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Campagna elettorale 2011: per l’Italia è la prima sul Web

Una sproporzione tra pro e contro

Le campagne elettorali di questi giorni possono essere considerate le prime che hanno cercato il consenso anche sul Web.

Da entrambi gli schieramenti ci sono stati forti investimenti: siti, pagine su Facebook, blog, adv sui social network, video virali, tutto è servito per comunicare il proprio programma elettorale o, meglio ancora, denigrare il messaggio prodotto dalla coalizione avversaria.

Indubbiamente è da sottolineare l’enorme sforzo economico messo in campo, tuttavia si avverte che Continue reading “Campagna elettorale 2011: per l’Italia è la prima sul Web” »

Wikileak la nuova comunicazione tra reati e complicità

Robin Hood, paladino della libertà, innovatore, giustiziere o semplicemente Mendax – il suo appellativo usato in rete che gli valse il primo arresto per violazione di un sistema informatico – questi sono i sopranomi che identificano Julian Assange, giornalista programmatore nonché attivista australiano, creatore del portale Wikileaks.

I fatti: Assange in modalità non meglio precisate entra in possesso di notizie e informazioni digitali riservate, confidenziali o addirittura segrete di proprietà del Governo americano originate dallo scambio interno tra i suoi funzionari civili e militari.

Tutto ciò ha provocato lo stato d’allerta in tanti governi ed agenzie di spionaggio che hanno destinato ingenti risorse e immensi sforzi per arginare la fuga di notizie che coinvolge migliaia di persone: dai trafficanti di droga, armi, diamanti, fino ai terroristi, attraverso imprenditori, giornalisti, ecclesiastici e funzionari di governo. Continue reading “Wikileak la nuova comunicazione tra reati e complicità” »

Google vive da parassita, parola di Carlo de Benedetti

Carlo de Benedetti

Sul web riscuote tanto clamore le dichiarazioni che Carlo De Benedetti, Presidente del Gruppo Editoriale l’Espresso, ha rilasciato a Capri in occasione del Convegno Between “Giochiamoci il futuro”, giunto alla terza edizione.

Le dichiarazioni sono secche e precise, non ricorrendo a giri di parole per definire l’operato di Google, come un vero e proprio parassita nell’economia: “Il motore di ricerca non può vivere da parassita, raccoglie 400 milioni di pubblicità senza fornire alcun prodotto, ma veicolando i nostri contenuti, non può continuare a trarre un profitto colossale dai nostri contenuti, è assurdo e non esiste. Loro stessi lo hanno capito, ma fanno una certa resistenza”.

Per la miseria, un fulmine a ciel sereno sarebbe stato meno folgorante…non vuoi che adesso alla faccia della condivisione dei saperi, della conoscenza comune e di tante chiacchiere legate ad un certo filone nel web si ritrovano i due gruppi quello dell’Espresso e di Mediaset (che ha chiesto un risarcimento millionario a YouTube) economicamente alleati?

Speriamo che arrivi presto in Italia un nuovo colosso del settore del commercio elettronico in modo da riequilibrare il mercato tra Google per i servizi sulla rete ed Apple per i device…ma chi? Le scommesse sono aperte.