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Censura della libertà di espressione su Facebook e potrebbe accadere anche a te

bloccata

Ringrazio Claudio Gagliardini per lo screenshot

UPDATE: chi sta parlando di questo post:
Il Secolo XIX
Assodigitale
My Social Web

Questa mattina, alle ore 09.37,  ho pubblicato una riflessione sull’autoscatto di Anastasia Chernyavsky ritenendo la foto artistica, non offensiva e sul fatto che l’immagine, pubblicata dall’artista sulla sua bacheca di Facebook, fosse stata ritenuta ingiustamente: “oggetto di violazione delle condizioni di utilizzo”, quindi rimossa e precluse le successive pubblicazioni.

Per essere certo di non violare le norme di Facebook ho inserito nella funzione “foto in evidenza” non la foto completa – riservando la visione esclusivamente sul mio blog – , ma una porzione della foto,  in cui con l’espressione “censurata” si vede l’artista che a seno nudo viene abbracciata dai figli.

In questo caso ottengo due effetti: il primo rinominare la foto anche sotto il profilo tecnico: dimensioni, struttura del file e il secondo evitare che vada a violare le policy di Facebook, assolutamente certo che non possa ritenersi un’ immagine offensiva o pornografica.

Poi penso: “con tutto ciò che viene postato su Facebook: dalle farfalline tatuate, ai messaggi osceni, ai gruppi razzisti, omofobi, sessisti, all’istigazione al suicidio, al ciberbullismo, alle natiche dei vip o dei bimbiminkia, non sarà una mamma a fare scandalo, vero?

Promuovo la mia riflessione, pagando €.5.33 che Facebook regolarmente incassa.

promozione_articolo

Qualche ora dopo, alle 16,03, il mio account su Facebook viene bloccato.

Facebook_blocco
Ritengo di non meritare tale ammonizione, perché ho espresso una libera e non offensiva opinione e la foto, così come postata non rientrava certamente nei canoni di violazione del social network.

Facebook_efficienza

  A questo punto lancio una seria riflessione sulla limitazione che il social network può avere sulla nostra libertà di espressione, ripeto ad esser stata veicolata su Facebook è stata una foto, che come vedete non ha nulla di scabroso e non viola le policy dell’azienda,  il blocco quindi è lesivo della mia libertà di espressione.

 Adesso  occorre fare una seria riflessione sulle nostre libertà digitali affidate ad un’azienda frettolosa, quanto assente nel dialogo con l’utente.

In assenza di chiarimenti, nei prossimi giorni, valuterò un esposto alla Procura della Repubblica in quanto l’ingiustificato blocco dell’account impedisce l’uso della casella di posta in real time.

Commenti

commenti su Facebook

7 Comments

  • Giovanni Sardisco

    13 Giugno 2013 at 23:42

    Ingiustificato? Io ricordo che immagini con seni nudi non si possono pubblicare su FB (secondo la loro policy). Potrebbe essere che un riconoscimento automatico della foto la valuti come scabrosa (il nudo) quando scabrosa non è.

  • Massimo Melica

    13 Giugno 2013 at 23:55

    Giovanni grazie per aver commentato, aggiungo che su Facebook vengono pubblicate decine di foto oscene, volgari e molto spesso che mostrano sadismo e violenza.

    Non ne parliamo dei gruppi, vero coacervo di odio di terrore e in tutto questo che passa agevolmente dobbiamo affidarci ad un algoritmo malamente compilato?

    Alla fine la censura é su un paio di capezzoli?
    Bene, ne prendo atto e agirò di conseguenza.

  • Alessandro Madeddu

    14 Giugno 2013 at 09:08

    Deve essere un loro disturbo compulsivo, per bloccare qualcosa di intelligente sono sempre pronti. Invece, quando si fa notare che vengono pubblicate delle robe infami, sostengono di non poter vagliare tutto ciò che viene pubblicato.

    Veramente ci si chiede con che testa ragionino.

  • beppe miceli

    17 Giugno 2013 at 20:20

    il problema nasce da una ristrettissima cerchia di bigotti perbenisti che popolano facebook, i quali non fanno altro che scambiarsi pareri su chi e cosa colpire, facendo delle segnalazioni di gruppo, per ripulire il social network dalle immagini che ritengono offensive. Il comune senso del pudore si è molto allontanato dai canoni che lo imbrigliavano ai ritmi culturali e alle consuetudini sociali tipiche della società che votava Democrazia Cristiana.
    Li riconosci immediatamente chi sono questi bigotti: Cristi e Madonne sono le uniche immagini che appaiono nelle loro bacheche. Appaiono persino nell’avatar che li individua e nell’immagine di sottofondo.Ma cosa ci vengono a fare in un social network?

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