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VeryBello.it un’offesa alla competenza e alla creatività digitale italiana

VeryBello.it ha sorpreso un po’ tutti, il portale degli eventi culturali presentato dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dott. Dario Franceschini, come “un quadro, unico al mondo, di iniziative promosse in vista dell’Expo che inizierà a maggio”, si è rivelato come il più grande e imbarazzante insuccesso della comunicazione istituzionale italiana.

Incompetenza, presappochismo, negligenza si palesano in VeryBello.it costringendo il malcapitato visitatore o l’esperto della materia ad un conato di vomito.

Il portale è già un caso di studio, studiare verybello.it significa imparare in pochi minuti tutto ciò che non si deve fare nella progettazione e realizzazione di un portale, in particolare – sotto l’aspetto giuridico – non sono presenti o rispettate:

  • policy privacy previste obbligatoriamente dalla normativa nazionale e comunitaria, anche in riferimento alla tracciabilità dei visitatori attraverso l’utilizzo di cookies e sugli obblighi dell’informativa;
  • ottemperanza alle norme sull’accessibilità di cui alla Legge 9 gennaio 2004, n. 4 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”; con i seguenti: Decreto del Presidente della Repubblica, 1 marzo 2005, n. 75, Regolamento di attuazione della Legge 9 gennaio 2004, n. 4 per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici e Decreto Ministeriale 8 luglio 2005, Requisiti tecnici e i diversi livelli per l’accessibilità agli strumenti informatici.
  • ToS Terms of Service (Termini di servizio) non presenti ed essenziali al fine di comprendere diritti e obblighi del visitatore nella consultazione del sito.

Non mi dilungo sulle lacune tecniche evidenziate sulla rete in modo corale, come la mancanza di una o più lingue straniere, la presenza di bug, la scarsa indicizzazione, mi limiterò sugli aspetti legati al procedimento amministrativo, ponendomi alcune domande:

  • la realizzazione del portale è stata affidata attraverso una regolare gara pubblica o si tratta di “pappetta” ministeriale? Per carità nessun sospetto, basta rispondere, ma su un tema così importante la trasparenza è necessaria;
  • perché l’agenzia di comunicazione LOLAETLABORA srl, di cui i due soci Andrea Steinfl e Antonella Marra, si è intestata il dominio verybello.it il 24 novembre 2014? Vuol dire che l’incarico è stato dato in quei giorni? Visto il pessimo risultato, quale criterio di scelta è stato adottato?
  • viste le infinite critiche scoppiate in rete sabato mattina, come mai domenica sera non si è provveduto ad un restyling immediato del portale? Mancanza di addetti o carenza di passione verso il lavoro?

Un portale così brutto, in poche ore è possibile rivoluzionarlo, basta lavorarci.

Il portale VeryBello.it offende la creatività italiana, offende il design italiano, offende aziende come YOOX S.p.A. o Edilportale.com SpA o le piccole Quadronica srl, Doralab srl e tantissime altre che lavorano, seguendo con serietà, standard normativi e tecnici.

Per finire una riflessione verso il Ministro Dario Franceschini il quale ha accusato i portatori delle critiche di essere animati da cattiveria: “Sig. Ministro la nostra non è cattiveria, mi creda, ma la sua è certamente ignoranza e superbia.”

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Con immutato rispetto verso le istituzioni, molto meno verso coloro che le rappresentano con alterigia.

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