Riflessioni recenti

La politica non piace più

Italia tricolore

L’avvento delle nuove tecnologie della comunicazione ha fatto immaginare che, con la diffusione  di Internet, si sviluppasse una democrazia responsabile e controllata per il raggiungimento del benessere comune.

In realtà, almeno nel nostro Paese, questo fenomeno non si è manifestato e l’astensione alle urne ha raggiunto, negli ultimi anni, percentuali allarmanti.

La domanda che nasce spontanea è se sia la politica a non piacere più o siano i suoi rappresentanti a non convincere più gli elettori per avere il loro voto. Al momento non esiste una risposta, dobbiamo aspettare anni o forse solo qualche mese per vedere se il trend negativo continuerà a crescere o – speriamo – decrescere.

Eppure settimanalmente almeno sette sono le trasmissioni che, tanto in prima quanto in seconda serata, snocciolano i temi dell’attualità politica sempre alle prese con i problemi dei rifiuti campani, dei lodi, della giustizia, dell’economia e della scuola…per non parlare della Sanità che stranamente risulta completamente assente.

In questo contesto il Presidente di Confindustria lamenta che il Paese si trova in uno stato di immobilismo economico, credo che debba essere ascoltato, al di là di ogni riflessione politica.

Intanto ci avviciniamo ai festeggiamenti per il 150° anniversario dell’unità d’Italia con il vestito più sporco, più lacero, più vecchio. Ad una festa ci si  dovrebbe presentare puliti, ovvero non corrotti, più coesi ovvero senza idee di scissione, più giovani ovvero con grandi idee di innovazione.

Credo che in una possibile agenda politica tre siano i temi importanti: l’unità nazionale, la legalità ed il lavoro inteso come strumento di libertà economica per ciascuna persona.

Aggiungerei che occorrono anche persone etiche…ma questo mi sembra troppo ovvio per ricordarlo.

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One Comment

  • Marco Pierani

    2 Novembre 2010 at 09:39

    Massimo, al lordo dell’utilizzo delle nuove tecnologie per sviluppare una Democrazia più responsabile, vogliamo magari anche ricordare che il nostro è un sistema parlamentare, il governo va avanti finchè ha la fiducia nelle due Camere e che i parlamentari sono eletti senza vincolo di mandato, essi rappresentano l’intera cittadinanza? Questo dice, in effetti, la nostra Costitituzione, che non mi risulta essere stata abrogata. I parlamentari, di destra, di sinistra, di centro o di nulla sono liberi di prendere le loro determinazioni, certo facendo questo si prenderebbero anche le conseguenti responsabilità, d’altra parte non fare semplicemente nulla,di fronte al pure evidente sentimento di sfiducia che cresce nei cittadini, a mio avviso graverebbe loro di anche più ampie responsabilità, non ultima quella di contribuire ad abbattere ulteriormente, dopo la mazzata che ha ricevuto dall’ultima legge elettorale, l’autorevolezza dell’Organo parlamentare dove dovrebbe risiedere il senso della nostra Democrazia rappresentativa…

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