Riflessioni

Internet non è un diritto dell’Uomo

Da anni difendo la libertà di Internet, da anni affermo che “internet è per tutti, ma non tutti sono per Internet” riferendomi a coloro che non avendo una cultura digitale si basano sull’utilizzo del mezzo per professarsi: esperti, attivisti o addirittura guru del web.

Spesso è capitato che dietro accreditati blogger si nascondano operazioni editoriali, in cui a populiste e deboli teorie si affianca il libro che illustra come diventare ricchi con Facebook, Twitter o addirittura Second Life.

Molti hanno affermato che l’accesso ad Internet sia un diritto fondamentale dell’Uomo, arrivando in taluni casi a definire un’esigenza costituzionale accreditare Internet a rango costituzionale o peggio candidarlo a premio Nobel.

Mi sono sempre opposto a queste ideologie, non per disamore verso il mezzo ma per tutelarne la libertà e l’indipendenza sposando altresì l’Etica Haker, descritta da Pekka Himanen nel suo celebre libro.

Molto spesso sono stato attaccato, escluso dai “salotti culturali” di quella sinistra che si arrovella su se stessa, che si illude con favole sofiste, che afferma che basta avere un computer collegato alla rete per garantirsi qualunque libertà in spregio a secoli di diritto.

Oggi, leggo con soddisfazione, l’editoriale del New York Times in cui Vinton Gray Cerf padre di Internet, “Chief Internet Evangelist” per Google, fondatore di ISOC “Internet Society” scrive testualmente: technology is an enabler of rights, not a right itself.-

Un’affermazione che spiazza coloro che credono che Internet debba essere un diritto fondamentale, un editoriale che tuona come un avvertimento per i legislatori che non valutano un aspetto più fondamentale, ovvero: la responsabilità dei creatori di tecnologia per sostenere o regolare i diritti umani e civili.

Il tema si arricchisce di nuovi spunti di riflessione e il confronto culturale aumenta tra gli ispiratori dei modelli giuridici alla base della futura “Società dell’informazione”.

E’ morto Shingo Araki, disegnatore di Goldrake

Nel 1978 avevo 13 anni, i fumetti più diffusi che circolavano a quell’epoca erano il Corriere dei piccoli, Topolino, Zagor, Tex e per i più grandi Monello e Intrepido.

Su questi pochi giornaletti si sviluppava l’adolescenza italiana mentre i cartoni animati televisivi erano incentrati su “Braccio di ferro”, “Tom & Jerry”, “Gatto Silvestro”, “Willy il Coyote” sino a quando il 4 aprile 1978 apparve sugli schermi di uno dei due canali televisivi a disposizione “Atlas Ufo Robot”.-

I bambini-ragazzi dell’epoca furono colti da stupore, da effetti speciali, svilupparono improvvisamente la loro fantasia verso sconfinati confini planetari e, per la particolare storia narrata, la conoscenza di elementi come: coraggio, disciplina e forza che si fondevano nel giovane protagonista “Actarus”.

I cartoni animati di Goldrake dalla famosa sigla televisiva, alle incredibili armi come: “Doppio maglio perforante”, “Alabarda spaziale”, “Tuono spaziale” hanno influenzato le giovani generazioni di quell’epoca termini, battute, scherzi, giochi venivano trasformati in linea con le epiche storie del cartone animato.

Oggi all’età 72 anni è morto Shingo Araki, fumettista e character designer di personaggi come Goldrake a Lady Oscar, dai Cavalieri dello Zodiaco a Kimba il leone bianco.

Se Atlas Ufo Robot (Goldrake) è stato creato da Go Nagai e Lady Oscar da Riyoko Ikeda, una volta che dal fumetto sono passati al cartone animato, Araki è stato colui che ne ha dato un corpo e un’anima ad Oscar, Actarus o i Cavalieri dello Zodiaco, rendendoli indimenticabili.

Sorprenderà questo mio post, in quanto solitamente mi occupo di attualità, di politica, di tecnologie e diritto, tuttavia siamo stati tutti bambini e nella speranza di conservare ancora nel cuore un pizzico di quell’innocenza, mi sembra bello salutare quella genialità che ha influenzato il mondo.

Saiyonara Mr. Araki.

 

06 ottobre 2011

Hiroshima una Storia comune

Oggi è il 6 agosto e come vedete dalla fotografia, da me scattata nell’agosto scorso presso il Peace Memorial Museum di Hiroshima 広島市 , ricorre il 56°anniversario del primo bombardamento atomico quando, alle ore 08,16, fu scritta una delle più orrende pagine della Storia dell’Uomo.

Sul bombardamento atomico di Hiroshima si è scritto e studiato di tutto, in poche righe si riassume così: il Governo americano nel voler porre fine al secondo conflitto mondiale nella zona del Pacifico, stante ormai la resa di Hitler in Europa e nel timore che il Giappone potesse approvvigionarsi di un ordigno nucleare, sganciò – senza conoscerne completamente gli effetti – la bomba atomica sulla città nipponica.

Riassunta la vicenda, facciamo tre premesse descrittive: Continue reading “Hiroshima una Storia comune” »

Il mio voto nel referendum 2011

Domenica e lunedì siamo chiamati ad esprimere la nostra opinione su alcune questioni legislative, lo facciamo in quanto “popolo sovrano” che regna in maniera democratica attraverso le consultazioni elettorali.

In questo caso siamo “chiamati a riferire” la nostra opinione tramite l’istituto costituzionale del “referendum” (ad referendum gerundio latino del verbo refero – riferire).

La nostra Costituzione assegna un potere democratico al popolo italiano, il quale lo esplica attraverso le urne elettorali con la facoltà di intervenire (principio di democrazia diretta) su norme approvate dal potere legislativo eletto. (democrazia rappresentativa)

Come si può intuire è il Popolo che ha il potere in un primo momento di eleggere Continue reading “Il mio voto nel referendum 2011” »

Il Web e l’economia della conoscenza

Come Internet ha cambiato le nostre abitudini, come ha sviluppato nuove opportunità di comunicazione, come gestiamo l’enorme economia della conoscenza; ne ho parlato a “Per parlarne di più”, condotta da Giancarlo Borriello, per “Il Denaro TV”.

Ecco il podcast: