UITS e la rivoluzione silenziosa il Decreto-Legge n. 108 del 2026 in Gazzetta Ufficiale riscrive le regole
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 giugno 2026 ed entrato immediatamente in vigore, l’articolo 8 del nuovo decreto-legge sullo sport separa le funzioni istituzionali da quelle sportive, ridisegna la governance dell’Unione Italiana Tiro a Segno e introduce figure inedite di controllo operativo.
Era una riforma attesa da anni nel mondo del tiro a segno italiano. Il Decreto-Legge 26 giugno 2026, n. 108, recante «Disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e l’efficacia del documento di identità», dedica l’intero articolo 8 al riordino dell’Unione Italiana Tiro a Segno (UITS), l’ente pubblico di natura associativa che da oltre un secolo sovrintende all’addestramento al tiro con arma da fuoco e alla gestione dei poligoni nazionali.
Il testo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo stesso giorno ed entrato immediatamente in vigore, interviene su un sistema che mostrava da tempo segnali di inadeguatezza strutturale: sovrapposizione tra funzione istituzionale e attività sportiva, opacità nella governance, assenza di figure professionali codificate per il controllo delle operazioni di addestramento. La risposta del legislatore è radicale: separazione netta, nuovi organi, nuove responsabilità.
La grande separazione: istituzionale vs sportivo
Il cuore della riforma risiede nel principio di separazione funzionale. L’UITS rimane soggettivamente unitaria, un solo ente, una sola personalità giuridica, ma al suo interno le attività vengono sdoppiate in due ambiti distinti e autonomi:
- L’area istituzionale, dedicata all’istruzione, all’addestramento al tiro e al rilascio delle certificazioni previste dalla legge;
- L’Istituzione sportiva, nuovo organismo strumentale dotato di autonomia patrimoniale e gestionale, che opera secondo norme di diritto privato e si occupa della promozione e preparazione degli atleti.
Non si tratta di una mera riorganizzazione burocratica. La separazione contabile è reale e obbligatoria: bilanci preventivi e consuntivi distinti, con i documenti dell’Istituzione sportiva allegati a quelli dell’ente madre. Anche i flussi di entrata sono differenziati: all’area istituzionale spetta il 25% dei proventi dei corsi di tiro regolamentare; il restante 75% resta alle sezioni TSN.
La nuova governance
La struttura di governo viene interamente ridisegnata. Al vertice dell’ente siede il Presidente Nazionale, nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio, per un mandato quadriennale rinnovabile non più di due volte. Una figura di forte investitura istituzionale, in linea con il carattere pubblicistico dell’ente.
Il Consiglio Generale, organo di amministrazione, comprende rappresentanti del Ministero della Difesa, dell’Autorità politica delegata allo sport, degli Ispettori UITS e degli enti federati. Sul versante sportivo, il Consiglio Sportivo, eletto da un apposito organo assembleare, governa la politica sportiva dell’Istituzione in piena autonomia: la decadenza del presidente istituzionale non travolge quello sportivo, e viceversa.
Accanto a questi organi, fa il suo ingresso un Comitato Tecnico di Vigilanza sulle sezioni TSN, articolato in due sezioni: una per il controllo tecnico di impianti e campi di tiro, l’altra per la gestione amministrativa e contabile.
Un presidio di legalità e trasparenza che mancava nel previgente ordinamento.
L’Ispettore UITS: la figura chiave sul campo
Tra le novità più significative spicca la codificazione dell’Ispettore UITS, figura che opera presso ciascuna sezione del Tiro a Segno Nazionale. Non si tratta di un semplice supervisore, il decreto gli attribuisce compiti di presenza obbligatoria a tutte le operazioni di addestramento e responsabilità personale e inderogabile nella certificazione di ogni fase finalizzata al rilascio delle abilitazioni.
Le regole sono stringenti: attività esclusiva e continuativa, divieto assoluto di nomina in più di una sezione, impossibilità di delega salvo espressa autorizzazione UITS, aggiornamento professionale annuale obbligatorio. La violazione del divieto di doppio incarico comporta la sospensione dell’autorizzazione all’esercizio delle attività, una sanzione severa che segnala la centralità della figura nel sistema.
Il compenso massimo previsto è di 36.000 euro annui lordi, oneri previdenziali e assistenziali inclusi, a carico dei bilanci delle sezioni TSN. Una cifra per una figura con esclusività di impiego, responsabilità personale piena e obbligo di aggiornamento costante, una figura che potrebbe essere più di una nelle sezioni di maggiori dimensioni.
Chi può gestire una sezione TSN
Il decreto chiarisce anche chi può assumere la gestione operativa di una sezione TSN. Tre le categorie ammesse, le stesse sezioni di tiro a segno nazionale (soggetti di diritto privato riconosciuti dall’UITS); gli enti o organismi federati, purché in possesso di requisiti di affidabilità organizzativa, idoneità tecnica, continuità operativa e sicurezza; e gli organismi sportivi affiliati, limitatamente ai soli fini sportivi e senza possibilità di svolgere attività addestrative o certificative riservate per legge.
Un limite territoriale importante: nei comuni con meno di 500.000 abitanti può essere riconosciuta una sola sezione TSN, fatta salva la possibilità di istituire delegazioni comunali con autonomia gestionale. Il soggetto affidatario, chiunque esso sia, utilizza i beni senza acquisire diritti dominicali, la proprietà resta all’UITS, che disciplina utilizzo, conservazione e destinazione degli immobili. Un modello che ricorda da vicino la concessione di servizio pubblico.
Il regime dei beni demaniali
Con un intervento di portata non trascurabile, il decreto stabilisce che i beni demaniali già dati in uso gratuito alle sezioni TSN vengano ora concessi direttamente all’UITS, che li destina alle finalità istituzionali e sportive. Si semplifica così la catena di responsabilità sul patrimonio, attribuendo all’ente centrale un ruolo di gestione unitaria che prima era frammentato tra le singole sezioni.
L’UITS può affidarne la gestione a enti terzi mediante procedure ad evidenza pubblica, nel rispetto della disciplina vigente. Un meccanismo che introduce principi di concorrenza e trasparenza in un settore tradizionalmente chiuso.
Il cronoprogramma della transizione
Il legislatore ha fissato scadenze precise. Il Commissario Straordinario dell’UITS, già in carica per decreto ministeriale del 13 febbraio 2026, viene prorogato e deve adeguare lo statuto entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Il regolamento di amministrazione e contabilità deve essere adottato entro 30 giorni dall’approvazione dello statuto. Le sezioni TSN, a loro volta, avranno altri 30 giorni per adeguare la propria organizzazione.
Il nuovo Presidente Nazionale, una volta nominato, dovrà provvedere alla costituzione degli organi collegiali entro il 31 dicembre 2026. Una tabella di marcia ambiziosa, che lascia poco spazio a ritardi e impone un cambio di passo organizzativo significativo a tutto il sistema.
Osservazioni conclusive
La riforma dell’UITS rappresenta un intervento sistematico e coerente, che affronta con logica moderna un ente pubblico rimasto per troppo tempo ancorato a strutture novecentesche.
La separazione tra funzione istituzionale e attività sportiva non è solo un fatto organizzativo ma è una scelta di responsabilità, che rende più trasparenti i flussi finanziari e più chiari i perimetri di competenza.
Restano alcune zone d’ombra che la prassi applicativa dovrà chiarire come la reale capacità del sistema di completare la transizione entro le scadenze fissate. Ma l’impostazione è quella giusta: un ente pubblico che si dota di strumenti moderni di governance, nel rispetto della propria natura e della propria missione.
Per chi opera nel settore, sezioni TSN, enti federati, operatori del diritto sportivo, la lettura dell’art. 8 del D.L. 108/2026 non è facoltativa. È il nuovo quadro di riferimento entro cui ogni scelta organizzativa, ogni nomina, ogni atto gestionale dovrà essere collocato.
Last Updated on 28 Giugno 2026 by Massimo Melica











