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Tra politici e cittadini su Twitter c’è un social media strategist

Apprezzo Giulia Bongiorno, collega penalista nonché fondatrice insieme a Michelle Hunziker della fondazione onlus Doppia Difesa che assiste le donne vittime di discriminazioni, violenze o abusi.

Da ultimo, Giulia Bongiorno già parlamentare, oggi è candidata alla presidenza della Regione Lazio.

L’occasione migliore per un dialogo certamente è data da Twitter, infatti proprio ieri sera in un momento di attesa sotto la pioggia prima della cena con amici, con il cellulare rispondo su Twitter all’On.le Bongiorno, consigliando di scegliere autonomamente i “compagni di squadra” per la difficile gestione della Regione Lazio.

Più diretto e incisivo il commento di Giovanni Ciasullo:
bongiorno00

Passa qualche minuto e appare questo messaggio, sicuramente retorico per una comunicazione politica su Twitter.
bongiorno_a

Ottimo lanciare i propri punti programmatici, pericoloso è farlo su un social news che presenta il limite e la sua forza nei 140 caratteri. La prova è costituita dal punto 2) molto discutibile in quanto crea discriminazione. “Molte meritano di più” e le altre? Le escludiamo? Poniamo una scelta meritocratica e le altre le mandiamo a far le veline?
Accetto la sfida e rilancio con alcuni punti programmatici, proseguendo la numerazione:

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Non soddisfatto aggiungo altri quattro punti in due minuti:

bongiorno02

“buoni spunti …ora ti seguo” (????) ma siamo a scuola o parliamo di politica e programmi?
Questa non sarebbe MAI stata la risposta del parlamentare Giulia Bongiorno: non è nel suo stile: a) ci siamo incontrati un paio di volte e dovrebbe ricordarsi di me; b) non si può premiare un cittadino elettore in una forma partecipata della politica con un “ora ti seguo”; c) sarebbe più opportuno rispondere: “grazie per contributo, li valuterò attentamente e ti sottoporrò il lavoro. Grazie

A questo punto è evidente che dietro quel profilo si trovi un community manager o un social media strategist, un candidato non mi risponderebbe mai: “è difficile, ma se puoi aiutami”.
Cosa è difficile?
a) redigere un programma?
b) essere eletta?
c) trovare persone serie, oneste e capaci per formare una lista?

Concludo rispondendo:

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Silenzio, chiusa la conversazione

Conclusioni

Il difficile mondo della comunicazione politica nella sfera digitale si affronta in modo più strategico e non confidenziale, sicuramente deve essere esclusa una modalità ed uno stile vicino ad una chat amicale.
Occorre sapientemente costruire un dialogo con i cittadini-elettori, esporre le proprie idee in modo istituzionale e magari farlo personalmente.
Non mi resta che augurare un buon lavoro a tutti i candidati che, in occasione delle imminenti elezioni, si affidano a Twitter per chiedere un voto ritenendo che il modello Beppe Grillo e Movimento 5 Stelle sia facilmente esportabile.
Il mondo del web è trasparente, proprio per questo talvolta è difficile da interpretare attraverso le logiche tradizionali.

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