, incagliata da uno scoglio sbucato all’improvviso a sua insaputa, con il capitano che ha pensato di fuggire tradendo prima ancora che se stesso la tradizione secolare dei Comandanti delle navi.

Bimbo Natale potrei chiederti di tutto: soldi, lavoro, posti letto negli ospedali, opportunità per i giovani, magari il calo del costo della vita che potrebbe far star tutti bene: dai pensionati ai più giovani, ma preferisco chiederti una cosa rara, qui in Italia, un pizzico di “vergogna”.

Sì, hai capito bene, proprio quel sentimento di colpa o di umiliante mortificazione che si prova per aver adottato un atto o un comportamento avvertito come disonesto, sconveniente, indecente.

Porta un pacco di vergogna molto grande a coloro che hanno abbandonato le proprie responsabilità: dalla nave incagliata, al senso di giustizia, al senso della comunità.

Oggi ci sono persone che tradiscono un ideale, un valore, un senso di equità per potere o per soldi, quest’ultimi che poi si useranno per comprare un costoso orologio da polso, per avere la seconda o terza casa, per acquistare autovetture oppure per acquistare la pelliccia all’amante e la casa al mare alla moglie.

Queste persone non mancano, esibiscono sotto i riflettori le loro ricchezze bagnate dalle lacrime di chi perde un lavoro, di chi non trova un posto in ospedale, di chi non vede un futuro, di chi deve ogni giorno sopravvivere tra tanta tristezza e coraggio.

Vedi Bimbo Natale in Italia le persone che hanno mal governato il bene pubblico non saranno mai raggiunte dalla Giustizia: vuoi perché è resa cieca, vuoi perché arriva sempre la prescrizione che salva tutti; almeno se gli regali la “vergogna” potranno redimersi e magari operare per il bene semplicemente facendo il proprio dovere.

Viviamo la fine dei miti. Alle persone come me hanno insegnato che occorre sollecitare i giovani a praticare dello sport, magari il Calcio che è quello definito “nazionale”, adesso ho tanta difficoltà a dirlo perché sono numerosi gli scandali, le partite corrotte, l’esempio scadente di un mondo che ha perso il ruolo pedagogico.

La politica non ne parliamo, se un tempo era terreno fertile per le ideologie, adesso è terra di di conquista mentre i comici ci strappano un sorriso amaro portando in scena i personaggi che governano questo Paese sia politicamente che a livello imprenditoriale.

Ai furbi, ai corrotti, ai ladri  porta tanta vergogna, una vagonata di vergogna: per aver usato il denaro pubblico per fini personali, per aver distrutto un sistema economico, per aver preso in giro tanti giovani, per aver umiliato una generazione di vecchi affamati di dignità e costretti a rubare in un supermercato una fetta di formaggio o un cartoccio di latte.

Bimbo Natale porta tanta vergogna a chi, con la scusa di dare lavoro, ha inquinato una città bellissima sorta tra due mari, causando tumori, disperdendo amianto nella campagne, nutrendo i polmoni dei bambini con polveri sottili tanto alla fine viveva al nord!

Caro Bimbo Natale, sono indignato!

Lo sai che quest’anno a Natale mancheranno all’appello 127 persone, spesso imprenditori e padri di famiglia, che hanno deciso di togliersi la vita per riprendersi la propria dignità? Anche alle banche sarebbero serviti di più da vivi che da morti e forse proprio per questo hanno deciso di liberarsi dal peso di una crisi economica e da un maledetto sistema finanziario.

Insomma mi dispiace averti descritto un quadro negativo ma non posso nascondere la realtà, per troppo tempo è stata nascosta e questi sono i risultati.

Da ultimo porta un pacchettino di vergogna anche a me, ne userò un pochino subito per non aver fatto nulla affinchè tutto ciò accadesse e un pochino la metterò da parte e, per paura di usarla, sarò molto più accorto nelle mie condotte e magari questo servirà di esempio anche per gli altri.

In fin dei conti non possiamo cambiare tutti insieme, ma uno alla volta sì,…uno alla volta si può.

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One Comment

  • Attilio A. Romita

    22 Dicembre 2012 at 20:40

    Una lettera triste per un periodo di festa, ma vera e da condividere. Moltissimi di noi, chi più chi meno, proveremo vergogna, un po di tristezza e faremo buoni propositi.
    Ma gli altri, quei pochi o molti, che non hanno fatto o hanno fatto solo per loro, penso che non capiranno la tua lettera ….è scritta i in italiano e loro capiscono solo il guadagnese nel dialetto soldesco che si parla in una astronave che ci incombe dall’alto e da la detta leggi e punisce chi non si adegua (ricordi il serial TV Visitors?).
    Parlarne però fa bene ed un po per volta forse ci farà vedere l’alba che speriamo non sia una flaccida balena bianca che prende il posto dei visitors.
    Buone feste amico mio (se me lo permetti).
    Attilio A. Romita

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