Riflessioni recenti

Manifestanti del G7: la rivoluzione del sabato mattina

Tutti vogliamo, o abbiamo voluto fare, la rivoluzione.

Tutti vogliamo cambiare in qualche modo questo mondo, sovvertire il “Sistema” e via dicendo, quindi un applauso a quelli che erano in piazza a manifestare contro il G7 e a prenderle dai cattivoni delle forze dell’ordine. La sera, contusi e felici, saranno tornati ai loro smartphone da 600 euro a scambiarsi video di gattini e pubblicare se stessi su Instagram.

Esattamente, qualcuno mi spiega che risultati ha portato la manifestazione di piazza negli ultimi 100 anni? Questi riottosi nominano sempre la Primavera Araba, ma ormai è sugli scaffali di tutte le librerie la ben fatta inchiesta di Alfredo Macchi, “Rivoluzioni S.p.a.”, che sbugiarda l’idea di rivoluzione di popolo.

La seconda grande conquista della piazza, secondo questi rivoltosi del sabato mattina, è la Rivoluzione Francese. Quasi 2 secoli e mezzo fa. Ma anche quella Russa! 1 secolo fa, per l’appunto.

Escludendo i manifestanti violenti, per quelli pacifici c’è da riconoscere almeno la nobiltà di intenti. Cambiare le cose, che credo sia comune a ogni individuo responsabile.

Ma piuttosto della rivoluzione… Non è più utile accrescere le proprie competenze, e agire dai vertici?

Se si vuole fare davvero la differenza, non sarà uno striscione a farci ricordare dalla storia.

Forse l’appiattimento del dibattito politico contribuisce a appiattire anche la percezione delle proprie potenzialità di cambiare le cose. Uno che guarda la politica attraverso il filtro di trasmissioni come quella di Crozza, o di Diego Bianchi, non può pensare  di intraprendere un dialogo serio che vada oltre l’Acab di turno o la distruzione delle vetrine, o l’estintore contro lo “sbirro”.

Se non si crea un dialogo politico serio, nessuno proverà a cambiare il Paese, ma nelle sedi opportune, nel modo democratico che ci contraddistingue come paese occidentale.

A conclusione però, va detto: se Montanari, il vice-sindaco stellato di Torino, dice di solidarizzare con i manifestanti, chi siamo noi per contraddire? A quanto pare le stelle non vanno solo agli sceriffi.

Hasta la revolucion.

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