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Tra Marco Camisani Calzolari, Beppe Grillo e la Rete tutti parlano ma nessuno ascolta

Che brutto fine settimana per l’internet italiano riportato dai media tradizionali , televisione e carta stampata, unicamente per la disputa tra Marco Camisani Calzolari e Beppe Grillo sui presunti fake follower.

Provo a mettere un po’ di ordine, ad esclusivo vantaggio dei lettori meno esperti sulle questioni legate alla Rete, per tutti gli altri possono andare direttamente alle “conclusioni”.

Da giorni ormai si parla del Prof. Marco Camisani Calzolari in quanto autore di una ricerca scientifica, con la quale è possibile generare una metodologia tecnico-informatica che fa emergere, con un basso tasso di errore, i fake follower presenti nei profili di Twitter.

La ricerca scientifica, a dir la verità, ha suscitato non poche critiche in Rete tra alcuni matematici in merito: ai criteri adottati, alla mancanza di una adeguata e preventiva sperimentazione, agli algoritmi sottesi.-

Ciononostante la ricerca ha avuto il merito di evidenziare, ad una platea più numerosa, la prassi di acquistare follower da agenzie specializzate per accreditarsi sul social news.

I casi di repentine esplosioni di follower, sui profili delle così dette TwittStar, ha dato sempre il segno empirico ed evidente di attività dopate.

Pochi giorni fa, il Prof. Camisani ha anticipato il risultati di una ricerca compiuta sull’account twitter di Beppe Grillo – portavoce del Movimento politico Cinque Stelle – affermando che oltre il 50% dei follower sostenitori del leader è falso, quindi non sarebbero veri i sostenitori di Beppe Grillo su Twitter.

* nota  Sfruttando l’enorme potere bidirezionale di uno spazio digitale, evidenzio che Roberto Scano attraverso la mia bacheca su Facebook mi fa notare che: “affermando che oltre il 50% dei follower sostenitori del leader è falso” non è corretto. La ricerca si conclude ipotizzando un comportamento – secondo l’algoritmo con quindi falsi positivi e negativi – similare ai BOT del 54% dei follower” Credo che alla fine la questione poco cambi sotto il profilo della credibilità che ha un profilo su Twitter, tuttavia questo poco importa. Forse occorreva una maggiore riflessione sin dall’inizio quando si è avvertita la necessità di redigere la “ricerca scientifica” *

La questione a mio avviso non è di gran valore, perché l’unica attestazione di stima verso un programma politico i cittadini elettori sono chiamati a darla nelle urne elettorali e non su piattaforme sociali come Twitter, Facebook o Google Plus.

               A questo punto, apriti cielo!

Beppe Grillo, sentitosi offeso ha denunciato una macchina del fango in suo sfavore, ha risposto “seccato” dal suo blog alle accuse del Prof. Camisani definendolo non parziale per i suoi rapporti con l’On.le Silvio Berlusconi – non solo di amicizia ma anche economico-commerciali – e smontando punto per punto l’efficacia della ricerca scientifica.

Da questo momento in poi la vicenda ha portato la tradizionale spaccatura in Rete tra pro-Grillo e pro-Camisani; sono fioccati articoli, commenti, complotti tanto da rendere l’intera vicenda insopportabile.

Infine, il Prof. Camisani afferma di aver subito offese e minacce on line dai simpatizzanti di Grillo, di temere per la sua famiglia e arrivando a cancellare la sua presenza “storica” nei social network.

Conclusioni

Tra i due contendenti prendo le parti del Web, violentato nella sua genesi costruttiva, imbarbarito da persone che non sono in grado di apprezzarne le infinite opportunità di dialogo e di partecipazione alla vita democratica.

Ignorare la cultura digitale tende a dare importanza ai fake follower, il tutto come se non avessimo problematiche più importanti da risolvere, come ad esempio, in occasione della sottoscrizione di una lista per la partecipazione/presentazione nelle competizioni elettorali.

Quella è l’occasione per scatenarsi nella dialettica costruttiva, non quelle più ludiche sui fake follower in quanto legati ad un un giochino/passatempo come Twitter.

La politica ormai sta inquinando il web italiano, prepariamoci al peggio in occasione delle prossime elezioni e se Sucate vi è sembrato pesante…non avete visto ancora nulla.

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